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Marion Zimmer Bradley
L'erede

“Leslie non aveva più alcuna voglia di prendere le misure per le tende. Avrebbe chiamato l’agente immobiliare per dirgli che qualcun altro aveva le chiavi della casa e che aveva visto uscire una persona; avrebbe insistito per far cambiare le serrature prima del trasloco.”

Chi conosce Marion Zimmer Bradley essenzialmente per i suoi romanzi tra fantasy e fantascienza forse non sa che la scrittrice americana ha costruito anche ottime storie che si sviluppano tra l’horror e il paranormale. L’erede è una di queste, una trama degna, per chi ama il genere, di libri indimenticabili come il Mephistovalzer di Fred M. Steward (la Garzanti non intende ripubblicarlo?) e Rosmary’s Baby di Ira Levin, anch’esso introvabile, non a caso entrambi divenuti poi film.
Ne L’erede l’autrice racconta la storia di una donna, Leslie Barnes, una psicologa, dotata di poteri di chiaroveggenza, che trasloca nella “casa dei suoi sogni”: una villetta con vista sull’oceano e sul Golden Gate. La casa, che avrebbe dovuto rappresentare per lei l’inizio di una nuova esistenza lontana dai problemi che simili capacità extrasensoriali inevitabilmente portano con sé, si trasforma in un luogo da incubo che non solo risveglia quelle sue doti sopite ma le trasforma in qualcosa di molto più potente. Ben presto Leslie capisce che questa nuova situazione è legata alla precedente proprietaria della villa, Alison Margrave, una celebre parapsicologa scomparsa in circostanze misteriose, che a sua insaputa l’ha scelta come erede del suo potere positivo. C’è infatti anche il male in questo romanzo, rappresentato da un musicista affascinante ma diabolico, Simon Anstey. Nulla di più si può rivelare per non togliere ai lettori il piacere della lenta scoperta di inquietanti misteri che, come in ogni romanzo di genere che si rispetti, porteranno a un finale travolgente e ricco di suspense.

L’erede di Marion Zimmer Bradley
Titolo originale: The Inheritor
Traduzione di Maddlena Togliani
398 pag., Euro 18,00 – Edizioni Longanesi (La Gaja scienza n. 735)
ISBN: 88-304-1616-9

Le prime righe

PROLOGO


ESILI fili di nebbia grigia si rincorrevano in strada; sembrava che le nubi poggiassero sulla sommità delle Twin Peaks, e la torre della TV, simile a un imponente gigante che avanzava a grandi falcate come Orione, immerso nella foschia fino alle ginocchia, troneggiava sulle colline di San Francisco. Tracce di vapore bianco si infiltravano a tradimento nel giardino, un piccolo quadrato di prato costeggiato da foglie appuntite, verdi e grigie, di erbe aromatiche. Un limone, con i fiori dal profumo pungente e i frutti gialli annidati tra le lucide foglie verde scuro, cresceva addossato a un muro, e la mescolanza di aromi dolci e medicamentosi di fiori ed erbe entrava dalla finestra insieme alla nebbia.
Anche all'interno, sottili tentacoli di foschia si libravano lungo i pannelli che ricoprivano le pareti del garage, trasformato nello studio di un artista. La donna, china sul tornio da vasaio accanto al camino, sollevò gli occhi per fissare la nebbia che avanzava, e strinse i denti per non cedere al panico. Le ultime settimane le avevano logorato i nervi, ma non era una codarda e non era disposta a cedere. Adorava la casa, amava il giardino e lo studio rivestito di legno.
Pareva di essere in un vecchio film di Basii Rathbone, nella Londra immersa nella nebbia con i lampioni illuminati, e Sherlock Holmes in piedi accanto al camino. La nebbia era parte integrante della vita di San Francisco, oltrepassava il Golden Gate Bridge ogni sera e rifluiva di nuovo verso il mare a metà mattina.
Rivolse di nuovo l'attenzione all'oggetto che stava prendendo forma sulla ruota; era un piatto modellato come una kylix greca. Smalto blu, pensò, color azzurro Wedgwood; oppure una tinta più scura, cobalto, con un tocco di rosso intenso che, steso sulla precedente, avrebbe dato l'effetto della seta cangiante.
Il tornio girò, producendo un suono dolce e ipnotico.

© 2004 Edizioni Longanesi


L’autrice

Marion Zimmer Bradley (Albany, 1930 - Berkeley, 1999) fin dal suo esordio, nel 1952, si è imposta come autrice di primo piano del fantasy, soprattutto con il ciclo di Avalon (La sacerdotessa di Avalon) e la saga del Giglio. Nella sua vastissima produzione (oltre sessanta romanzi e innumerevoli racconti), Marion Zimmer Bradley ha esplorato ampiamente il territorio della fantascienza, in particolar modo nella saga di Darkover, ma anche del romanzo gotico e di quello horror, con le avventure nel paranormale di cui anche L'erede fa parte. Segnaliamo su Café Letterario anche la recensione de Le tre candele.


Di Giulia Mozzato


23 dicembre 2004