NOI E I NOSTRI FIGLI

Anna Oliverio Ferrarsi
TV per un figlio

“Quella del telecomando è indubbiamente una questione centrale: se da un lato può sembrare repressivo vietarne l’uso, dall’altro è azzardato lasciare che i bambini di qualsiasi età vedano senza alcun filtro interpretativo ogni sorta di spettacoli, da quelli violenti a quelli pornografici, da quelli volgari a quelli molto scadenti sotto il profilo estetico e contenutistico.”

L’autorità dell’autrice indica al lettore che questo saggio non è uno dei tanti manuali di psicologia spicciola che danno risposte banali e superficiali a tutti gli interrogativi dell’umanità, ma un testo rigoroso e davvero utile che nasce da una competenza accademica e da una pratica sul campo di tutto rispetto.
Così parlare del rapporto con la televisione dei nostri figli, cresciuti con l’abitudine del piccolo schermo sempre acceso, senza demonizzazioni ma anche senza rinunce a un ruolo attivo da parte dell’adulto può servire da guida ai genitori e agli educatori che si trovino a dover gestire in modo consapevole la comunicazione tra televisione e bambini.
Buona baby-sitter o compagna pericolosa? Forse quell’elettrodomestico un po’ speciale è entrambe le cose. Soprattutto è una fonte incomparabilmente vasta di informazioni e stimoli.
Se partiamo dall’affermazione di Popper che "una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto", e ancora “dire che esiste della pura informazione, come semplice trasmissione di fatti, è falso… Perciò la distinzione tra educare ed informare non regge” giungiamo alla conclusione che non si deve sottovalutare il mezzo né per quanto riguarda i bambini, né per gli adulti: infatti “la televisione ha un immenso potere educativo” e “ha un ruolo enorme e molto pericoloso nel processo di adattamento all'ambiente”. Queste affermazioni, quando vennero espresse, crearono un vero sussulto nel mondo dei media e furono anche un forte campanello d’allarme per i genitori più accorti. Così la recente nuova edizione del saggio di Anna Oliverio Ferrarsi è un’utile guida a rendere i più giovani meno influenzabili, più critici e accorti e sicuramente meno omologati nei giudizi e nelle scelte.
Graficamente molto allettante, grazie ai disegni di Giulia D’Anna, il testo organizza il pensiero dell’autrice in chiari capitoletti molto utili a orientare la lettura. Alcune schede sintetizzano poi le problematiche e accrescono l’elemento informativo, inoltre vengono anche dati suggerimenti per applicazioni pratiche: questionari, test, sondaggi che permettono al genitore e ancor più all’educatore di cogliere al meglio le necessarie correzioni da attivare perché la televisione possa fungere da strumento positivo di crescita e non da sedativo pericoloso per una psicologia ancora in formazione.
Se consideriamo poi le attuali programmazioni televisive si può sottolineare come il testo di Anna Oliverio Ferraris sia da considerarsi sempre più prezioso per evitare che la psicologia dei ragazzi sia assuefatta alla volgarità gratuita e alla violenza di tante trasmissioni.

TV per un figlio di Anna Oliverio Ferraris
Disegni di Giulia D'Anna
VII-228 pag., ill., Euro 14,00 – Edizioni Laterza (I Robinson. Letture)
ISBN: 88-420-7460-8

Le prime righe

Introduzione

I bambini di oggi crescono in un ambiente nuovo, mai esistito prima del 1950 nell'esperienza umana, in stretto contatto con una "scatola luminosa" che produce una gamma di immagini e di suoni che vanno ben al di là di quelle che possono essere le normali esperienze di vita. Vedono buffi animali andare in pezzi e poi riacquistare nuovamente l'unità di partenza, banditi uccidere col sorriso sulle labbra, automobili inseguirsi a pazza velocità e poi "volare" nei dirupi, vedono spogliarelli e scene di sesso. Il tutto tra spot pubblicitari di ogni tipo. Dal punto di vista psicologico, la "scatola magica" occupa uno spazio simile, quando non maggiore, a quello occupato da un componente della famiglia: in alcune case è la fonte principale di input verbali e di stimolazioni visive per il bambino, e il suo impatto è certamente notevole anche se difficilmente quantificabile.
Per la maggior parte dei bambini italiani, come pure per quelli di altri paesi, l'abitudine al teleschermo è precoce e, al pari di tutte le abitudini precoci, tende a radicarsi profondamente nella psiche individuale. Per molti di loro la televisione, più che un oggetto, rappresenta un amico con cui passare il tempo quando si è soli, annoiati o non si sa cosa fare, e poiché viene associata a tutte le sensazioni rassicuranti dell'ambiente domestico diventa, col trascorrere del tempo, una presenza di cui non si può fare a meno e su cui si avverte il bisogno di "sintonizzarsi" a ore fisse.

© 2004 Editore Gius.Laterza & Figli


L’autrice

Anna Oliverio Ferraris psicoioga e psicoterapeuta, è professore ordinano di Psicologia dello sviluppo all'Università di Roma La Sapienza. È autrice di saggi, articoli scientifici e testi sui temi dello sviluppo, dell'educazione, della famiglia, della scuola, del rapporto con la Tv e i nuovi media. È stata membro della Consulta Qualità della Rai e del Comitato Nazionale per la Bioetica. Tra le sue più recenti pubblicazioni, La macchina della celebrità, Le domande dei bambini, La forza d'animo, Il terzo genitore, La grammatica televisiva, Le età della mente (con A. Oliverio). Inoltre ha pubblicato, tra l'altro, Introduzione alla psicologia dello sviluppo (con D. Bellacicco, A. Costabile) e Pedofilia. Per saperne di più (con B. Graziosi).


Di Grazia Casagrande


28 gennaio 2005