REGALARE UN ROMANZO

Tracy Chevalier
La Vergine azzurra

“Isabelle stava quasi sempre a capo chino durante la funzione, ma si sistemò in modo da riuscire a vedere la Vergine, qualora avesse osato alzare gli occhi. “

L’opera prima di Tracy Chevalier offre al lettore che ha conosciuto questa scrittrice soprattutto attraverso il suo romanzo più noto (La ragazza con l’orecchino di perla) una felice conferma: le sue doti narrative sono autentiche e fin dall’inizio le aveva pienamente espresse.
Siamo nella seconda metà del Cinquecento in un villaggio della Francia meridionale. La predicazione di Monsieur Marcel, un calvinista che fa infiammare i cuori, ha ormai convertito l’intero paese alla dottrina protestante e tale è il furore iconoclasta che la gente si scaglia contro i simboli del Cattolicesimo: viene così abbattuta la statuetta della Vergine col Bambino che troneggia sul portone della Chiesa. La mano che la demolisce è quella candida della bella Isabelle dalla fulva chioma, la Rossa per tutto il villaggio. Da quel momento anche la sua fanciullezza viene infranta. Sarà Etienne Tournier a farla innamorare. Quando la Rossa resta incinta, il ragazzo la vuole sposare anche se vecchie superstizioni rendono la sua famiglia contraria al matrimonio. Nascono così, uno dopo l’altro due figli maschi e una bambina, Marie.
La storia di Isabelle sarebbe rimasta oscura se a ricostruirla non fosse stata dopo cinque secoli una giovane americana che trasferitasi nel Sud della Francia era come perseguitata da uno strano sogno ricorrente: “una visione soffusa d’azzurro”, il suono di una nenia lontana, un pianto, e infine il rumore di grande portone che si chiude a far svanire il sogno. Quello e altri eventi perturbanti la spingono a fare ricerche sulla famiglia Tournier, così finirà con lo scoprire luci e ombre di un passato lontano che premeva ancora però nel suo inconscio.

La Vergine azzurra di Tracy Chevalier
Titolo originale: The Virgin Blue
Traduzione di Massimo Ortelio
317 pag., Euro 16,00 – Edizioni Neri Pozza (I narratori delle tavole)
ISBN: 88-7305-999-6

Le prime righe

1.
La Vergine


Si chiamava Isabelle e quando era bambina i suoi capelli cambiavano colore nel tempo che un uccellino impiega a chiamare il suo compagno.
Quell'estate il duca de l'Aigle aveva portato da Parigi una statuetta della Vergine col Bambino e un vaso di pittura per la nicchia sopra il portone della chiesa. Si fece festa al villaggio il giorno in cui la madonnina venne messa al suo posto. Isabelle sedeva ai piedi della scala, mentre Jean Tournier dipingeva l'edicola d'un azzurro vivido come il ciclo terso della sera. Quand'ebbe finito, il sole, spuntando da una muraglia di nubi, rese quell'azzurro così splendente che Isabelle rimase a guardarlo rapita, le mani intrecciate dietro la nuca, i gomiti appoggiati al seno. Poi i raggi inondarono le chiome della fanciulla che anche dopo il tramonto conservarono lo scintillio del rame. Così da quel giorno la chiamarono la Rossa, lo stesso nome che la gente aveva dato alla Vergine Maria.
Il nomignolo perse ogni accento affettuoso pochi anni dopo, quando arrivò in paese Monsieur Marcel con le macchie di tannino sulle mani e in bocca le parole di Calvino. Nel suo primo sermone, tenuto nel bosco di nascosto dal prete cattolico, Marcel spiegò alla gente che la Vergine ostacolava il cammino della Verità.
«La Rossa è stata profanata dalle statue, dalle candele, dai gioielli. È insudiciata!» urlava il predicatore. «Si frappone fra voi e Dio!»
I paesani si volsero a guardare Isabelle che corse a rifugiarsi fra le braccia della madre.

© 2004 Neri Pozza Editore


L’autrice

Tracy Chevalier è nata a Washington. Nel 1984 si è trasferita in Inghilterra, dove ha lavorato a lungo come editor. Con La ragazza con l'orecchino di perla ha ottenuto, nei numerosi paesi in cui il libro è apparso, un grandissimo successo di pubblico e di critica. Bestsellers internazionali sono stati anche i suoi romanzi successivi: Quando cadono gli angeli e La dama e l'unicorno. La Vergine azzurra è il suo primo romanzo. Sul sito di LibriAlice.it è possibile leggere le interviste alla scrittrice, una del marzo 2002 e l’altra datata febbraio 2004.


Di Grazia Casagrande


23 dicembre 2004