GIALLI

Patricia D. Cornwell
La traccia

“Kay Scarpetta è dispiaciuta che nella sala d’aspetto non ci siano più piante vere, che riscaldano l’ambiente e fanno sentire meno soli. E non c’è luogo in cui ci si possa sentire più soli che all’obitorio.”

Un ritorno di Kay Scarpetta, piuttosto sottotono: allontanata dal prestigioso incarico presso l’Istituto di medicina legale di Richmond, ritorna in Virginia per una consulenza. L’accoglienza però non è delle migliori. Joel Marcus attualmente riveste il suo antico incarico, ma non ha né l’intelligenza, né l’acutezza di colei che lo aveva preceduto, tanto che controvoglia si è visto costretto a richiamarla per risolvere un caso complesso. Quello che Kay trova al suo arrivo è un clima di generale abbandono: il vecchio istituto è in rovina e la struttura da lei creata è davvero sparita, è il caos a regnare e nel caos è molto difficile compiere le indagini raffinate che sono indispensabili per risolvere alcuni casi.
Ritroviamo anche Pete Marino, compagno di lavoro dell’anatomopatologa, estroso come sempre, anzi in gran forma e anche fisicamente molto ritemprato. Chi ha fatto carriera è Lucy, la bella nipote di Kay, a capo di un’agenzia di investigazioni altamente tecnologica nella strumentazione e rigorosa nell’organizzazione.
Il caso che domina il romanzo (ne vengono introdotti altri, ma rimangono in secondo piano) riguarda una ragazzina che la madre si ostina a credere morta per influenza, ma che in realtà è vittima di un assassino, molto particolare nel suo agire.
Tutte le strade per raggiungere la verità sembrano sbarrate, ma sarà proprio la bella Lucy, appassionata di automobili, tanto da possedere due Ferrari, a sospettare di uno strano personaggio (che appare come in un flash a inizio romanzo) che ha l’abitudine maniacale di disegnare degli occhi dalle lunghe ciglia sulle finestre della sua casa e anche sulle portiere delle costose automobili della ragazza.
Da qualche indizio, da qualche traccia si arriverà, con notevoli colpi di scena e sfiorando la morte, a identificare e a fermare quello che ormai è un pazzo omicida e che Kay Scarpetta conosceva in realtà bene, molto, molto bene.

La traccia di Patricia D. Cornwell
Titolo originale: Trace
Traduzione di Annamaria Biavasco
358 pag., Euro 18,60 – Edizioni Mondadori (Omnibus stranieri)
ISBN: 88-04-53715-9

Le prime righe

1

Scavatrici e bulldozer gialli rimuovono terra e pietre da un luogo che ha visto più morti di tante guerre e Kay Scarpetta, a bordo di un fuoristrada preso a noleggio, rallenta fino quasi a fermarsi. Scossa, guarda i macchinari gialli che distruggono quel che resta del suo passato.
«Avrebbero dovuto avvertirmi» dice.
Le sue intenzioni erano abbastanza innocenti, in quella grigia mattina di dicembre. In preda alla nostalgia, aveva pensato di passare davanti all'edificio in cui aveva lavorato tanti anni, senza sapere che lo stavano demolendo. Avrebbero dovuto avvertirla. Sarebbe stato gentile dirle che quel palazzo, in cui aveva trascorso tanto tempo, quando era giovane, piena di sogni e di speranze, quando ancora credeva nell'amore, quel palazzo per cui provava tanta nostalgia, era in demolizione.
Vede avanzare un bulldozer pronto all'attacco, e la sua rumorosa violenza meccanica le sembra allarmante e pericolosa. "Avrei dovuto ascoltare" pensa guardando il palazzo sventrato, con la facciata ormai piena di buchi. "Quando mi hanno chiesto di tornare a Richmond, avrei dovuto ascoltarmi di più."
"Ho un caso difficile e mi piacerebbe che lei mi desse una mano" le ha detto il dottor Joel Marcus, l'attuale direttore dell'Istituto di medicina legale della Virginia, l'uomo che ha preso il suo posto. L'ha chiamata ieri pomeriggio al telefono e lei non ha prestato attenzione ai propri sentimenti.
"Certamente" gli ha risposto, passeggiando per la cucina della sua casa nel Sud della Florida. "Che cosa posso fare per lei?"

© 2005 Arnoldo Mondadori Editore


L’autrice

Patricia Cornwell è nata a Miami, Florida, nel 1956. È stata cronista di nera prima di diventare analista informatico presso l'ufficio di medicina legale della Virginia. Ha esordito nella narrativa nel 1990 con il romanzo Postmortem con cui ha vinto l'Edgar Award americano e il premio per l'opera prima della British Crime Writers Association. Il successo, raggiunto a livello mondiale con Oggetti di reato (1992), è andato crescendo con Quel che rimane, Insolito e crudele, La fabbrica dei corpi, Il cimitero dei senza nome, Il nido dei calabroni, Causa di morte, Morte innaturale, Punto di origine, Croce del Sud, Cadavere non identificato, L'ultimo distretto, L'isola dei cani, Ritratto di un assassino, Calliphora, La traccia


Di Grazia Casagrande


4 marzo 2005