GLI STATES

John Kennedy Toole
La Bibbia al neon

“Ho alzato gli occhi per guardare in faccia zia Mae. Era buio e non sono riuscito a capire che espressione avesse, ma la luce della luna le batteva proprio sulle guance e così ho visto che erano tutte bagnate. Ho sentito una goccia tiepida cadermi sulla fronte e scorrermi giù per il viso e farmi solletico ma non mi sonno mosso, non me la sono asciugata”

Se avete letto Una banda di idioti, il romanzo più noto di John Kennedy Toole, vi sarete innamorati dell’imbranato e ironico Ignatius. Leggendo La Bibbia al neon, primo romanzo di Toole in ordine cronologico, farete altrettanto con David che, pagina dopo pagina, si guadagnerà il vostro affetto. Non senza apprensione lo accompagnerete nel suo complesso percorso di crescita, così simile nella sua solitudine viscerale a quello autobiografico dello stesso J. K. Toole che, ricordiamo, è morto suicida a soli 32 anni.
David (ben diverso da Ignatius, sia chiaro) appare sin dalle prime righe: è nel pieno di un dramma che ancora non ci viene raccontato, è seduto nel vagone di un treno e, come un passeggero qualsiasi (ma non è un passeggero qualsiasi!) osserva dal finestrino il paesaggio. È la prima volta che i viaggi immaginari di un bambino, che ha percorso centinaia di chilometri con il solo aiuto di un fantastico trenino giocattolo, diventano realtà. Ed è proprio l’immagine del trenino a stimolare nel ragazzo l’esigenza di raccontare a un ipotetico lettore la sua esistenza, vissuta in una bella casetta accogliente, con mamma e papà affettuosi e sereni. C’era una volta, insomma, una famiglia felice in un tranquillo paese della “sana” provincia americana. A portare un po’ di trambusto in questa piacevole routine era stata zia Mae, sorella della madre, un tipo decisamente particolare che con il suo look stravagante e le ambizioni musicali aveva finito per attirare l’attenzione dei compaesani, prevenuti e bigotti, desiderosi solo di tenerla a debita distanza. L’unico che riusciva a intravedere la bontà, la dolcezza e la semplicità che si nascondevano sotto quei vestiti bizzarri, era proprio David. Zia Mae era diventata la sua unica compagna di giochi e confidente, un’amica piacevole e bizzarra. Ma la vita sorprende continuamente e quando una routine sembra consolidata ecco qualche novità che scompagina le cose. Il padre, rimasto senza lavoro, aveva portato David e la sua famiglia in una vecchia casa fatiscente, in cima ad una collina, circondata da fango e detriti di carbone: l’unica che potevano ormai permettersi. La vita di David si era fatta sempre più complicata: maltrattato a scuola, tormentato dai litigi tra i genitori, sempre più frequenti a causa della mancanza di denaro, e infine angosciato dallo scoppio della guerra e dalla decisione del padre di arruolarsi come volontario. In città erano ormai molte le famiglie con un parente in guerra, e il diffuso stato d’animo di preoccupazione e di ansia per la sorte dei propri cari veniva ampliamente sfruttato da ministri della chiesa dotati di scarso senso etico, come il più “tradizionale” pastore Watkins, o l’estroso Bobbie Lee Taylor, giunto in paese per organizzare un imponente evento che di religioso aveva poco o nulla, ma viceversa aveva molto dello spettacolo musicale. Entrambi facendo leva sulla fragilità delle persone e sul diffuso perbenismo di facciata, suggestionavano ed inculcavano loro le proprie teorie. Toole fornisce una descrizione molto precisa del modo in cui la religiosità possa essere ridotta a pura apparenza, a esteriorità, persino a qualcosa che si può acquistare (ma non è certo una novità): un “buon cristiano” si iscrive nei registri della chiesa e paga delle quote associative. Il resto è optional. E la Bibbia è al neon: un’insegna sul tetto della chiesa. È un ritratto letterario, ma fornisce una descrizione quasi fotografica di una società fondata sull’apparenza, sul fanatismo, sul potere del danaro, sul conformismo.
La morte del padre, ucciso in Italia, le condizioni psico-fisiche della madre (peggiorate dopo la scomparsa del marito) non più in grado di sbrigare le faccende domestiche, ormai ridotta a un automa, erano per David ulteriori motivi di sofferenza, a volte di paura. E quando anche zia Mae lo abbandona, spezzando quel delicato equilibrio che si era creato fra loro, David perde la testa. Lo ritroviamo sul treno dove l’abbiamo conosciuto, in viaggio, finalmente, ma un viaggio verso il nulla.

La Bibbia al neon di John Kennedy Toole
Titolo originale: The Neon Bible
Traduzione di Franca Castellenghi Piazza
204 pag., Euro 13,50 – Edizioni Marcos y Marcos (Gli alianti n. 116)
ISBN: 88-7168-420-6

Le prime righe

È la prima volta che viaggio su un treno. Ormai sono seduto qui, su questo sedile, da quasi un paio d'ore, forse anche tre. Dal finestrino non posso vedere niente perché adesso è buio, ma quando il treno è partito il sole stava giusto per tramontare e si vedevano i fianchi delle colline con l'erba tutta ingiallita cosparsa di foglie rosse e brune.
Via via che mi allontano da casa mi pare di star meglio. Il tremito che mi correva su e giù per le gambe è quasi cessato e adesso i piedi me li sento di nuovo, mentre prima mi pareva di non averli più, come se si fossero staccati dal corpo, tanto erano gelati. E non ho neppure più tanta paura.
C'è un uomo di colore che viene avanti nel corridoio e spegne tutte le luci sopra i sedili. Adesso è rimasta accesa solo una lucina rossa in fondo alla vettura e a me dispiace che qui dove sono seduto io sia così buio, perché al buio ricomincio per forza a pensare a quel che è successo a casa. Devono avere spento anche il riscaldamento.

© 2004 Marcos y Marcos Editore


L’autore

John Kennedy Toole nacque nel 1937. Insegnò letteratura inglese presso la Southwestern Louisiana University, e nel 1969, a trentadue anni, si suicidò. La madre propose il manoscritto Una banda di idioti, il suo capolavoro, a editori di mezza America, finché Walzer Percy non lo lesse e, con non pochi sforzi, riuscì a farlo pubblicare. Oggi, Una banda di idioti è nella classifica dei “long seller” in diversi paesi, e nel 1981 ha vinto il Premio Pulitzer.
La Bibbia al neon è il suo primo romanzo.


Di Michela Pizzi


11 febbraio 2005