GLI STATES

John Murray
Brevi note sulle farfalle tropicali

“La passione per le farfalle contagiò mio padre e anche me. Nella transitorietà e nella bellezza di queste creature c’è qualcosa che ti entra nel sangue. ‘Le farfalle sono metafore’ ci diceva mio padre, ‘metafore della vita. Le une e l’altra bellissime, effimere, fragili, incomprensibili’. Già da giovane capivo il significato di tale affermazione. C’era un che di libero e audace in quegli insetti delicati dai colori incredibili, e questo mi affascinava. A parte quello di rallegrare il mondo, che altro scopo poteva avere una farfalla?”

Difficile trovare in questi anni dei protagonisti che non svolgano abituali lavori legati al mondo della comunicazione, alla scrittura o alle scienze umane. Ormai gli autori paiono ancorati a cliché lavorativi che rispecchiano solo una parte del mondo che ci circonda. John Murray ha invece imboccato una strada diversa, che si può scorgere sin dalle prime pagine: non a caso è laureato in medicina. I suoi personaggi sono medici, chirurghi, figli di fisici e biologi, studiosi a loro volta; sono persone interessate agli aspetti più scientifici dell’esistenza, o forse potremmo dire aperti a tutti gli aspetti dell’esistenza. Come Elizabeth Dinakar, protagonista del primo racconto Gita in montagna, medico, particolarmente coinvolta nello studio del vibrione del colera, causa di una malattia devastante per l’India, il paese d’origine della sua famiglia, e innamorata in passato di un compagno d’università non tanto per il suo fascino quanto per la “solida padronanza del calcolo differenziale”. Partita per l’India in viaggio di studio e ricerca, Elizabeth sarà trasformata da quel mondo così poco strutturato e logico e troverà anche l’amore, molto diverso da quello americano. Anche Maya ha scelto una carriera analoga: è figlia di un fisico di Pondicherry emigrato in America e vuole diventare neurochirurgo: “si diverte a imparare a memoria gli articoli più interessanti del New England Journal of Medicine, per citarli ai suoi pazienti”. Il suo compagno, anch’egli dottore, invece è affascinato dalle farfalle Monarca: una vera tradizione di famiglia inaugurata dal nonno, collezionista di lepidotteri che “passava settimane a catalogare i suoi reperti secondo i criteri della tassonomica sistematica e poi disporli nella bacheche” e proseguita col padre, contagiato dalla passione, che portava la famiglia ogni anno a “contare le farfalle Monarca che sciamavano lungo la costa durante la migrazione annuale”. L’anima eterea delle farfalle (come la mitica anima della formica bianca di Eugène Marais, libro ormai purtroppo introvabile) è metafora dell’esistenza, come l’irrazionalità deve essere parte della vita in un giusto equilibrio tra visione scientifica e pensiero astratto, perché “siamo qualcosa di più della nostra anatomia, qualcosa di più di un semplice insieme di organi”.

Brevi note sulle farfalle tropicali di John Murray
Titolo originale: A Few Short Notes on Topical Butterflies
Traduzione di Federica Oddera
297 pag., Euro 16,00 – Edizioni Guanda (Narratori della Fenice)
ISBN: 88-8246-528-4

Le prime righe

GITA IN MONTAGNA

La mattina in cui ebbe inizio il corso di aggiornamento a Bombay, pochi minuti prima di svenire, Elizabeth Dinakar si alzò in piedi di fronte alle duecento persone sedute nella sala conferenze, indicò i batteri del colera ingranditi sulla parete di fronte a sé e disse: «Questo è il vostro nemico». I condizionatori sferragliavano nella lunga stanza soffocante dai muri screpolati. Il pubblico tossiva e sfogliava opuscoli. I bacilli erano grandi come automobili. Elizabeth Dinakar era alta e sottile, con le sopracciglia nere e folte. Aveva i capelli tirati all'indietro e raccolti sulla nuca. Portava una camicetta di seta e una gonna kaki, scarpe senza tacco e niente trucco.
Procedeva lentamente nel suo discorso e ne illustrava ciascun passaggio con grafici e fotografie. «Ogni bambino ha da cinque a sette episodi di diarrea all'anno» precisò, «il che equivale a un immenso oceano di feci liquide. Grande abbastanza da poterci galleggiare.» Si esprimeva come se leggesse: possedeva una conoscenza dettagliata e precisa dei microrganismi responsabili della dissenteria infettiva. Nel mondo delle creature microscopiche vedeva una bellezza che gli altri, lo sapeva, erano incapaci di capire. Quel mondo la coinvolgeva fin nel profondo. Parlando batteva la bacchetta di legno sul pavimento. Gocce di sudore le scorrevano lungo la schiena. All'altro capo della sala, sui tavoli coperti dalle tovaglie bianche, c'erano due grandi contenitori d'acciaio per il tè. Negli intervalli, l'infuso veniva versato nelle spesse tazze con i piattini dell'Amministrazione britannica, e quel mattino, al di sopra dell'orlo della propria, Elizabeth aveva guardato l'India moderna, incorniciata nei vani delle porte, rumorosa e accecante nel barbaglio del sole.
Il sangue le rifluì dal viso e si sentì frastornata.

© 2005 Ugo Guanda Editore


L’autore

John Murray, laureato in medicina, vive nell’Iowa. Brevi note sulle farfalle tropicali è il suo primo libro.


Di Giulia Mozzato


11 febbraio 2005