ANIMALI

Stephen Budiansky
L’indole del cane
Origini, stravaganze, abitudini del Canis familiaris

“Certamente i cani amano la nostra compagnia; certo si sentono rassicurati quando riescono a conquistare una posizione ben definita nella gerarchia sociale umana; senza dubbio hanno modo di rendere servizio all’uomo in virtù della loro prestanza fisica e delle loro abitudini o manie; ma noi umani abbiamo il pessimo difetto – un egocentrismo sconfinato – di credere che tutte le cose utili che fanno i cani le facciano soltanto per noi.”

Cani, che passione! E quante letture sul tema: manuali di ogni genere, che suggeriscono varie metodologie di addestramento e di comunicazione spiegando come relazionarsi con il simpatico animaletto (o animalone, è relativo) che con affetto scodinzola al nostro rientro, che ci guarda con occhioni ammaliati e ci vuole così bene... Ma sarà proprio così? Siamo sicuri che questi testi ci abbiano davvero spiegato chi sia quell’essere domestico di casa di cui pensiamo di aver capito tutto? No, secondo Stephen Budiansky non abbiamo capito quasi nulla. Affrontiamo comportamenti e reazioni dei cani, talvolta anche in modo corretto, ma seguendo una logica che non corrisponde alla verità. Insomma, pensiamo di gestire i nostri animali, in realtà sono loro a gestire noi. Non è affetto ma opportunismo quello che li guida, non è dedizione ma parassitismo. “Se sfogliate una rivista di veterinaria, quasi certamente vi cadrà l’occhio sul caso di qualche cane che ha assunto il completo dominio della casa, costringendo – con tattiche intimidatorie – quelli che formalmente sarebbero i suoi padroni a sottostare alla routine da lui imposta”. Un dittatore, in pratica. Ma al di là di queste tesi provocatorie raccolte da un autore che comunque si dichiara sinceramente amante dei cani, il saggio è estremamente interessante perché osserva, alla luce delle più recenti ricerche di etologi, comportamentisti e antropologi (per ciò che riguarda il rapporto millenario tra il cane e l’essere umano), non solo l’evoluzione della razza ma anche la grande capacità di differenziare comportamenti e inclinazioni in base alla situazione contingente. Dal border collie “specializzato” in pastorizia al beagle, il cui interesse precipuo saranno sempre le lepri, pur non avendo occasione di rincorrerne mai.
Se è vero che, pur derivando direttamente dal lupo, il cane ha ormai ben poco in comune con questo “cugino”, e che la capacità di comunicare con un linguaggio del corpo estremamente evoluto negli animali selvatici si è semplificato molto nel Canis familiaris, è vero anche che comunque i nostri amici hanno un complesso codice di comunicazione che dovremmo conoscere meglio per interpretarlo e rispondere in maniera adeguata, anche ai fini utilitaristici dell’addestramento.
Capire è un primo passo verso una comunicazione più “matura”. E se anche certi comportamenti così analizzati ci risulteranno un po’ troppo interessati, la simpatia e la bellezza del nostro cane ci faranno subito scordare questo aspetto del suo carattere.
Se amate molto il vostro cane e non tollerate che nessuno parli male di lui, leggete questo saggio, perché Budiansky pur non avendo mezze misure e toni compiacenti, sa dare un senso profondo alla nostra passione.
Se non amate i cani leggetelo ugualmente, perché capirete le ragioni della vostra antipatia e forse riuscirete a superarle.
Se poi da sempre siete convinti che il gatto sia migliore, questo saggio sarà la vostra bibbia, ma non dimenticate l’altro libro del medesimo autore pubblicato da Cortina nel 2003, Il carattere del gatto, che spiega come, se anche saranno topi, colombi e cani a sopravvivere meglio di molte altre specie animali grazie alla loro adattabilità straordinaria, saranno comunque i feroci e intelligenti Felis silvestris catus a dominare il mondo.

L’indole del cane. Origini, stravaganze, abitudini del Canis Familiaris di Stephen Budiansky
Titolo originale: The Truth about Dogs
Traduzione di Daria Restani
261 pag., Euro 19,80 – Edizioni Raffaello Cortina (Scienza e idee)
ISBN: 88-7078-926-8

Le prime righe

1

L’incorreggibile stravaganza
del cane:
Un’ introduzione


Se un pubblicitario o un consulente d'immagine riuscisse a scoprire che cosa nella natura umana ci rende così pronti a credere che i cani siano leali, fedeli, altruisti, affettuosi, coraggiosi, nobili e ubbidienti, nel giro di una settimana - con i soldi che ne ricaverebbe - potrebbe comprarsi un atollo ai Caraibi e andarci a vivere. I cani appartengono a quella ristretta cerchia di truffatori, veri maestri nella loro arte, che ci lasciano gabbati e contenti. Rubano tanto al ricco quanto al povero, senza guardare in faccia a nessuno. D'estate stanno spaparanzati davanti al bocchettone dell'aria condizionata, d'inverno si accoccolano di fronte al caminetto, e provocano tali e tanti danni alle nostre proprietà che è impossibile farne l'elenco. Sono loro a decidere a che ora dobbiamo andare a dormire e quando è il momento di alzarsi, dove possiamo andare in vacanza, chi possiamo invitare a cena o come dovremmo arredare il soggiorno. Ci tolgono letteralmente il pane di bocca (a questo proposito mi viene in mente un mio vecchio collie che, a essere precisi, preferiva il pane tostato). Se fosse un nostro coinquilino a comportarsi così, ci saremmo già rivolti a un avvocato o alla polizia.
In linea generale non mi considero un babbeo, e ormai sono passati molti anni da quando ero convinto che ogni mio cane fosse il più fedele del mondo e avesse un cuore più grande di quello di Babbo Natale. Eppure, non molto tempo fa, per una serie di circostanze che non riesco a ricostruire, e tanto meno a capire del tutto, finii per convincermi che fosse assolutamente normale trasportare ogni sera su per le scale fino alla camera da letto un collie di trenta chili, e riportarlo giù tutte le mattine.

© 2004 Raffaello Cortina Editori


L’autore

Stephen Budiansky: giornalista scientifico, è autore di tesi molto fortunati sugli animali, la natura e la scienza. In questa collana ha già pubblicato, con grande successo, Il carattere del gatto.


Di Giulia Mozzato


3 dicembre 2004