NOIR

Norbert Davis
Sally, spie e coltelli

“Una donna, seguita da un’indistinta ombra scura, entrò e si fermò di colpo fissandolo. Doan la fissò a sua volta. Non ne avrebbe potuto fare a meno anche se avesse voluto. Era stupendamente alta e stupendamente slanciata, e i suoi capelli neri lunghi fino alle spalle rilucevano più scuri, più densi e più lisci dell’ebano lucidato. Le sue fattezze erano così incredibilmente perfette che facevano rimanere senza fiato e poi continuare a guardare e poi continuare a rimanere senza fiato. Indossava dei pantaloni di lino bianchi e una giacca bianca allacciata con grandi bottoni di ottone, scarpette da sera di vernice bianca aperte davanti e una sciarpa rossa annodata in vita. Succhiò via tutta la vita dall’atrio e la concentrò su se stessa, come un ragazzo che tiri su la gazzosa con una cannuccia”.

Ogni tanto bisogna cancellare la lavagna dei libri letti e ricominciare da capo. Vale per i lettori “bolscevichi” che seguono scrupolosamente i piani quinquennali fino al martirio, vale soprattutto per i meno disciplinati, i quali si lasciano sedurre dalle recensioni e cadono in ogni genere di labirinti. Per uscirne a volte può far comodo un “giallo”, ma lo diciamo alle persone che relegano queste letture tra le voluttuarie; le numerose altre che conoscono i valori letterari dei polizieschi, probabilmente cancelleranno la loro lavagna con Proust, Musil, Joyce in lingua originale.
Presa la decisione, se non riuscite a portare avanti una storia di spie o agenti speciali a cento pagine l’ora, i casi sono due: o questa non è fatta per voi, o voi non siete fatti per la storia che vorreste leggere. Spostare un “giallo” da una poltrona all’alta per giorni o settimane significa mandarlo in putrefazione; sono libri che contengono morti, casomai ve ne foste dimenticati, e sono morti che si decompongono esattamente come quelli reali: quindi o si leggono in fretta o si sotterrano.
Abbiamo scovato il nostro “cancella lavagne” sotto una catasta di erudizione e strepitose (o strepitanti?) esibizioni linguistiche, e per non cedere al detto “meglio soli che male accompagnati”, consapevoli che le pessime compagnie vengono proprio dagli eccessi di solitudine, e siccome l’insonnia perdurava, abbiamo guardato in faccia la copertina anni Quaranta di Sally, Spie e Coltelli, e ce la siamo portata a letto sorvolando sul corteggiamento. Dopo alcuni preliminari distratti, ha preso corpo la sensazione che tra noi poteva nascere qualcosa di duraturo, nel senso di arrivare all’alba con reciproca soddisfazione. Siamo dei visionari, abbiamo sempre immaginato che i libri provassero piacere nell’essere sfogliati con una certa foia, magari inumidendo il dito per passare oltre più in fretta. Il lecca e sfoglia a cui induce Norbert Davis, l’autore, vanta illustri lappatori di pagine, come il filosofo Ludwig Wittgenstein, secondo quanto afferma il risvolto editoriale, senza tuttavia arrivare a commuoverci molto pensando alla sorte dei suoi libri, di sicuro a secco di quella certa frenetica attenzione dei lettori. Ma non bisogna confondere i generi, qui siamo in intimità con l’”hard boiled”, esiste una notevole differenza tra l’andare sotto le coperte con un sistema filosofico e farlo con il detective Doan e il suo cane Carstairs; parassiti a parte, è tutto un altro grattarsi le meningi.
La parentela con Chandler e Hammett non stupisce, semmai conferma che negli Usa a cavallo del conflitto non erano gli unici a scrivere bene; ma Davis, scomparso nel 1949 in modo misterioso (dicono suicida, ma il primo a non crederci deve essere stato proprio lui), si distingue dai maestri indiscussi del thriller per lo sguardo canzonatorio nei confronti delle proprie storie e dei personaggi, una caratteristica che ha avuto epigoni di valore come il contemporaneo David Handler, autore di romanzi intelligenti come L’uomo che voleva essere Francis Scott Fitzgerald in cui un investigatore e il suo cane, accoppiata non rara anche in tv, sono una citazione diretta di Davis, soprattutto riguardo l’autoironia e tratti di irresistibile comicità. Del resto, sarebbe molto difficile proporre al pubblico odierno lo spionaggio con il piglio tra il favolistico e il serioso alla Fleming: dopo di lui la cronaca, non solo italiana, ci ha descritto troppi agenti segreti dal comportamento esilarante.
Non abbiamo detto quasi niente della trama, dello stile, della tenuta complessiva del romanzo, amiamo illuderci di appartenere alla sparuta schiera dei gentiluomini che non entrano nei particolari di certe nottate, al fine di salvaguardare il buon nome delle nostre compagnie. Tuttavia possiamo confessare con orgoglio di non aver lasciato imputridire i cadaveri di questo libro, e l’unico odore che ha accompagnato le ultime pagine al sorgere dell’alba è stato quello di un buon caffè, necessario a preparare gli occhi a una lavagna sgombra e al ritorno alle sudate carte di leopardiana memoria.

Sally, spie e coltelli di Norbert Davis
Titolo originale: Sally’s in the Alley
Traduzione di Elena Tomei
Postfazione di Stefano Martinelli
151 pag., Euro 12,50 – Edizioni Le Lettere ( Pannarrativa)
ISBN: 88-7166-815-4

Le prime righe

Capitolo primo


Vi potrà apparire altamente improbabile se avete una qualche vostra conoscenza diretta di Hollywood, ma l'atrio del residence Orna, poco fuori Rossmore, a sud di Melrose, è proprio di un gusto molto fine. È semplice, accurato e dignitoso, con un tradizionale tappeto blu sul pavimento e un piccolo banco della ricezione nero proprio di fronte alla porta d'ingresso a vetri priva di fronzoli. In quel preciso momento il suo unico occupante era l'impiegato al banco: un giovanotto minuto e di bell'aspetto, con scuri capelli ricci e il naso camuso ricoperto di lentiggini. I suoi occhi azzurri stavano osservando con uno sguardo di intensa e accigliata concentrazione un foglio aperto sul banco, su cui era disegnato il diagramma di un collegamento radio. La porta a vetri si aprì e un uomo entrò nell'atrio con un'aria placidamente determinata. Era biondo e leggermente più alto della media, indossava un completo blu non appariscente. Sembrava talmente un avvocato o un contabile o un valido agente di assicurazioni che era perfettamente ovvio cosa fosse in realtà. Si avvicinò al banco e disse: - Alloggia qui un tizio di nome Pocus? L'impiegato stava seguendo, sul suo diagramma, con la punta di una matita tutta mordicchiata, la linea ondulata che indicava una bobina. La punta della matita esitò per un secondo poi ricominciò a muoversi.

© 2004 Casa Editrice Le Lettere


L’autore

Norbert Davis (Illinois 1909 – Massachussetts 1949) si affermò negli anni Trenta come scrittore hard boiled, partecipando da protagonista all’esperienza e alla scuola di “Black Mask”. Sono stati pubblicati i romanzi Appuntamento col terrore (The Mouse in the Mountain); Mio caro assassino (Oh,Murderer Mine) e Doan e Carstairs, investigatori ( che raccoglie due racconti lunghi, La casa dell’olocausto e All’assassino!).


Di Alvaro Strada


3 dicembre 2004