SCUOLA, POLITICA E SOCIETA'

Paola Mastrocola
La scuola raccontata al mio cane

“Mi dicono che sono un’insegnante nostalgica.
Mi dicono tante cose che non mi piacciono: che sono un’insegnante vecchia, un’insegnante snob, un’insegnante tradizionale, un’insegnante ‘resistente’ (al nuovo, credo).
Tra le cose che mi dicono, ‘insegnante nostalgica’ è quella che mi piace di più.”


Talvolta spuntano nei cataloghi editoriali libri come questo. Sono autori di fama a scriverli, autori che svolgono parallelamente un’altra professione: l’insegnante. Anche Paola Mastrocola, che tutti conosciamo come vincitrice di alcuni dei più prestigiosi premi di narrativa italiani, è un membro di quella schiera, e anche lei ha deciso di parlarne. Ne è uscito un pamphlet di stampo autobiografico che oscilla tra lo sfogo personale e l’analisi collettiva di una realtà indubbiamente in crisi. La chiave di lettura della trasformazione recente della scuola italiana è l’analisi dei termini, non a caso modificati dalle ultime (per l’autrice devastanti) riforme: quel verbo “rimandare” che si trasforma in “recuperare” e perde ogni pericolosità, dall’”iniziare” le lezioni il primo giorno di scuola all’”accogliere” i ragazzi per un settimana senza fare nulla, dai “programmi” ai “progetti” in una scuola incentrata sul marketing... e così via. L’originalità del saggio è anche questa, la capacità dell’autrice di farci entrare (noi, un po’ ignoranti e stupiti, quasi come il suo cane Perry) dentro i meccanismi delle riforme scolastiche con gli occhi di chi ha lavorato prima di queste e continua a lavorare dopo. Una lettura utile anche per i genitori che forse potranno meglio comprendere le difficoltà degli insegnanti (e giustificare magari qualche involontaria “inadempienza”) e mediare con i figli una linea un po’ più rigida, sicuramente più fruttuosa.
Scopriremo cos’è il POF, la SSIS, come e quando si compila il Documento di Classe e che l’insegnate oggi “recupera, colma, accoglie, progetta, esplicita” più che insegnare. “L’insegnate è diventato a tutti gli effetti, anche linguistici, un’altra cosa: una funzione”. Sta al singolo, purtroppo, l’onere di capire il limite di tutto ciò e cercare di superarlo, tornando un poco alla scuola “vecchio stile” in cui il docente insegna e l’allievo impara, molto semplicemente. “Credo che noi insegnanti ci salveremo. Non è nostra la tragedia. Il problema vero non siamo noi. Sì, noi insegnanti ce la faremo. Persino noi di lettere così perseguitati dalla sorte, schiacciati dal peso della nostra materia tanto inutile e disastrosamente fuori moda. Credo che ci salveremo [...] Il problema è dei nostri studenti. Non so se ce la faranno. Sono loro le vere vittime: è addosso a loro che sta cadendo in frantumi, a mo’ di ‘lapedicina’, la montagna-scuola”.

La scuola raccontata al mio cane di Paola Mastrocola
191 pag., Euro 12,00 – Edizioni Guanda (Le fenici rosse)
ISBN: 88-8246-606-X

Le prime righe

Il mestiere che non c'è più


Sono un'insegnante di lettere e vorrei continuare a fare il mio mestiere.
Fino a sette o otto anni fa riuscivo, adesso non più. Peccato, perché era un bel mestiere.
Non so spiegare con esattezza cosa sia avvenuto; mi dicono che la scuola era vecchia e quindi andava rinnovata, e che per questo si è finalmente avviato un lungo processo di riforme.
A me è sembrato un lento e inesorabile movimento verso il basso. Una specie di valanga, una frana, una “caduta massi” che ha prodotto in pochi anni, ai piedi della montagna-scuola, un'enorme e infinita pietraia: una “lapedicina”, direbbe Michelangelo.
Non so perché adesso mi viene in mente “lapedicina”, forse perché è una parola bellissima, di quelle che ti restano appiccicate in testa. Viene da lapis, che vuoi dire pietra. Michelangelo la usa in una poesia straordinaria e forse poco nota, la 275 delle Rime:

Dagli alti monti e d'una gran riuna,
ascoso e circunscricto d'un gran sasso,
discesi a discoprirmi in questo basso,
contr'a mie voglia, in tal lapedicina.


© 2004 Ugo Guanda Editore


L’autrice

Paola Mastrocola è nata nel 1956 a Torino, dove tuttora risiede. Insegna lettere in un liceo scientifico. Ha pubblicato i romanzi La gallina volante (Premio Italo Calvino per l’inedito 1999, Premio Selezione Campiello 2000, Premio Rapallo-Carige per la Donna Scrittrice 2001), Palline di pane ( finalista al Premio Strega 2001) e Una barca nel bosco (Premio Selezione Campiello 2004, Premio Alassio Centolibri-Un autore per l’Europa 2004).


Di Giulia Mozzato


12 novembre 2004