VOCI ITALIANE

Vincenzo Cerami
La sindrome di Tourette
Storie senza storia

“Entrava nel cuore di sconosciuti e traduceva i loro sentimenti, le loro rabbie e i loro dolori. Con la penna stilografica metteva nero su bianco , poi spediva. Col tempo si accorse che persone diverse e lontane una dall’altra avevano gli stessi problemi, sempre gli stessi.”

La Sindrome di Tourette è una malattia neurologica che provoca sia disturbi di tipo fisico (spasmi muscolari, tic ossessivi), che di tipo psicologico (sbalzi d’umore, difficoltà o fatica nel mantenimento delle relazioni sociali, deficit d’attenzione e iperattività).
Forse proprio l’impalpabilità di questo male, la difficoltà a identificarlo come patologia, diventano in questa raccolta di “storie senza storia” simbolo dell’estremo male di vivere, del rifiuto e dell’estraneità che il mondo che ci circonda suscita in chi riesca a fermarsi un attimo a riflettere, in chi decida di non farsi assimilare, ma che rinunci (perché non ne ha più la forza o la speranza) a contrastare il corso delle cose.
Non sono quasi mai racconti tragici, possono essere romantici, grotteschi o surreali, possono mimare il romanzo storico, quello erotico o quello d’avventura, eppure, anche nell’assurdità delle situazioni (si legga ad esempio la storia dell’uomo-testa) sono briciole di ognuno di noi, sono spiragli di verità che possono far sorridere o irritare (come avviene quando ci osserviamo senza compiacimenti o benevolenza), testimonianze, voci del malessere che ogni essere psichicamente sano oggi prova o almeno dovrebbe provare.
Se la rabbia è un sentimento gridato, e quindi vitale, il tono basso che i personaggi delle storia mantengono, mostra l’elemento rinunciatario e il senso di sconfitta dominante. Camminare lungo la linea dell’equatore o discutere con estrema finezza di grammatica, ingannare con un falso reperto l’archeologo esperto o vedere extraterrestri amichevoli in cucina, tutto appare di una sconfortante normalità.
Un altro aspetto affascinante di questi racconti è il loro essere veri “esercizi di stile”: Cerami riesce a creare un linguaggio adeguato a tutte le situazioni che narra, la varietà linguistica e la molteplicità di toni è davvero magistrale eppure, tranne in alcuni casi in cui l’autore volutamente gioca con un linguaggio accademico e oscuro, riesce sempre ad essere estremamente comunicativo e “parlato”.
L’insieme dei racconti, quasi tutti piuttosto brevi, sembra insomma la rielaborazione riuscita di materiali diversi orchestrati e assemblati con maestria, così da creare una sinfonia della contemporaneità dalle mille sfaccettature comiche, drammatiche e surreali.

La sindrome di Tourette. Storie senza storia di Vincenzo Cerami
206 pag., Euro 13,50 – Edizioni Garzanti Libri (Nuova biblioteca Garzanti)
ISBN: 88-11-68323-8

Le prime righe

Paura di giocare

È tutta la vita che gioco. Anzi, giocare è diventata la mia tortura. Passo il tempo, dalla mattina alla sera (la notte per fortuna faccio sogni che non ricordo), a costruire realtà artificiali, scegliendo parole, acconciando frasi da inserire in una trama ideale. Ho ancora in testa il colapasta che mi fa da cimiero e i piedi infilati nelle scarpe rosse di mia madre. Non mi sono mai mosso da lì. Ogni tanto scendo dai tacchi e mi sistemo sopra una sedia rovesciata, alla guida di un treno che mi porta dentro paesaggi stralunati, dove non ci sono oggetti bensì sensazioni forti nate da ciò che non vedo ma invento: una collina, qualche fattoria, un circo al limite dell'orizzonte, una chiesetta arroccata. Poi, quando entro nella lontananza, compaiono immagini oniriche, a metà strada tra il meraviglioso e l'incubo. Là ogni cosa è possibile, perché non c'è più memoria ma sublimazioni e simboli indecifrabili. Se si va troppo lontano si finisce per entrare dentro di sé, ingoiare sé stessi. I viaggi degli scrittori sono sempre un ritorno, come quello di Ulisse che si lascia alle spalle una guerra sanguinosa: sono fughe dall'ignoto e dallo spavento. Ecco allora che dalle ombre minacciose prendono di nuovo forma gli alberi, le città, i volti, gli affetti di una vita. Ma sono figure che adesso nascondono un segreto: la paura. Tutto sembra normale, però chi torna da quel viaggio sa che non è così.

© 2005 Garzanti Libri Edizioni


L’autore

Vincenzo Cerami è nato e vive a Roma. Tra le sue opere narrative, i romanzi Un borghese piccolo piccolo, Amorosa presenza, Tutti cattivi, Ragazzo di vetro, La lepre, Fantasmi, e i volumi di racconti L'ipocrita e La gente. Del 1997 è Fattacci, ricostruzione letteraria di quattro famosi delitti. Nel 2002 ha pubblicato Pensieri così e la nuova edizione ampliata dei Consigli a un giovane scrittore. Assieme a Nicola Piovani ha scritto Canti di scena. È anche autore di poesie e di testi per il teatro e con Silvia Ziche ha realizzato due libri a fumetti: Olimpo s.p.a. e Olimpo s.p.a. Caccia grossa. Come sceneggiatore ha scritto con Sergio Citti, Giuseppe Bertolucci, Marco Bellocchio, Gianni Amelio e Roberto Benigni. Collabora con varie testate giornalistiche e da qualche anno tiene corsi di scrittura creativa in Italia e all'estero. Il suo sito è: www.vincenzocerami.com


Di Grazia Casagrande


25 febbraio 2005