VARIETA' DI VOCI NARRATIVE

Mylene Fernández Pintado
Altre preghiere esaudite

“E su quell’altare di tendoni gialli e rossi e musica di Enrique Iglesias mi giurai che non ci avresti guadagnato niente andandotene nella terra dei Number One. Che questo avvilimento era solo un ultimo dono dell’Avana, la graziosa cartolina di un’amante elegantemente triste.”

Cubani de L’Avana e cubani di Miami, lontani e uguali, partenze e ritorni, passaggi da un mondo difficile ma autentico a una realtà fatta di immagini riflesse e di aspirazioni quasi sempre frustrate, zii d’America che cercano d’integrarsi e vecchi “irriducibili” nel loro essere e sentirsi solo e sempre cubani. In un luogo in cui “tutto funziona a pile, i giocattoli sono veri quanto le persone, che hanno le pile nella schiena”, c’è chi gode dei piccoli piaceri del capitalismo (“siamo tutti diversi, che senso ha inventarsi il contrario”), e chi amministra con sapienza il suo bel corpo perché sa che è l’unico vero capitale che possiede, anche se è ignara che mai nessun principe azzurro americano la sposerà.
Ma è solo a L’Avana che si può diventare famosi perché si sono rubati tutti i libri esposti alla Fiera del Libro sostituendoli con copertine vuote, è solo lì che le passioni si consumano con la leggerezza della fatica del vivere quotidiana, dell’arrabattarsi per trovare da mangiare qualcosa o un buon libro da leggere. E l’aeroporto (così simile a una stazione degli autobus) è il luogo degli arrivi e delle partenze, delle nostalgie e dei sogni, il momento in cui le due sponde di quel mare che divide interi mondi si incontrano e si intrecciano.
E infine un altro aeroporto, quello di Miami, in cui i cubani si presentano con le valige riempite fino all’inverosimile, indossando un vestito sopra l’altro per poterne portare di più in patria, “invaso da voci e storie che si sovrappongono nella fretta della partenza” in cui il cuore è già proiettato sull’isola, dimentico di ciò che si è lasciato alle spalle.
Ma in tutti i personaggi, di qua o di là del mare, ingenuità e furbizia si mescolano così come nostalgia e allegria o sfrontatezza e rabbia.

Altre preghiere esaudite di Mylene Fernández Pintado
Titolo originale: Otras plegarias atendidas
Traduzione di Giuliana Carraro e Eleonora Mogavero
185 pag., Euro 14,00 – Edizioni Tropea (Le gaggie)
ISBN: 88-438-0495-2

Le prime righe


Nel blu dipinto di blu. Felice di stare lassù. Volare oh, oh!, cantano gli italiani abbronzati che non possono prendere il volo per la loro cara Milano e ridiventare gli smunti operai delle loro fabbriche rumorose. È svanita la magia che li aveva trasformati in turisti europei quasi ricchi in una città nella quale la mescolanza di Havana Club e sole di mezzogiorno rende commestibili, ballabili e combustibili i canti gregoriani e il guaguancó.
Ay Ay, que viva España, si lamentano in coro gli spagnoli con gemiti nostalgici e non esattamente per la loro terra natia, mentre si congedano dalle amanti del momento cui promettono di divorziare dalle mogli pallide e imbolsite, tornare qui, sposarle e portarle in luoghi paradisiaci, di quelli che poi si tramutano in un paesino pettegolo e noioso dove non si esce la sera né si flirta.

© 2004 Il saggiatore Editore


L’autrice

Mylene Fernández Pintado, nata nel 1963 a Pinar del Rio, si è laureata in giurisprudenza all'Università dell'Avana. Lavora come consulente legale all'Instituto cubano de arte e industria cinematogràficos e vive fra L'Avana e Lugano. Nel 1998 ha ricevuto il Premio David per il racconto Anhedonia. È stata inclusa nell'antologia Nueve narmdorei cubanos (2000). Con il romanzo Altre preghiere esaudite ha ottenuto una menzione al premio La Gaceta de Cuba e una al premio internazionale Fernando Gonzàlez, in Colombia. Ha vinto inoltre il Premio Italo Calvino-Cuba (2002), la cui giuria era composta da Reynaldo Gonzàlez, Alessandra Riccio, Nicola Bottiglieri, Margarita Mateo, Jaime Sarusky. Il premio è giunto alla quarta edizione ed è stato istituito dall'UNEAC (Unione scrittori e artisti di Cuba), dall'ARCl e dall'Ambasciata d'Italia a Cuba.


Di Grazia Casagrande


14 gennaio 2005