NARRATIVA STRANIERA

Andrew Sean Greer
Le confessioni di Max Tivoli

“Era il momento d’oro della mia vita, l’unico in cui ero proprio quello che sembravo, e Dio mi aveva concesso, in quest’età d’oro, il premio che desideravo di più. Scovai una piccola sala da tè, con la carta da parati rossa e rugosa e le tende gialle e chiuse sulle quali le sagome dei passanti disegnavano un gioco di ombre balinesi. Per qualche ragione, mentre prendevamo posto e ordinavamo, io fui così colpito dalla mia fortuna che non riuscii a dire nulla. Eccolo qui, il premio. Sedere di fronte ad Alice un’ultima volta.”

Non ci sono antichi miti o favole o leggende che ci propongano una figura come il Max Tivoli del romanzo di Andrew Greer. Sappiamo di Tithonus che diventa sempre più vecchio perché ha scordato di chiedere il dono dell’eterna giovinezza insieme a quello dell’immortalità, di fiabe celtiche con una dimensione del tempo allungata e poi improvvisamente troncata, di Dorian Grey eternamente ragazzo, della creatura di Frankenstein che si scontra con il rifiuto degli altri.
Max Tivoli non ha subito un incantesimo, non ha stretto un patto faustiano, è solo uno scherzo atroce della natura. È nato nel 1871, grinzoso e appassito come un vecchio di settant’anni. Presumibilmente morirà nel 1941 e la nonna si premura di regalargli un ciondolo in oro con quella data: memento mori.
Le confessioni di Max Tivoli sono un’autobiografia fittizia (una nota finale dice che sono state trovate nel 1947), e sono il racconto di una vita anomala, vissuta al contrario, è un po’ come guardare dentro un cannocchiale dalla parte sbagliata. Se si ha l’aspetto di un vecchio, ma si è un bambino, con l’esperienza e le conoscenze di un bambino: tutti considereranno questo individuo un nano, e ritardato per di più. Quando invece si ha il viso e il corpo di un ventenne, ma la saggezza e le inclinazioni di un cinquantenne: come si può essere presi in considerazione?
Queste confessioni si aggirano intorno a tre nodi centrali, che corrispondono a tre fasi della vita del protagonista, ai tre incontri cruciali: con la ragazzina, con la giovane donna e con la matura signora che lui ha amato e amerà per sempre.
Quando Max conosce Alice, lei ha quattordici anni e lui diciassette, ma sembra un vecchio sporcaccione (visto il suo aspetto fisico) quando cerca di baciarla. Fa invece innamorare di sé la madre di Alice, solo un poco stupita dalla goffaggine e dall’inesperienza dell’amante.
A cinquantatre anni Alice è ancora affascinante e si offre di adottare Max (che è finalmente riuscito a rintracciarla ) all’apparenza poco più che bambino, senza riconoscerlo, naturalmente, e senza notare quanto assomigli a suo figlio- che è appunto anche figlio di Max. Perché, nell’incontro centrale, quello nel mezzo del cammin di nostra vita in cui per poco tempo le loro età si erano incrociate in maniera giusta, Alice e Max si erano sposati. Grande era stato in quel periodo lo sforzo di Max per non mostrare il suo continuo ringiovanimento! Accanto al protagonista, vecchio/bambino e poi uomo di mezza età/adolescente e infine bambino/vecchio consapevole di essere destinato, in questo ritorno a un’infanzia fisica, a balbettare e a gattonare, resta sempre e soltanto l’amico Hughie, l’unico a conoscenza del suo segreto, prima compagno di giochi, poi di avventure sentimentali e infine nella veste di padre quando l’anziano Max dal viso liscio di bambino gira per l’America alla ricerca di Alice.
Un romanzo bellissimo sull’amore, sull’amicizia, sui falsi miti di giovinezza e bellezza, sull’impossibilità di giudicare in base all’aspetto esteriore.

Le confessioni di Max Tivoli di Andrew S. Greer
Titolo originale: The Confessions of Max Tivoli
Traduzione di Elena Dal Pra
315 pag., Euro 18,00 – Edizioni Adelphi (Fabula n. 163)
ISBN: 88-459-1915-3

Le prime righe

PARTE PRIMA


25 aprile 1930

Siamo tutti il grande amore di qualcuno.
Voglio scriverlo, in caso io venga scoperto e non riesca a terminare queste pagine, in caso le mie confessioni vi turbino al punto da gettarle nel fuoco prima che io arrivi a raccontarvi d'amore e di assassinio. E come biasimarvi? Tante cose possono impedire di ascoltare il mio racconto. C'è da spiegare un cadavere. Una donna amata tre volte. Un amico tradito. E un bambino cercato a lungo. Così comincerò dalla fine, dicendovi che siamo tutti il grande amore di qualcuno.
Eccomi qui, in un bel giorno d'aprile. Intorno a me, tutto cambia; il sole getta ombre scure dietro gli alberi e i bambini, per poi ritirarle quando una nuvola attraversa il ciclo. L'erba si riempie d'oro, e poi ritorna un niente. Tutto il cortile della scuola si imbeve ed è chiazzato di sole, e risplende al culmine della bellezza, e io sono uno spettatore senza fiato. Nessun altro se ne accorge. Le bambine siedono in cerchio, i vestiti fruscianti di appretto e di intese, e i maschi sono nel campo da baseball, o penzolano a testa in giù dagli alberi.

© 2004 Adelphi Edizioni


L’autore

Andrew Sean Green vive a San Francisco. È autore di una raccolta di racconti, How It Was for me, e di un romanzo, The Path of Minor Planets. Le confessioni di Max Tivoli, apparso negli stati Uniti nel 2004, è stato accolto come una delle più importanti novità degli ultimi anni.


Di Marilia Piccone


28 gennaio 2005