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Roberto Citran

L’abbiamo visto proprio in questi giorni rappresentare uno dei protagonisti della versione televisiva del Maigret curata da Castellitto. Roberto Citran vanta una carriera prestigiosa e orami lunga, iniziata nel 1979 in teatro e proseguita anche tra cinema e televisione. Ricordiamo alcune tappe: nel 1989 è sul set di Piccoli equivoci di Ricky Tognazzi per il quale ottiene una candidatura al David di Donatello, e de Il prete bello di Carlo Mazzacurati, tratto dall'omonimo libro di Goffredo Parise, candidato al Nastro d'Argento. Forse il film che l’ha reso celebre è stato Il toro (1994), a fianco di Diego Abatantuono, che gli è valso la Coppa Volpi come miglior attore non protagonista al Festival di Venezia e la candidatura al David di Donatello. Ma non possiamo dimenticare Caramelle, La tregua, Paz!, La vita che vorrei... l’elenco sarebbe ancora molto lungo. Ora esordisce come autore per ragazzi con Ciao Nudo! edito da Gallucci.

Quanto sono stati importanti i libri nella sua vita?

Fondamentali. Anche se sono diventato un lettore "forte" dopo i 20 anni.

Esistono autori o titoli che hanno in qualche modo influenzato i suoi gusti o le sue scelte?

Sicuramente gli autori veneti hanno avuto il loro peso e penso a Parise (Il Prete bello, I Sillabari), Meneghello (Libera nos a Malo, I Piccoli Maestri), a Mario Rigoni Stern (con l'intera sua bibliografia), alle poesie di Zanzotto, di Giacomo Noventa.
Ma anche Italo Calvino (in particolare Marcovaldo), e poi G. Celati e Ermanno Cavazioni.

Naturalmente per il suo lavoro lei ha occasione di leggere moltissimi testi teatrali. Tra questi quali ricorda di avere letto con maggior passione?

Recentemente ho avuto modo di approfondire Ruzante e l'ho trovato di una forza e attualità straordinarie

Gallucci pubblica in questi giorni in una collana per ragazzi il testo "Ciao Nudo!" che è stato uno spettacolo teatrale di successo. Ha rielaborato il testo prima di pubblicarlo? Era già pensato per un pubblico giovane?

Prima sono nati i racconti. Leggendoli in famiglia e con gli amici mi sono accorto che avevano i tempi giusti per diventare un monologo teatrale. Quando poi mi è capitata l'occasione di pubblicarli in una collana per ragazzi, li ho necessariamente rivisti anche se forse meno di quanto si potrebbe pensare.

Quali sono stati i libri che ha più amato nell'infanzia? A qualcuno di questi si è ispirato nella sua scrittura?

Forse Marcovaldo.

Pensa di ripetere l'esperienza di pubblicare un suo testo? E, se sì, ha in mente una storia per ragazzi o cambierà genere?

In realtà ho già scritto altri racconti in cui rivisito in chiave comica la mia esperienza di militanza negli anni '70 fino a un viaggio in India in Magic-bus. Naturalmente qui mi rivolgo a un pubblico diverso.

Un libro da tenere sempre sul comodino?

L'Antologia della poesia italiana.

E uno da regalare per farlo conoscere a tutti?

La pace come un fiume di Leif Enger.

Cosa sta leggendo in questo momento?

Palomar di Calvino.

Di Giulia Mozzato


19 novembre 2004