La biografia



Misteri di Natale
Racconti per un'attesa piena di suspense

“Una vertigine lo prese e gli sembrò che un angelo fosse lì a trattenerlo e a fermarlo perché non andasse oltre. Ma lui voleva andare oltre: era quello che aveva sempre voluto, andare oltre”.

Basta con il solito “bianco Natale”! la strenna della casa editrice San Paolo lancia il giallo Natale: diciassette racconti d’autore “per un’attesa piena di suspence”. Riunire in un libro alcune fra le firme più prestigiose della nostra narrativa permette di garantire il gradimento da parte di ogni tipo di lettore, perché i diversi autori si sono adeguati al tema del “mistery” secondo il proprio stile, assicurando così un ventaglio di proposte che all’atmosfera del thriller abbinano la qualità letteraria. La rassegna si apre con un romanzo breve: “Duel”, di Liliana Cantatore, il cui protagonista è un ex terrorista rifugiato a Parigi, che prima di essere estradato ripensa alle colpe sue e della generazione del ’68. Ma quello che lo fa più soffrire sono le colpe commesse nel privato. In contrasto, è divertente e lieve l’indagine immaginata da Curzia Ferrari in “Un colpo di testa stratosferico”, una fiaba natalizia sui giochi di Gesù bambino, e anche Nicoletta Sipos sceglie il clima della commedia, in “La prova del nove”. Sono stati reclutati anche giallisti “doc” come Giulio Leoni, che per parlare della magia del Natale, in “Collaborando con il boia” svela i trucchi di un illusionista in stile un po’ gotico; Marco Vichi, che con “Bambini” descrive nel Natale un ritorno ai sogni infantili, e Nicoletta Vallorani, che in “L’ultimo scatto” s’ispira al più truce dei misteri del tempo natalizio, quello della strage degli innocenti. Giuseppe Pederiali ha riservato a questa raccolta una nuova avventura della sua superpoliziotta, l’ispettore Camilla Cagliostri: “Camilla e il tortellino dell’ingordo”. Atmosfere emiliane anche per Raffaele Crovi, in una sorta di presepe vivente contadino, con “Volpino”. C’è poi chi si è fatto ispirare dalla storia: Ezio Meroni fa rivivere l’inverno del ’44 in “La messa partigiana”; Enzo Russo, con “Il vecchio sinologo” apre le pagine di una Cronaca cinese del ‘500; Claudia Salvatori ritorna addirittura al Natale paleocristiano di Simeone lo stilita, con uno sguardo però all’attualità: in “Tra il sole e la notte” si trovano richiami al delitto di Cogne. Nel futuro si proietta invece Valerio Massimo Manfredi nel suo ’L’ultimo Natale”, che preconizza l’islamizzazione dell’occidente. Altri racconti puntano soprattutto sul disagio esistenziale dell’uomo d’oggi: Marcello Fois, Piero Lotito, Nino Ravenna e Andrea Vitali descrivono Natali di solitudine e di conti aperti col passato, mentre Carlo Sgorlon crea un eroe solitario, epigono di tanti suoi titanici protagonisti, capace di ricostruire da solo una chiesa diroccata, metafora della potenza della volontà umana quando si rivolge a Dio.

Misteri di Natale. Racconti per un'attesa piena di suspense
288 pag., Euro 16,50 - San Paolo Edizioni (Dimensioni dello spirito)
ISBN: 88-215-5263-2

Di Daniela Pizzagalli

le prime pagine
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PREFAZIONE

A Natale siamo tutti più buoni, però non dura molto. Già il giorno dopo, 26 dicembre, il calendario liturgico ci trasforma in testimoni di un linciaggio a mezzo lapidazione, vittima designata il protomartire Stefano. Passano quarantott'ore e il 28 cade addirittura il ricordo di un infanticidio di massa, perpetrato oltretutto per ragioni politiche: i Santi Innocenti, i bambini fatti trucidare da Erode per togliere di mezzo il re di Israele che, gli hanno assicurato i magi, è nato da poco. Arriva il 29 dicembre, memoria di san Tommaso Becket, altro omicidio dettato dalla ragion di Stato e consumato in modo sacrilego sull'altare della cattedrale di Canterbury.
Sono giorni di sangue, quelli che accompagnano l'ingresso del Figlio di Dio in questo mondo. E a pensarci bene lo stesso censimento che conduce a Betlemme Giuseppe e la sua sposa discende da una logica di tipo poliziesco, con i romani a prendere nota e gli israeliti costretti a "regolarizzare" la propria posizione di stranieri in patria. Che neppure a Natale tutti i misteri possano essere gaudiosi, del resto, la letteratura l'ha sempre saputo. Non a caso il più famoso tra i racconti natalizi di tutti i tempi, quello composto nel 1843 da Charles Dickens, è una storia niente affatto rassicurante, nel corso della quale il povero ricco Ebenezer Scrooge impara sui castighi dell'Inferno molto più di quanto riesca ad apprendere sulle beatitudini del Paradiso. Un horror terapeutico e pedagogico, d'accordo, ma pur sempre molto più spaventoso di quanto ci si aspetterebbe di trovare sotto l'albero. A meno che non ci si voglia appellare a un altro resoconto di durezza spietata e visionaria, L'Apocalisse di Giovanni, l'apostolo a cui festa liturgica cade, guarda caso, in questi stessi giorni. Il 27 dicembre, per la precisione. Subito dopo Santo Stefano, subito prima dei Santi Innocenti.
Tutto questo per ricordare come una strenna nella quale il Natale si tinga di giallo è assai meno stravagante di quanto si potrebbe credere. Da un certo punto dì vista, anzi, il poliziesco delle feste potrebbe essere considerato come una variante di un topos narrativo caro a un lettore peraltro esigentissimo come Wystan Hugh Auden, che al tema del "presbiterio colpevole" ha dedicato pagine memorabili. Siamo sempre lì, all'assassinio nella cattedrale, al punto dì attrito fra nascita e morte violenta, fra il più sacro dei luoghi (e dei giorni) e il più terribile dei delitti. Perché, forse, non siamo mai così in pericolo come quando ci convinciamo di essere al sicuro.
Eppure, nonostante tutto, nelle pagine dell'antologia che vi apprestate a leggere non scorre molto sangue. E anche quando scorre, non è sempre per i motivi che sarebbe lecito esigere da un racconto poliziesco. Prendete Colomba, la madre peccatrice del folgorante
Volpino di Raffaele Crovi, insanguinata e quasi uccisa dalla vergogna di un parto solitario consumatosi nella Notte Santa. O anche Désirée, la martoriata prostituta nera il cui figlio neonato, nell'inquietante L'ultimo Natale di Valerio Massimo Manfredi, è forse il primogenito di una nuova stirpe di cristiani. Molto meno impegnativo, da questo punto di vista, si rivela l'apologo stralunato del Regalo di Natale di Andrea Vitali, dove c'è la ferita, c'è il funerale e c'è la tomba, ma una vittima vera e propria è impossibile da trovare. In alcuni casi invece il sangue è stato sì versato, ma è ormai asciutto per effetto del tempo, come nel beffardo II vecchio sinologo di Enzo Russo, nel quale una raffinata ricerca filologica assume l'andamento di una tardiva detective story.
Più spesso, comunque, la violenza e il relativo spargimento di sangue sono differiti, se non addirittura scongiurati, da una serie di circostanze che allo "spirito del Natale" -per citare la celebre espressione del Canto dickensiano — si appellano in modo diretto. Succede nel concitato Acqua passata di Nino Ravenna e in Colpo di pistola in periferia di Piero Latito, cronaca di un suicidio ironicamente annunciato. Tutta giocata sul filo del paradosso è anche la favola natalizia (ma con il debito contorno di poliziotti, ricettatori e informatori) che Curzia Ferrari affida a Un colpo di testa stratosferico, mentre nel suo La prova del nove Nicoletta Sipos si diverte a ribaltare all'ultimo momento le aspettative del lettore. O, meglio, dello spettatore...
Niente illusioni, però: non è sempre un Natale incruento quello celebrato in questa raccolta. Sulla
Messa partigiana di Ezio Meroni, per esempio, incombe la tragedia di un eccidio nazifascista, così come il labirintico Duel di Liliana Cantatore può essere considerato una meditazione narrativa sulle ferite - mai rimarginate - degli anni di piombo. In Collaborando con il boia di Guido Leoni il delitto risulta a tal punto ingegnoso da strappare quasi l'applauso dovuto a un abile illusionista, e qualcosa di analogo si potrebbe dire di Camilla e il tortellino dell'ingordo, estrosa indagine padana che porta la firma di Giuseppe Pederiali. Ma è nell' Ultimo scatto di Nicoletta Vallorani che la violenza si manifesta nella forma più odiosa e brutale, in un'allucinata ripetizione della strage degli innocenti. E un bambino, di nuovo, è la vittima sulla quale si posa lo sguardo compassionevole e acuto di Simeone, il santo stilita protagonista del sorprendente Tra il sole e la notte di Claudio Salvatori.
Ad assestare il colpo di scena decisivo provvede, in ogni caso, un giallista di chiara fama come Marcella Pois, che sembra allontanarsi dalla consueta scena del delitto per indagare, in
Cristo e i mercanti, l'abisso delle relazioni familiari. Una "terra di nessuno", tra il passato di un infanzia mai smaltita e il presente di un'età adulta dura da affrontare, che riaffiora in Bambini di Marco Vichi, altro habitué di commissariati e affini che, in questo caso, accetta la sfida di un'indagine tutta introspettiva. Molti, fra i racconti che abbiamo elencato, sono imperniati sull'evento natalizio per eccellenza, la messa di mezzanotte, che non per nulla fa da architrave anche a La chiesa di San Floriano di Carlo Sgorlon, credibile leggenda contemporanea di un "santo costruttore" parente stretto del "bevitore" di Joseph Roth: un piccolo mistero che spiega se stesso, come soltanto a Natale può accadere.

ALESSANDRO ZACCURI


© 2004 Edizioni San Paolo



23 dicembre 2004