VARIETA' DI VOCI NARRATIVE

Anna Kazumi Stahl
Fiori di un solo giorno

“In confronto a mio padre che era gentile, e a mia madre che era timida o addirittura tenue in un certo senso perché non parlava, la nonna Marie era una forza trattenuta come un profumo o un solvente imbottigliato.”

Se l’autrice presenta una specie di “cosmopolitismo“ autobiografico, anche il personaggio principale di questo romanzo, Aimée, sembra volerlo rispecchiare. Un po’ giapponese e un po’ statunitense, residente fin da bambina in Argentina, la giovane donna ha un’attività commerciale molto intensa: vende fiori e ikebana preparati dalla madre giapponese. La madre appunto, Hanako, è la silenziosa protagonista del libro, infatti è intorno alla sua dolce presenza che tutta la storia si compone. Muta a causa di una meningite avuta da bambina, sicuramente da tutti è giudicata incapace d’intendere, in realtà vive in un suo mondo sereno che sembra concludersi nell’ambito della casa, della figlia e del genero. Eppure, a mano a mano che la vicenda viene rievocata e che i frammenti del passato si ricompongono, il lettore così come la stessa figlia Aimée, si fanno sempre più consapevoli che l’universo mentale di Hanako esiste e ha una sua profonda coerenza.
La storia non ha un andamento cronologico, parte dall’oggi e via via ripropone spezzoni di passato: dall’arrivo della giovane madre e della bambina a Buenos Aires, affidate a una zia (che loro non conoscevano) dal nonno, con la promessa di riportarle ben presto a New Orleans e nel frattempo mantenute da un assegno mensile che veniva spedito alla zia Evelina. Non era mai più andato a prenderlo e il tempo era passato Aimée era cresciuta, aveva iniziato l’attività di fioraia aiutata dall’abilità della madre nel comporre artistici ikebana, si era sposata, aveva aperto una sua attività, la zia morta e la vita sembrava procedere con ritmi chiari e sereni. All’improvviso un’eredità imprevista riporta Aimée indietro nel tempo e, per la prima volta a conoscere davvero il proprio passato.
Una storia delicata e poetica, che la scrittrice propone con straordinaria abilità narrativa, con forte padronanza della trama e sicurezza nel tracciare le diverse personalità dei personaggi. Insomma, una bella scoperta questa scrittrice di madre giapponese e padre tedesco, nata negli Usa e vivente in Argentina.

Fiori di un solo giorno di Anna Kazumi Stahl
Titolo originale: Flores de un solo día
Traduzione di Angelo Morino e Sonia Piloto Di Castri
443 pag., Euro 16,00 - Edizioni Sellerio (Il contesto n. 5)
ISBN: 88-389-1995-X

Le prime righe

I


La mattina molto presto ha una certa dolcezza goffa, come i bambini o i cuccioli: ogni cosa si presenta come una promessa ancora da mantenere, ogni cosa sembra nuova ed esprime quello che ha di meglio e di più bello. È un'illusione che si coglie soprattutto nella grande città dove tanto più è difficile sentire l'aria nuova, quanto più è difficile spogliarsi delle evidenze di cos'è già accaduto.
C'è un appartamento in mezzo a Buenos Aires, dove a quest'ora la luce entra a tentoni. Risveglia i gesti e il tatto, molto prima che qualche suono arrivi all'udito. La casa di Aimée Levrier e Fernando Marconi - a solo tre isolati dal Congreso - guarda verso nord. È stata modificata per ottenere la vista attuale dietro richiesta di Aimée otto anni fa, a quasi cento dalla costruzione originale. Così adesso, solo in questo appartamento, una fila di finestre attraversa per tutta la lunghezza il muro al centro. Aimée e Fernando vivono al nono piano e hanno di fianco un edificio basso, un garage a due piani con sotterraneo, tutto di cemento e molto antico. Avvantaggiato in questo modo, il 9° B è composto da quattro locali che ricevono, tutto il giorno, una luce obliqua, morbida. E, questo, in contrasto col baccano della città che lo circonda in basso, come un oceano turbolento, come una confusione senza motivo o senza nesso.

© 2004 Sellerio Editore


L’autrice

Anna Kazumi Stahl (1962), di madre giapponese e padre tedesco impiantato in America, è nata in Louisiana. Vive a Buenos Aires dal 1988, di cui ha adottato la lingua, lo spagnolo rioplatense. Insegna lettere e svolge attività di traduttrice. Ha scritto i racconti Catastrofi naturali, il suo primo libro.


Di Grazia Casagrande


14 gennaio 2005