ECHI AMERICANI

David Foster Wallace
Oblio

“Per tutta la vita sono stato un impostore. E non esagero. Ho praticamente passato tutto il mio tempo a creare un’immagine di me da offrire agli altri. Più che altro per piacere o per essere ammirato. Forse è un po’ più complicato di così. Ma se andiamo a stringere il succo è quello: piacere, essere amati. Ammirati, approvati, applauditi, fa’ un po’ tu. Ci siamo capiti.”

“La coscienza è l’incubo della natura”: scrive Wallace nell’ultimo dei racconti contenuti in questo straordinario testo che è Oblio. Chi ha coscienza non riesce a vivere, o meglio non può vivere nel mondo odierno.
Questo scrittore americano ormai “di culto” confeziona otto racconti, otto storie che narrano l’oblio dell’uomo oramai completamente assoggettato dalle logiche di produzione. Ciò che conta è il prodotto; è lui che vive, che pulsa e noi, incapaci di pulsare e di vibrare, viviamo in sua funzione.
Wallace è geniale nel tracciare i suoi personaggi; assolutamente incoscienti di sé. Incapaci di ritagliarsi un proprio mondo, di essere se stessi; sempre affaccendati nel tentativo di essere altro, di piacere a qualcun altro.
Non c’è vittoria, non c’è sconfitta; i protagonisti che si muovono all’interno dei racconti sono tanti automi e lo sgomento maggiore del lettore è quello di identificarsi con essi. Se non hai coscienza sei inconsapevole e, inconsapevolmente, vivi. L’unico che sembra riconoscerlo è il protagonista di Caro vecchio neon che, infatti, nel momento in cui mette a fuoco l’inautenticità della sua vita, decide di porvi fine.
È quasi impossibile leggere il libro d’un fiato; dopo poche pagine si è tentati di fuggire da un qualcosa a cui si sa di appartenere, esasperati anche dalla freddezza e dall’asciuttezza del linguaggio utilizzato. Nessuna emozione traspare dalle parole dell’autore che, pedantemente, si sofferma maggiormente sulla descrizione delle ambientazioni piuttosto che sulle caratteristiche degli individui, tante soffuse ombre. Non riusciamo più a essere, sembra suggerirci Wallace; non vogliamo più raccontare, inventarci, esprimerci. Chi lo fa è punito, inesorabilmente. Ciò che interessa maggiormente è far parlare di sé in qualunque modo “per emergere. Per distinguersi dall’enorme massa senza volto di quelli che stanno a guardare quelli che emergono”. Un libro, a mio avviso, imperdibile.

Oblio di David Foster Wallace
Titolo originale: Oblivion
Traduzione di G. Granato
393 pag., Euro 15 – Edizioni Einaudi, 2004 (Einaudi. Stile libero. Big n.1316)
ISBN: 88-06-17186-0

Le prime righe

Mister Squishy

Il Focus Group venne riunito in un’altra sala conferenze al diciannovesimo piano della Reesemayer Shannon Belt Advertising. Ciascun membro restituì il Profilo di Reazione Individuale al coordinatore, che li ringraziò uno a uno. Il lungo tavolo da conferenze era fornito di poltrone girevoli dirigenziali in pelle; i posti non erano assegnati. Acqua di sorgente imbottigliata e bibite addizionate di caffeina erano a disposizione di chiunque ritenesse di averne bisogno. La parete esterna della sala conferenze era una finestra di spesso vetro azzurrato con un’ampia veduta dall’alto dei punti cardinali NE e creava un gradito ambiente spazioso, piacevole e dall’illuminazione più o meno naturale dopo la clausura blandamente fosforescente delle cabine per i test. Uno o due membri del Focus Group Designato si allentarono inconsapevolmente la cravatta sistemandosi sulle comode poltrone.
C’erano altri campioni del prodotto disposti su un vassoio al centro del tavolo da conferenze.
Il coordinatore, come quello che aveva tenuto la grande riunione per il Test sul Prodotto e la Reazione Iniziale quella mattina prima che tutti i membri dei vari Focus Group venissero separati nelle cabine insonorizzate individuali per completare i Profili di Reazione Individuale, era specializzato in Statistica Descrittiva e Psicologia Comportamentale e lavorava alle dipendenze della Team Dy, un’azienda di ricerche di mercato pionieristica che la Reesemeyer Shannon Belt Adv. aveva cominciato a utilizzare quasi esclusivamente negli ultimi anni.

© 2004 Einaudi Edizioni


L’autore

David Foster Wallace è nato nel 1962 a Urbana nell’Illinois, e vive in California. È autore di Brevi interviste con uomini schifosi (Einaudi Stile libero, 2000) e dei due romanzi Infinite Jest e La scopa del sistema.


Di Simona Incerto


25 febbraio 2005