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Abraham Yehoshua
Il responsabile delle risorse umane
Passione in tre atti

“Il responsabile delle risorse umane – che dopo essere stato separato dal resto dei passeggeri è pregato con molta gentilezza di recarsi nell’hangar delle merci – rassicura se stesso: ‘E allora? Tra poco arriverà la console a sollevarmi dalla poca responsabilità che mi sono assunto senza che ce ne fosse bisogno e se lei tarderà, ho un telefonino satellitare che mi metterà facilmente in comunicazione con chiunque al mondo. E non sono neppure solo, perché il giornalista e il fotografo al mio seguito possono certificare il mio ruolo in questa storia’”.

Ha un inizio diretto, intenso questo romanzo di Yehoshua. Ci fa entrare di prepotenza nella realtà drammatica e quotidiana di Israele, ci scaraventa subito di fronte a quelle tragedie che guardiamo distrattamente ogni sera quando la televisione accesa su qualche notiziario ci mostra immagini terribili e così consuete da aver perso ogni forza d’impatto e al tempo stesso da oscurare ogni personalizzazione degli eventi. Eppure Yehoshua non racconta affatto la lunga cronaca di un attentato, ma sfiora soltanto il tema con una scrittura composta, calibrata, ritmica. La tragedia legata a un atto terroristico si inserisce nella trama per l’identità di una vittima, una donna straniera, Julia Regajev, il cui cadavere abbandonato in un obitorio non viene richiesto da nessuno. Capro espiatorio della situazione diventa la ditta presso la quale la donna svolgeva il suo lavoro, un grande panificio di Gerusalemme, i cui dirigenti si sono completamente disinteressati al caso. L’anziano proprietario decide di porre rimedio alla situazione inviando il responsabile delle risorse umane a seguire e a curare in ogni dettaglio la sepoltura della donna. È in questo incarico il cuore del romanzo, il senso di un’analisi profonda che, come in una zoomata cinematografica, parte dal fatto contingente per allargare la visione sul senso dell’esistenza e per tornare poi di nuovo sul particolare specifico della vicenda. Possono essere diverse le chiavi di lettura del testo, ma tutte conducono verso il tema della responsabilità, sia collettiva che individuale: per il giovane dirigente è una ricerca interiore dei valori sopiti dell’animo, per la collettività la necessità di guardare in faccia la realtà e trovare una via d’uscita.

Il responsabile delle risorse umane. Passione in tre atti di Abraham Yehoshua
Titolo originale: Shlichutò shel hamemuné al mashbei enosh
Traduzione di Alessandra Shomroni
258 pag., Euro 17,00 – Edizioni Einaudi (Supercoralli)
ISBN: 88-06-17047-3

Le prime righe

Capitolo primo
Il responsabile

I.


Nonostante il responsabile delle risorse umane non si fosse cercato questa missione, adesso, nella luce soffusa e radiosa del mattino, ne capiva il significato sorprendente. E quando, accanto al falò ormai moribondo, gli era stata tradotta - e aveva compreso - la richiesta incredibile della vecchia in abito da monaca, aveva provato un fremito di gioia e la Gerusalemme tormentata e ferita da cui era partito una settimana prima gli era riapparsa in tutto il suo splendore: quello dei giorni dell'infanzia.

All'origine della missione c'era un semplice disguido burocratico, rimediabile, grazie all'intervento del direttore del settimanale, con una lettera di spiegazioni, magari accompagnata da una breve offerta di scuse. Ma il proprietario dell'azienda, un vecchio autoritario di ottanta-sette anni, era stato colto da un'ansia esagerata per la propria reputazione. Una semplice offerta di scuse avrebbe potuto far dimenticare in fretta l'intera vicenda, e questo non gli bastava. Aveva preteso da se stesso e dai suoi dipendenti un vero atto di contrizione, un pentimento esplicito, che aveva dato origine a quel viaggio verso orizzonti lontani.
Cos'era stato a turbare il vecchio? Cosa aveva risvegliato in lui quel sentimento quasi religioso ? Forse il fatto che i suoi profitti non fossero stati intaccati dai giorni cupi in cui era piombata tutta Israele, e Gerusalemme in particolare?

© 2004 Giulio Einaudi Editore


L’autore

Abraham B. Yehoshua è nato a Gerusalemme nel 1936. I suoi romanzi sono L'amante, Un divorzio tardivo, Cinque stagioni, II signor Mani, Ritorno dall'India, Viaggio alla fine del millennio e La sposa liberata. Ha anche pubblicato Tutti i racconti, Il lettore e lo specchio, Tre giorni e un bambino, i saggi II potere terribile di una piccola colpa. Etica e letteratura, Antisemitismo e sionismo. Una discussione, la commedia Possesso, e la raccolta di articoli Diario di una pace fredda. È possibile leggere nelle pagine di Café Letterario anche un’intervista realizzata nel 1999.


Di Giulia Mozzato


23 dicembre 2004