REGALARE UN ROMANZO

Dacia Maraini
Colomba

“Eccola che esce di casa presto, tenendo per il manubrio la bicicletta bianca e blu. Ha i capelli raccolti in un nodo dietro la nuca, a coda di cavallo. Ha gli occhi stretti in uno sforzo di determinazione. Dove andrà? Nessuno lo sa, neanche chi racconta la storia.
La scrittrice segue con gli occhi apprensivi il suo personaggio che pedala su uno stradino di montagna.”


Un romanzo che si può leggere su più piani: seguendo la trama avvincente della ricerca di una donna, Zaira, della nipote scomparsa da tempo e da tutti giudicata morta; osservando il processo di creazione letteraria attraverso il progressivo coinvolgimento della scrittrice alla vicenda di un suo personaggio; cogliendo gli elementi autobiografici sparsi qua e là nel romanzo, quasi nascosti tra le pagine e proprio per questo più intriganti da cogliere e da decifrare.
Dacia Maraini è una scrittrice che sa utilizzare diverse modalità narrative (e l’insieme della sua opera letteraria lo dimostra), così in quest’ultimo romanzo dalla forte complessità strutturale, sembra voler aprire una riflessione su di sé e sul processo creativo, insomma creare, nello stesso tempo, un romanzo e un metaromanzo.
Certamente la vicenda principale è quella che riguarda Colomba, che non ha però il ruolo di protagonista perché è la sua assenza più che la sua presenza ad accompagnare il lettore nell’evolversi della storia. Vera figura dominante è quella di Zaira, la nonna. Zà, così la chiamano in paese: ha una sessantina d’anni, è una solida donna abruzzese, che si muove con il coraggio e la forza dati da una indomabile spinta interiore, cioè dalla certezza che la nipote sia viva, che solo lei possa trovarla e dalla consapevolezza che la ragazza abbia bisogno del suo aiuto. Così nulla, nessun ostacolo e nessun pericolo possono indurla a desistere da quel compito che si è data e che saprà portare a termine.
Ma la “scrittrice dai capelli corti” si fa sedurre con fatica da quel personaggio un po’ primitivo, concentrata com’è su di un’altra vicenda narrativa appena abbozzata dentro di sé: sarà la presenza umile e ostinata di Zà a costringerla a occuparsi di lei e della sua sventurata nipote.
Ma quella nonna, quella nipote, quegli affetti familiari riportano la scrittrice a ripensare a tanti momenti vissuti con il seducente padre così distante e contemporaneamente così presente nella sua crescita e alla bella giovane madre, a colei che racconta le storie, tanto che la vicenda di Colomba si trasforma un po’ alla volta in una delle favole da lei narrate.
Davvero intenso questo romanzo della Maraini, una lettura da cui è difficile staccarsi e che può soddisfare tante tipologie di lettori

Colomba di Dacia Maraini
373 pag., Euro 17,00 – Edizioni Rizzoli (Scala italiani)
ISBN: 88-17-00440-5

Le prime righe


Quando le chiedono come nasce un suo romanzo, la donna dai capelli corti risponde che tutto comincia con un personaggio che bussa alla sua porta. Lei apre. Il personaggio entra, si siede. Lei prepara un caffè; qualche volta ci saranno pure dei biscotti appena fatti o del pane e burro con un poco di sale spruzzato sopra, per chi preferisce il salato al dolce. Il personaggio berrà il caffè che gli viene offerto. Sgranocchierà un biscotto o due. Alcuni fra di loro timidamente dicono di preferire un tè a quell'ora del pomeriggio e vorrebbero assaggiare quella marmellata di albicocche per cui è conosciuta fra gli amici. L'autrice preparerà un tè che potrà essere alla menta, o al gelsomino, con il limone o col latte secondo i gusti. Aprirà il barattolo della marmellata di albicocche e ci infilerà dentro un cucchiaio perché il visitatore si serva a suo piacere. Il personaggio sorbirà il tè, guardandosi intorno e poi racconterà la sua storia. Qualcuno pretenderà di accendersi una sigaretta. E la donna dai capelli corti, per non essere sgarbata con l'ospite, si limiterà ad allontanare la sedia o ad aprire un poco la finestra.
Dopo avere bevuto, mangiato e raccontato le sue vicende, il personaggio di solito saluta e se ne va. La donna dai capelli corti lo contempla mentre si dilegua, con una precoce nostalgia per la sua lontananza. Ma qualcosa non ha quagliato in quell'incontro e lei si limiterà a pensare: peccato, avrei potuto conoscerlo meglio! Non ne farà una malattia.

© 2004 Rcs Libri Edizioni


L’autrice

Dacia Maraini è nata a Firenze. Ha pubblicato i romanzi La vacanza, L’età del malessere, Memorie di una ladra, Donna in guerra, Isolina, Dolce per sé, La lunga vita di Marianna Ucrìa (Premio Campiello) da cui è stato tratto il film di Roberto Faenza, Voci, Dolce per sé. Tra le sue raccolte di poesia ricordiamo Viaggiando con passo di volpe e Se amando troppo. La sua produzione teatrale è stata per la prima volta raccolta nei due volumi Fare teatro 1966-2000. Nel 1990 ha pubblicato con Piera Degli Esposti, Storia di Piera a cui è seguito Piera e gli assassini, Bagheria, Un clandestino a bordo, Buio e La nave per Kobe. Ha vinto nel 1999 il Premio Strega con Buio. Le sue opere sono tradotte in venti paesi. Sul “Corriere della Sera” tiene una rubrica ogni tre settimane dal titolo “Il sale sulla coda”. Vi proponiamo le due interviste realizzate alla scrittrice http://www.cafeletterario.it/interviste/maraini.html e http://www.cafeletterario.it/interviste/maraini_dacia.html.


Di Grazia Casagrande


23 dicembre 2004