TRA STATI UNITI E INGHILTERRA


The best of McSweeney's
Volume Primo
A cura di Dave Eggers


“Lo struzzo è una roba poetica, lasciatevelo dire. La sua vita è costellata di tragedie. L’uccello più grande sul pianeta Terra. Lo struzzo è alto quasi due metri e mezzo e pesa un centotrenta chili e ha un cervello appena più grande di quello di un piccione. Ha zampe con due sole dita. Può raggiungere una velocità pari a ottanta chilometri all’ora e, credetemi, io li ho visti correre. Immaginate di trovarvi all’altro capo del nostro allevamento di struzzi, il Rancho Double Zero, con in mano un boccale dei Cleveland Indians zeppo di mais, e uno struzzo vi carica a tutta velocità come un TIR sull’autostrada. Come se vi piombasse addosso un piccione, tranne che quel piccione ha la stazza di un furgone.”

da: Double Zero di Rick Moody



Tra le tante riviste letterarie americane (“gli Stati Uniti hanno più riviste letterarie di qualunque altra nazione” scrive lo stesso Eggers) delle quali noi conosciamo pochi titoli, Timothy McSweeney’s Quarterly Concern (la curiosa storia di questo nome è raccontata nell’Introduzione) è considerata tra le più innovative e complete nell’ambito della narrativa contemporanea in lingua inglese, nata dall’esigenza del curatore di “fondare una nuova rivista, composta dagli articoli che le altre avevano scartato: un trimestrale di racconti e saggi rimasti orfani”.
Forse nella versione “libraria” italiana si perde un aspetto che caratterizza l’edizione originaria del periodico: il carattere Garamond 3, ad esempio, con quell’aria antiquata volutamente discordante dai contenuti, e l’originalità grafica spiazzante ideata da Egger in collaborazione con la Oddi Printing di Reykjavik... per non parlare del sito internet old style in cui potete trovare anche i numeri già usciti del McSweeney’s (purtroppo molti non sono più disponibili), uno diverso dall’altro per struttura (libretti tenuti insieme da un elastico, un numero con quattro copertine differenti, uno con cd musicale allegato, ecc.: “ogni numero doveva diventare un oggetto degno di essere posseduto”) e per contenuto, tuttavia sempre ben equilibrato tra esordienti sconosciuti e autori già ben noti al grande pubblico. I primi numeri erano forse più sbilanciati sulla sperimentazione formale, i più recenti hanno testi più lunghi e tradizionali, ma ancora accompagnati da supporti come un dvd in cui gli autori leggono il proprio materiale (per curiosità potete vedere McSweeney's Quarterly Concern Issue).
Minimum fax, da tempo la casa editrice italiana più attenta alla sperimentazione americana, pubblica una selezione di racconti apparsi su più numeri della rivista. Il volume si apre con L’ennesimo esempio della porosità di certi confini (VIII) di David Foster Wallace, poche pagine scritte in prima persona sugli errori della chirurgia estetica, il rapporto tra madre e figlio, la difficoltà di comunicare sugli autobus e le incomprensioni dovute all’aspetto esteriore, non necessariamente in quest’ordine. Seguono i Quattro monologhi istituzionali di George Saunders, un racconto composto da quattro voci, quattro visioni di fatti differenti il cui legame interno è rappresentato dalla necessità di smaltire cadaveri di animali e dalla visione della vita ottimistico-fiduciosa ampiamente raccomandata. Nel volume troviamo anche La ragazza con la frangetta brillante racconto di Zadie Smith sull’indefinibilità del fascino e sugli aspetti irrazionali dell’innamoramento. Chiude la raccolta Double Zero di Rick Moody, storia di formazione strettamente legata agli struzzi e alle loro uova. Questi gli autori più conosciuti, ma The best of McSweeney's presenta in totale 16 testi molto diversi tra loro che faranno scoprire ai lettori italiani alcuni scrittori molto promettenti.

The best of McSweeney's. Volume primo a cura di Dave Eggers
Titolo originale: The best of McSweeney’s
337 pag., Euro 14,00 – Edizioni Minimum Fax (Sotterranei n. 78)
ISBN: 88-7521-030-6

Le prime righe

INTRODUZIONE
di Dave Eggers


Gli Stati Uniti hanno più riviste letterarie di qualunque altra nazione - non ho controllato esattamente quante ce ne sono in Sudafrica o in Egitto o in una serie di altri paesi, ma penso che vi fiderete lo stesso - e non ho idea di quale sia il motivo. Da noi esistono probabilmente più di un centinaio di riviste letterarie di alta qualità, di alta qualità nel senso che sono rilegate come veri e propri libri e prodotte secondo i migliori standard di editing, impaginazione e realizzazione tipografica. Quasi ciascuno dei cinquanta Stati ha la propria rivista - dalla Mississippi Review alla Alaska Quarterly Review, e devo ancora vederne una di cui i rispettivi concittadini non possano andare fieri. Poi ovviamente ci sono le capofila indipendenti, le riviste che da decenni aprono nuovi territori e scoprono nuovi scrittori: la Paris Review, Callaloo, Epoch, StoryQuarterly, Conjunctions, Grand Street. Aggiungeteci una valanga di new entries, tutte di eccellente livello: Open City, 3rd Bed, Pineldyboz, Fence. Oltre a queste esistono non meno di venticinque ottime riviste finanziate da college o università — dalla Kenyon Review a Ploughshares - insomma, credo di aver reso l'idea. E queste sono solo le riviste migliori ! Ce ne saranno almeno un altro migliaio che vengono create con mezzi più limitati e raggiungono risultati più modesti.

© 2004 Minimum Fax Edizioni


Il curatore

Dave Eggers (1970) è anche il fondatore della casa editrice McSweeney’s Books e della scuola di scrittura no-profit 826 Valencia, e ha pubblicato la fortunatissima autobiografia L’opera struggente di un formidabile genio e il romanzo Conoscerete la nostra velocità.


Di Giulia Mozzato


21 gennaio 2005