LA FAVOLA E LA TRAGEDIA - LUOGHI - UOMINI E ANIMALI
LA FAVOLA E LA TRAGEDIA
Basilio Losada
La pellegrina

“La principessina era l’unica a sorridere, con una smorfia facile da definire: era la speranza. Durante la notte le era apparsa in sogno la vergine, e sappiamo tutti che i sogni, se li si sa interpretare, ci dicono quel che accadrà. La Vergine aveva sorriso. Era nera di pelle, come una saracena, e teneva il Bambino seduto in grembo. Anche il Bambino sorrideva”.

Daniel Zimmermann
La città dolente

Ci metterete poco a capire quanto sia sensato quel che Dante ha visto scritto nell’anticamera dell’Inferno: “Lasciate ogni speranza, o voi ch’intrate”.
Un verso declamato in italiano. Incorreggibile primo della classe, François non ha potuto trattenersi dal recitare il seguito nella stessa lingua:
“Queste parole di colore oscuro vid’io scritte al sommo di una porta; per ch’io:’Maestro, il senso lor m’è duro.”
Muller abbozza un sorriso, si è ripreso, uno schiocco di frusta che sfiora il volto di François tronca sul nascere quel dialogo erudito.


LUOGHI
Alessandro Moscè
Luoghi del Novecento

“Una passione naturalistica avvicina più che mai Piersanti a Pascoli, in una rievocazione costante che gira intorno al grande tema della memoria. Si crea un’isola d’amore e anche di romantica preservazione dei luoghi.”

Vito Teti
Il senso dei luoghi

“Questo libro di parole e di immagini vuol essere esattamente una sorta di racconto dei luoghi, in cui le vicende dei siti incrociano inevitabilmente la storia, le emozioni, lo sguardo di chi, negli anni, li ha visitati, osservati e infine raccontati.”


UOMINI E ANIMALI
Alberto Asor Rosa
Storie di animali e altri viventi

“La nostra unione, dunque, è qualcosa di più della semplice somma di ognuno dei due separati dall’altro. Le differenze c’erano prima. O sarebbero venute dopo. Ma nel sonno, - e, non dimentichiamolo, nel sogno, - eravamo uguali e al tempo stesso complementari. Non il gatto e l’uomo. Ma il Gattuomo (appunto). Un pezzo di qua e un pezzo di là di una vita: ma di una medesima vita. Per giunta, tutti e due lo sapevamo. E nessuno di noi due lo avrebbe dimenticato.”

Simone Perotti
Stojan Decu, l'altro uomo

“Mi parve che Stojan non avesse una fisionomia definita, che i suoi lineamenti si modificassero a vista d’occhio, che avesse una marmellata ribollente sotto la pelle. Il suo sguardo mi diede i brividi, ma poco dopo infuse in me una serenità che non conoscevo.”


18 febbraio 2005