La biografia


Rula Jebreal
La strada dei fiori di Miral

“Se vuoi che la Palestina abbia un futuro - le rispose Hind – devi fare in modo che questo collegio rimanga aperto. Allora vedrai che avrai modo di fare la tua parte. Lo Stato che nascerà avrà bisogno di ragazze sveglie e intelligenti, non di martiri.”

Rula Jebreal, bella e brillante conduttrice del telegiornale de La7, esordisce nel romanzo raccontando la drammatica situazione del popolo palestinese attraverso le vicende di un gruppo di donne di età e di estrazione diverse, che rappresentano le possibili scelte e i possibili sbocchi di un’esistenza comunque umiliata e precaria.
La prima figura descritta non è un personaggio della fantasia, ma appartiene alla storia: è Hind Husseini, appartenente a una delle più importanti famiglie palestinesi di Gerusalemme, che nel 1948 fondò un orfanotrofio per accogliere coloro che gli esiti cruenti della nascita dello Stato d’Israele avevano lasciato senza genitori né mezzi di sussistenza. All’orfanotrofio affiancò poi un collegio femminile, per preparare nuove generazioni di donne più istruite e consapevoli, speranza della futura nazione palestinese.
Le altre donne del romanzo, creature di fiction ma modellate sulla realtà conosciuta dall’autrice prima di trasferirsi a Roma, sono allieve del collegio, e vivono con sentimenti diversi la situazione privilegiata: c’è chi apprezza il riparo tra le mura protettrici del collegio, e chi si sente in colpa per non essere tra la sua gente, nei campi profughi. La protagonista Miral ha conosciuto soltanto l’amore del padre, un mite e onesto imam, perchè sua madre, vittima di violenze da bambina, ha buttato via la sua vita morendo malamente. La sorellina Randa sogna una vita tranquilla di sposa e madre, mentre Miral cerca nell’istruzione la possibilità di sfuggire all’emarginazione cui il suo popolo è condannato nella sua stessa patria.
Il conflitto interiore di Miral, che vuole guardare al futuro ma trova troppo difficile esercitare la pazienza di fronte alla tragedia del presente, rispecchia l’anima di un intero popolo.

La strada dei fiori di Miral di Rula Jebreal
263 pag ., Euro 16,00 – Edizioni Rizzoli (Scala italiani)
ISBN: 88-17-00373-5

Di Daniela Pizzagalli

le prime pagine
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Hind

All'alba del 14 novembre 1994 i quartieri arabi di Gerusalemme furono scossi da un fremito. La notizia della morte di Hind Husseini si diffuse di casa in casa ancor prima che Radio Gerusalemme la trasmettesse. Quella mattina, il crepitio che di solito annunciava i preparativi dei suq nelle viuzze e nei vicoli della Città Vecchia si spostò lungo via Salah Al Din in attesa del corteo funebre. Molti commercianti avevano tenuto le saracinesche abbassate e se ne stavano a braccia conserte davanti ai propri negozi. Le animate contrattazioni per l'acquisto dei prodotti furono interrotte non appena si seppe che la bara stava uscendo dal collegio Dar Al Tifel.
Quel luogo, adagiato ai piedi del Monte degli Ulivi, di fronte alla Città Vecchia, era stato tutta la sua vita. Sin dal 1948, l'anno della sua fondazione, per la popolazione cittadina era diventato un simbolo, una delle speranze per il presente e per il futuro della Palestina.
Alle finestre delle case dei quartieri arabi pendevano bandiere palestinesi, e chi non era sceso in strada gettava manciate di sale, riso o fiori dai balconi, applaudendo per onorare una donna che aveva vissuto con coraggio e umiltà. Persino gli uomini avevano le lacrime agli occhi, mentre un senso di profondo sgomento pervadeva la città. La sensazione di tutti, quel giorno, era che Gerusalemme avesse perso uno dei suoi simboli, come se improvvisamente una delle sue porte si fosse chiusa per sempre.
Hind Husseini era nata nella Città Santa nel 1916 e aveva trascorso i primi due anni della sua vita a Istanbul. Figlia di un giudice dell'impero ottomano, era rimasta orfana pochi mesi prima della sua dissoluzione, all'indomani della sconfitta nella prima guerra mondiale.
Dopo la morte del padre, Hind, insieme alla madre e ai cinque fratelli, aveva fatto ritorno a Gerusalemme, proprio nel momento in cui la Palestina era passata dall'amministrazione turca a un mandato britannico che sarebbe durato fino al 1948, quando nacque lo Stato d'Israele.
La casa in cui si erano stabiliti, di proprietà della famiglia Husseini da secoli, si trovava nel quartiere armeno ed era la stessa in cui il padre e la madre di Hind avevano abitato dopo essersi sposati. Era spaziosa e contava cinque camere da letto e un salone arredato con tappeti colorati e cuscini che la madre aveva fatto ricamare in un villaggio vicino, rinomato per l'abilità delle sue donne in quell'arte. Al centro del salone spiccava un narghilè appoggiato su un tipico tavolo arabo, un largo vassoio ovale d'argento sorretto da una struttura in legno scuro.
La madre di Hind si occupava dei terreni coltivati nella zona di Sheik Jarah e degli allevamenti di bestiame ereditati dal marito e dalla sua famiglia. Ogni mattina, di buon'ora, si recava sul posto a controllare il lavoro dei contadini, portando con sé il figlio più grande, Kemal, che desiderava inserire nell'attività per potergli affidare, un giorno, la guida degli affari di famiglia.

© 2004 RCS Libri Editori

biografia dell'autrice
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Rula Jebreal, araba palestinese con passaporto israeliano, è giornalista di La 7. Vive a Roma con la figlia Miral.




14 gennaio 2005