AVVENTURE IN MARE

Patrick O'Brian
Clandestina a bordo

“La iole del comandante grattò la sabbia corallina del fondo, i vogatori di prua saltarono giù, sistemarono la passerella e due marinai, uno raggiante, uno scuro in volto, aiutarono a scendere a terra la signora Oakes, che li ringraziò con molto garbo.”

Un altro caso di successo letterario legato strettamente alla popolarità di un film. Non che i romanzi di Patrick O’Brian fossero sconosciuti prima dell’uscita nei cinema di Master & Commander, anzi, contavano già una notevole schiera di lettori appassionati, ma sicuramente l’interpretazione di Russel Crowe ha dato nuovo fascino alla storia interamente immaginata sulle onde degli oceani. Sono, infatti, tutte ambientate su un veliero della Royal Navy le venti avventure che lo scrittore inglese ha raccontato seguendo le prodezze di un grande protagonista, Jack Aubrey, comandante della Surprise (una curiosità: la nave utilizzata nel film è attualmente ormeggiata a San Diego). Un veliero e il suo equipaggio, i problemi della navigazione e dei rapporti interpersonali, le incompatibilità di carattere e le amicizie fraterne, i rigidi ruoli gerarchici e le regole di convivenza da seguire con grande attenzione. E poi le tempeste, le difficoltà nei rifornimenti di cibo, acqua, medicine, le ricerche botaniche e zoologiche, i guai con alcol e droghe a bordo, le rivalità con le altre grandi nazioni che dominavano terre e mari. È il mondo raccontato da L’ammutinamento del Bounty, storia vera narrata per il cinema da Charles Nordhoff (non a caso anch’egli autore inglese) e James Norman Hall. Ma qui tutto viene vissuto con minore pathos, senza gli eccessi messi in atto da Christian Fletcher, capitano ben diverso dal nostro Aubrey. A dire il vero anche Russel Crowe è un interprete assai differente da Charles Laughton (protagonista del film del 1935 diretto da Frank Lloyd) o Marlon Brando che invece ha rivestito il ruolo di Fletcher nel 1962 per la regia di Lewis Milestone. Ma luoghi, velieri, uomini e anni sono quasi i medesimi.
Questo capitolo della saga, che sicuramente conta più lettori che lettrici, è pieno di pregiudizi sulle donne. Sono idee preconcette che emergono con tutto il loro potere dirompente quando nella cala delle gomene della Surprise, nel corso di un viaggio verso le isole della Polinesia, viene scoperta una giovane donna, la clandestina a bordo del titolo. Porta sfortuna avere una femmina a bordo, e per Aubrey è inammissibile che sia stata fatta salire. Se poi è legata sentimentalmente al giovane allievo Oakes, responsabile dell’accaduto, la cosa migliore da fare è far sposare i due e poi cercare di sbarazzarsene scaricandoli a terra. Ma le cose, come si può ben immaginare, non saranno così semplici.

Clandestina a bordo di Patrick O'Brian
Titolo originale: Clarissa Oakes
Traduzione di Paola Merla
279 pag., Euro 16,00 – Edizioni Longanesi (La Gaja scienza n. 743)
ISBN: 88-304-1580-4

Le prime righe

Capitolo I

In piedi al coronamento, appoggiato all'impavesata, Jack Aubrey contemplava la scia allontanarsi, non troppo rapida né troppo accentuata, sulla superficie liscia di un verde azzurro purissimo. Un solco accettabile tuttavia, con quella brezza leggera. La fregata aveva appena cambiato bordo, passando mure a sinistra, e, come lui aveva previsto, la scia mostrava quella curiosa interruzione che si produceva quando, le scotte tesate e avvolte sulle caviglie, il veliero aveva un piccolo sussulto impudico in risposta alla manovra del timoniere. Conosceva la Surprise meglio di qualsiasi altra nave sulla quale avesse servito. Proprio nella cabina sotto i suoi piedi, quando era allievo, era stato messo di traverso sull'affusto di un cannone e frustato per insubordinazione; e, come capitano, aveva usato a sua volta la stessa forza bruta per insegnare ai gabbieri la differenza tra ciò che in marina era giusto e ciò che non lo era. Da molti anni comandava la Surprise e navigare con lei lo rendeva felice ancor più di quanto non lo avesse reso felice il suo primo comando. L'amava non tanto come nave da guerra, come macchina bellica, poiché perfino la prima volta in cui aveva messo piede a bordo della Surprise, ormai tanto tempo prima, né le sue dimensioni né la sua potenza di tiro gli erano parse eccezionali e, dopo venti e più anni di guerra, quando ormai una fregata normale portava trentasei o trentotto cannoni da diciotto libbre e stazzava mille tonnellate, la Surprise, con i suoi ventotto pezzi da nove e meno di seicento tonnellate, era certamente antiquata; e infatti era stata venduta dalla marina come le altre navi della sua classe, sebbene i cantieri francesi e americani stessero lavorando a pieno ritmo, un ritmo addirittura impressionante.

© 2005 Longanesi Edizioni


L’autore

Patrick O’Brian, nato il 12 dicembre 1914 a Chalfont St Peter, nel Buckinghamshire, e morto a Dublino il 2 gennaio 2000, era l'ottavo di nove figli. Imparò ad amare la lettura durante una malattia ai polmoni contratta nel 1920, poco dopo la morte della madre e, ancora giovanissimo, pubblicò due libri nei quali già si specchiava la passione per la zoologia che, molti anni dopo, avrebbe caratterizzato il personaggio di Stephen Maturin. Non avendo la possibilità di entrare, per motivi di salute, nella Royal Navy e neppure nella RAF, durante la seconda guerra mondiale venne arruolato nei servizi segreti inglesi. Nel 1945, dopo aver ottenuto che il suo vero nome, Richard Patrick Russ, venisse cambiato in Patrick O'Brian, si trasferì prima in Galles e infine, nel 1949, in Francia, nel villaggio di Collioure, vicino a Perpignan, per dedicarsi unicamente alla narrativa. Ma soltanto nel 1968 un editore americano lo invitò a scrivere romanzi storici di ambiente marinaro, dando così origine alla serie delle avventure di Jack Aubrey e Stephen Maturin, venti romanzi che hanno avuto uno straordinario successo internazionale di pubblico e di critica. In Italia sono apparsi: Primo comando, Costa sottovento, Buon vento dell'ovest, Verso Mauritius, L'isola della Desolazione, Bottino di guerra. Missione sul Baltico, Duello nel mar Ionio, II porto del tradimento, Ai confini del mare. II rovescio della medaglia, La nave corsara, Rotta a Oriente, Caccia notturna.


Di Giulia Mozzato


25 febbraio 2005