NATALE IN CUCINA

Gianni Gentilini
I cibi di Roma imperiale
Vita, filosofia e ricette del gastronomo Apicio
Con edizione critica del De re coquinaria


“L’obiettivo costante delle sue scelte erano cose buone, belle, melodiose, carezzevoli, profumate e, ovviamente, aveva eccellenti conoscenze circa le arti e le tecniche che permettevano di ottenere il meglio di tutto ciò; egli stesso nell’arte culinaria era stato ed era protagonista e maestro della creazione di esclusive vette gastronomiche.”

Quale regalo migliore per un amante della gastronomia? E per un appassionato di filosofia classica? E per chi legge con interesse tutti i saggi di storia romana? E, ancora, per l’amante delle biografie “imperiali”? Pensate quanti amici gradiranno questo regalo! Questo bellissimo libro firmato da Gianni Gentilini è un compendio dettagliato non solo della vita e dell’opera di Apicio, ma anche di usi e costumi dell’epoca romana imperiale. Il testo fondamentale De re coquinaria, base di partenza imprescindibile per ricostruire gli usi culinari della latinità, è stato più volte pubblicato in questi anni, ma questa edizione lo presenta con un saggio introduttivo di quasi 300 pagine che attentamente ricostruisce l’epoca storica a cavallo tra il 20 circa a.C. e il 50 d.C., con tutti i protagonisti principali di quegli anni sia dal punto di vista politico (da Tiberio a Caligola) che da quello culturale e, soprattutto, filosofico, con capitoli interamente dedicati a Seneca e agli epicurei.
Tutte premesse d’obbligo per comprendere meglio il contesto socio-culturale in cui ha preso vita questo testo, che rimane l’unico ricettario completo, l’unica testimonianza “corposa” di una cucina che costituisce la base di molte successive pietanze mediterranee (non solo italiane). Gentilini riproduce poi il testo, con efficaci note critiche, anche nella versione latina, accompagnata da un glossario e una bella bibliografia.

I cibi di Roma imperiale. Vita, filosofia e ricette del gastronomo Apicio, di Gianni Gentilini
Con edizione critica del De re coquinaria
608 pag., ill., Euro 49,50 – Edizioni Medusa (Wunderkammer n. 5)
ISBN: 88-88130-99-3

Le prime righe

INTRODUZIONE


A molti è noto un antico ricettario nel quale sono raccolti in modo sistematico numerosissimi piatti della cucina di Roma imperiale; per la latinità si tratta dell'unica opera di questo genere ancora oggi consultabile. Altrettanto cono-sciuto è il nome di un tale Apicio il quale, secondo la tradizione, sarebbe stato l'autore di quel testo che rappresenta la valida testimonianza di un certo modo di cucinare che fu in uso nell'età di Augusto e di Tiberio. Per via di una serie di stimoli più o meno casuali m'è accaduto a volte di rimuginare su quelle pagine spesso ostiche, che in ogni occasione si rivelavano fonte di mille disparati e spesso disperanti interrogativi.
La curiosità per un'arte culinaria ormai vecchia di due millenni risaliva in verità agli anni del liceo, allora per la prima volta si era verificato l'incontro con la descrizione oraziana della cena di Nasidieno. Ma quell'iniziale impulso a inda-gare avrebbe sonnecchiato per lunghi decenni, cioè fino a quando la possibilità di confrontarsi con il testo di Apicio non si sarebbe fatta più concreta e strin-gente.
L'accademia trova molto spesso il suo nutrimento nelle referenze, ma chi non s'inserisce in questa logica, se è fornito di una formazione scientifica, può pro-vare a rifare da sé il percorso analitico ripartendo dall'inizio. Ciò significa ricominciare dall'analisi delle fonti, cercando di servirsi al meglio delle regole della filologia, e inoltre adottare il metodo sperimentale privilegiandolo sugli altri possibili. Vale a dire provare e riprovare. Sebbene in tal caso per cimentarsi tra i fornelli sia ovviamente necessario disporre di conoscenze di latino, greco, storia, botanica e altro ancora, utilizzando tutto questo in combinazione con la pratica i risultati non mancano.

© 2004 Medusa Edizioni


L’autore

Gianni Gentilizi è nato a Borgo Valsugana (Tn) il 6 giugno 1950. Si laurea in Medicina a Vienna, specializzandosi poi in Neurologia. Accanto alla professione di medico, neurologo e psicoterapeuta, coltiva la passione per gli studi classici e la storia, laureandosi in quest’ultima disciplina a Venezia nel 1990. Ha pubblicato, fra l’altro: Tra gli Asburgo e Bernardo Clesio; Gli statuti di Pergine del 1516; Schizzi e piccole storie; Il decano di Calavano. Una storia dei tempi dell’impero. Collabora alla redazione della rivista scientifica “Skepsis”.


Di Giulia Mozzato


10 dicembre 2004