LATINOAMERICANA

Leonardo Padura Fuentes
Il romanzo della mia vita

“Anche se mi ci sono voluti anni per scoprirlo, ora sono certo che la magia dell’Avana nasce dal suo odore. Chiunque conosca la città deve ammettere che possiede una luce propria, densa e lieve al contempo, e un colore allegro, che la differenziano da altre mille città del mondo. Ma solo il suo odore è capace di conferirle quell’inconfondibile spirito che la mantiene viva nel ricordo.”

Tecnicamente piuttosto complessa, quest’ultima opera di Padura Fuentes rappresenta un vero cambio di registro narrativo per lo scrittore cubano noto in Italia prevalentemente per i suoi romanzi gialli e per l’intrigante detective da lui creato, il tenente Condé.
In questo Il romanzo della mia vita, in realtà sono tre le vite che vengono parallelamente presentate: tre uomini (tra realtà e finzione) che attraversano più di un secolo e che sono collegati tra loro dal difficile rapporto con la patria, la Cuba di ieri e di oggi, tre intellettuali che hanno vissuto l’esilio e la persecuzione, ma che hanno visto nella poesia e nella letteratura un rifugio e un riscatto.
Fernando Terry, un docente universitario costretto da anni all’esilio per la delazione di un “amico”, torna all’Avana per compiere delle ricerche, anzi per cercare precisamente un manoscritto fino ad allora sconosciuto del grande poeta cubano vissuto nell’Ottocento, Hosé María Heredia. Approfittando di questa “copertura”, Fernando in realtà cerca di scoprire chi sia stato il delatore che l’ha costretto all’esilio.
Narrata in prima persona si ha poi (fingendo che si tratti della pubblicazione del manoscritto intitolato appunto La novela de mi vida) la storia della vita di Hosé María Heredia, la sua appassionata giovinezza in cui politica, amore e poesia sembrano fare da contrappunto a tradimento, invidia e oblio.
La terza figura che viene presentata al lettore è quella dell’infelice figlio di Heredia, José de Jesús, a cui erano giunti degli scritti inediti di quel padre che mai aveva conosciuto, testi che erano stati da lui a lungo conservati nonostante sapesse che la loro vendita gli avrebbe permesso una vita più dignitosa. A un certo punto però, disperato e ormai morente, non aveva più potuto fare a meno di cederli per denaro, tutti tranne un manoscritto autobiografico molto compromettente per i potenti dell’epoca che invece aveva donato a una loggia massonica.
Il tenue legame narrativo diventa invece un solido elemento connettivo se si considera il significato profondo del libro: chi non si piega al potente è stato, è, e probabilmente sarà, sempre una perseguitato. Contro chi non è remissivo si scaglierà non solo il potere costituito, ma anche i falsi amici, gli eterni traditori e tutti coloro che traggono vantaggi personali dalla mancanza di coraggio.
Un bel romanzo dai forti contenuti, una “prova d’autore” davvero ricca di spunti di riflessione e di tensione narrativa, insomma un salto di qualità considerevole per un autore che può riservarci ancora molte piacevoli sorprese.

Il romanzo della mia vita di Leonardo Padura Fuentes
Titolo originale: La novela de mi vida
Traduzione di Eleonora Mogavero
375 pag., Euro 17,50 – Edizioni Tropea (Le gaggie)
ISBN: 88-438-0450-2

Le prime righe

PRIMA PARTE

Il mare e i ritorni

«Fammi un caffè doppio, fratello.»
Per diciott'anni e per così tante volte aveva ripetuto quella frase nella mente che le parole avevano perduto il loro valore d'uso nella memoria e sulle labbra, per suonare vuote, come una parola d'ordine pronunciata in una lingua incomprensibile. Perché, malgrado avesse cercato di imporsi l'oblio quale migliore alternativa, Fernando Terry aveva provato troppo spesso quelle imprevedibili ribellioni della coscienza e con un'assiduità incontrollabile aveva rivolto il pensiero a quello che avrebbe voluto sentire nel preciso istante in cui, dopo aver bevuto un caffè doppio di fronte al cabaret Las Vegas, si sarebbe acceso una sigaretta per attraversare calle Infanta e scendere lungo la 25, pronto a riscoprire il meglio e il peggio del suo passato. Dalla malinconia all'odio, dall'allegria all'indifferenza, dal rancore al sollievo, nei suoi viaggi immaginari Fernando aveva giocato con tutte le carte della nostalgia, senza il presentimento che, acquattata nell'oscurità della sua manica, sarebbe potuta rimanere quella tristezza aggressiva che gli si era conficcata nell'anima, con un interrogativo: dovevi tornare?
All'inizio del suo esilio, nei mesi di incertezza vissuti sotto una tenda asfissiante nei giardini dell'Orange Bowl di Miami, senza sapere ancora se avrebbe ottenuto il permesso di soggiorno negli Stati Uniti, Fernando aveva cominciato a pensare a un ritorno breve ma necessario, che lo avrebbe aiutato a rimarginare le ferite ancora sanguinanti provocate da un tradimento distruttore e, forse, anche a guarire dalla vertiginosa sensazione di ritrovarsi spaesato, fuori dal tempo e in un altro spazio.

© 2005 Gruppo Editoriale Il Saggiatore


L’autore

Leonardo Padura Fuentes, scrittore e giornalista, è nato all'Avana nel 1955. Ha al suo attivo numerosi romanzi, saggi di argomento letterario e inchieste giornalistiche. Ho inoltre pubblicato tutti i romanzi del ciclo delle "Quattro stagioni", che hanno come protagonista il tenente Mario Conde: Maschere, vincitore del Premio Café Gijón; Paesaggio d'autunno, Premio de la Literatura de las Islas; Passato remoto; Venti di Quaresima, che ha ottenuto il Premio Nacional de Novela, assegnato dall'Unione degli scrittori e artisti di Cuba (UNEAC) e Addio Hemingway. Padura è anche autore, insieme ad Alex Fleites, di Sentieri di Cuba. Il romanzo della mia vita ha vinto il Premio Casa de Teatro 2002. Ha inoltre scritto La banda dei quattro assieme a Daniel Chavarría, Rolo Diez e Paco Taibo II. Consigliamo inoltre di leggere l’intervista allo scrittore nella pagina del Café Letterario di LibriAlice.


Di Grazia Casagrande


11 febbraio 2005