NARRATIVA STRANIERA

Sébastien Japrisot
Una lunga domenica di passioni

“Vorreste che vi dicessi cos’è accaduto al vostro fidanzato quando lo hanno spinto sulla scarpata, fra due ammassi inestricabili di fili di ferro e di cavalli di frisia, ma non lo so. Mi sembra – insisto: mi sembra – che appena prima di essere afferrato per le spalle, in cima alla scala, abbia avuto un soprassalto, che i suoi occhi abbiano cercato intorno a sé, che abbia cercato di capire dov’era, che cosa stava facendo lì”.

La notizia che il film tratto da questo libro ha ottenuto 12 nomination ai César (gli Oscar francesi), e che sarà sugli schermi italiani dal prossimo 11 febbraio mi ha sollecitato a leggere il romanzo di Japrisot recentemente ripubblicato da Rizzoli dopo essere passato quasi inosservato nel 1992 quando era uscito edito da Baldini & Castoldi.
In breve la trama. Siamo nel 1917 cinque soldati esausti camminano nel fango, hanno le braccia legate con una corda dietro la schiena perché condannati a essere esposti al fuoco nemico, soli in mezzo alle due opposte trincee, nella terra di nessuno. La loro colpa era di essersi volontariamente feriti per paura di morire in guerra. Per paura “della guerra e della morte”: tutti e cinque non erano riusciti a dare un senso al loro essere soldati e il più giovane dei cinque, un ragazzo di diciannove anni di nome Jean (per tutti Manech), non riusciva neppure a immaginare di non poter rivedere mai più la sua dolce Mathilde.
Si sposta proprio su di lei l’attenzione dello scrittore: dall’attimo in cui le viene detto che Manech è morto in guerra a quando la sua irriducibile ostinazione a non rassegnarsi la porterà a scoprire cose inaspettate.
Due anni dopo un uomo, Daniel Esperanza, che sta morendo in un ospedale di Dax, vuole vedere Mathilde per raccontarle come erano andate le cose sul fronte della Somme e per farle sapere che era stato lui incaricato di abbandonare i cinque condannati nella no man’s land.
Japrisot, a questo punto, ci fa conoscere un po’ di più la ragazza. Quando aveva poco più di tre anni era caduta da una scaletta: nessuna frattura, nessuna lesione eppure da allora non aveva mai più camminato. Cresciuta, aveva maturato due passioni, la pittura e i gatti, ma anche una sensualità prorompente e una bellezza innegabile.
Mathilde decide di condurre una specie di indagine privata per ricostruire nel modo più preciso possibile quella vicenda proprio perché non vuole rassegnarsi: per lei Manech non è, non può essere morto. Aveva solo dieci anni quando l’aveva conosciuto, era quasi una bambina quando l’aveva baciato e aveva sedici anni quando avevano fatto l’amore per la prima volta.
Ma ecco giunge una notizia che pare definitiva: i cinque ragazzi morti nel 1917 sono sepolti nel piccolo cimitero di Herderlin: annualmente Mathilde porterà il suo tributo di fiori e di amore al suo eterno fidanzato. Ma la storia non si chiude qui e, senza narrare il proseguo, mostra che altri e fantasiosi possono essere i casi della vita.

Una lunga domenica di passioni di Sébastien Japrisot
Titolo originale: Un long dimanche de fiançailles
Traduzione di Simona Martini Vigezzi
279 pag., Euro 16,00 – Edizioni Rizzoli (Scala stranieri)
ISBN: 88-17-00569-X

Le prime righe

Sabato sera


C'erano una volta cinque soldati francesi che facevano la guerra, perché il mondo va così.
Il primo, un tempo allegro e avventuroso, portava al collo la matricola 2124 di un ufficio di reclutamento della Senna. Calzava stivali presi a un tedesco che sprofondavano nel fango, di trincea in trincea, attraverso il labirinto abbandonato da Dio che portava alle prime linee.
L'uno dietro l'altro, avanzando a fatica, andavano tutti e cinque verso le prime linee, con le braccia legate dietro la schiena. Uomini col fucile li conducevano, di trincea in trincea, verso il riverbero freddo della sera, oltre le barricate, oltre il cavallo morto e le casse di munizioni abbandonate.
C'era molta neve ed erano i primi giorni del primo mese del 1917.
Il 2124 avanzava nei camminamenti strappando via le gambe dalla melma, passo dopo passo, e qualche volta uno degli uomini lo tirava per una manica o per un lembo del vecchio pastrano irrigidito, senza una parola, aiutandolo a sollevare una gamba dopo l'altra fuori del fango.
E poi le facce.
C'erano decine e decine di facce, tutte allineate dalla stessa parte negli angusti camminamenti, e occhi cerchiati di fango fissavano al passaggio i cinque soldati esausti che spostavano in avanti tutto il peso del corpo per marciare, per andare più lontano verso le prime linee.

© 2004 Baldini Castaldi Dalai Editore


L’autore

Sébastien Japrisot è il nome d’arte di Jean-Baptiste Rossi (1931-2003). Dopo l'esordio narrativo a soli diciassette anni, Sébastien Japrisot si è imposto all'attenzione di critica e pubblico con Scompartimento omicidi e Trappola per Cenerentola, a cui hanno fatto seguito La signora dell'auto con gli occhiali e un fucile e, nel 1991, Una lunga domenica di passioni. Tradotto in tutta Europa, negli Stati Uniti e in Giappone, Sébastien Japrisot è uno dei più conosciuti e apprezzati scrittori francesi contemporanei. Da tutti i suoi romanzi sono stati tratti film di grande successo.


Di Grazia Casagrande


28 gennaio 2005