PERCORSI TRA I GENERI

Massimo Carlotto
Niente, più niente al mondo

“Ora niente più niente al mondo rimetterà a posto le cose.”

Come si può condurre un’esistenza sempre al limite della povertà? Come si arriva alla fine del mese con poco più di mille euro e una famiglia di tre persone? Quali aspettative possono esserci sul futuro? No, non è un saggio socio-politico né un’analisi economica della situazione italiana del dopo-euro, ma un racconto lungo di Massimo Carlotto in cui la voce narrante, una madre di famiglia costretta ad arrabattarsi per far quadrare i conti, esprime non solo le difficoltà del quotidiano, ma anche le aspirazioni per un futuro, quello della figlia, che non può, non deve essere una fotocopia della sua triste esistenza: come dicono i protagonisti di Un posto al Sole, “tutto il santo giorno a sbattermi per tirare avanti con l’angoscia che il giorno seguente sarà grigio e uguale come il precedente”. Ma la figlia, la “bambina” di vent’anni, nonostante le potenzialità offertele dalla natura che l’ha resa una bella ragazza, non sembra condividere le aspirazioni della madre, non desidera diventare una protagonista delle trasmissioni di Maria De Filippi o del Grande Fratello e trovare un fidanzato ricco e famoso, magari uno come Costantino. È davvero una pena per la madre, obbligata dalle difficoltà economiche a lavorare come collaboratrice domestica per due famiglie piemontesi e a peregrinare tra un discount e un ipermercato alla ricerca dell’offerta più conveniente di tonno o di vino o di abbigliamento, o costretta a rivolgersi a una parrucchiera “abusiva” che lavorando in casa ha tariffe accessibili (e una tintura scadente). “Una vita da discount, da cinesi, da rate a interessi zero, da affari imperdibili”, da mobili del salotto “che finiremo di pagare nel 2007”, da vermouth bevuto per sognare, da infelicità e rabbia, tanta rabbia covata per anni che niente, più niente al mondo potrà annullare. Un destino segnato e una inconsapevole follia portano alla distruzione di ogni speranza, alla fine di ogni illusione perché vivere così è davvero tanto, troppo difficile. Ma c’è sempre uno spiraglio, una possibilità, un’ultima via d’uscita: “magari mi chiameranno a La vita in diretta”.

Niente, più niente al mondo di Massimo Carlotto
69 pag., Euro 7,00 – Edizioni e/o ( Assolo)
ISBN: 88-7641-635-8

Le prime righe



Devo mettere a posto la spesa. Tra poco arriveranno e non voglio che trovino la casa in disordine. Ne troveranno solo nella sua camera ma lì niente più niente al mondo potrà mettere ordine.
Niente più niente al mondo servirà a mettere a posto le cose.
Sono stanca, la fermata dell'autobus è lontana dal Supermegafantadiscount e mi sono dovuta fare una bella camminata con le borse piene dopo una mattina di lavoro. Ma ne valeva la pena:
Polpa di pomodoro, barattolo da 400 gr, 0,24.
Mozzarella bocconcino, 100 gr, 0,39.
Detersivo Marsiglia, bucato a mano, 1 euro e 15.
Dentifricio al fluoro, 0,42.
Caffè 4 pacchi da 250 gr, 3 euro e 39.
Olio Extravergine, 1 litro, 2 euro e 75.
Pesto alla genovese, 0,66.
Il vermouth invece l'ho preso qui alla bottiglieria sotto casa. È l'unica cosa su cui non risparmio. Mi piace di marca. E poi Torino è la capitale del vermouth, è roba nostra. Se mi sbrigo farò in tempo anche a berne un goccio.
Anzi me lo faccio subito, non ho comprato surgelati oggi, che si rovinano se non li metti subito nel freezer. Quelli li prendo da Comprabenissimo, due volte al mese ci sono le grandi offerte di sofficini e bastoncini di pesce che piacciono tanto alla bambina.
Mi devo anche cambiare. Niente più niente al mondo riuscirà a togliere le macchie da questo vestito. Poco male, l'avevo comprato dai cinesi - 12 euro e 90 - un affare.
L'ultimo vestito che mi sono fatta fare da una sarta è stato per
il matrimonio di mia nipote. C'era ancora la lira. La stoffa l'avevo comprata a una svendita, il modello l'avevo copiato da un giornale. Insomma me l'ero cavata con poco meno di 200.000 lire.
Sono sempre stata attenta al risparmio io. Anche Arturo, mio marito, devo dire. Era lei che aveva le mani bucate, che buttava via il denaro.
Prima, quando mio marito aveva la paga da metalmeccanico ce la cavavamo abbastanza bene. Io andavo a servizio giusto due volte la settimana per le piccole spese, mie e della bambina. Poi quando l'hanno licenziato - dopo la mobilità e la cassa integrazione che c'hanno mangiato tutti risparmi - ho iniziato a fare la settimana.
Il lunedì e il giovedì dalla signora Masoero. Il martedì, mercoledì e venerdì a casa Baudengo. E non ho più smesso. Adesso mi danno 6 euro e 50 l'ora. Tutto in nero, ovviamente. Cinque ore. Dalle otto all'una. 32 euro e 50 al giorno. 162 alla settimana. 642 al mese.

© 2004 Edizioni e/o


L’autore

Massimo Carlotto è nato a Padova nel 1956 e vive a Cagliari. Scoperto da Grazia Cerchi, ha esordito nel 1995 con il romanzo Il fuggiasco. Ha scritto altri otto romanzi: La verità dell’Alligatore, Il mistero di Mangiabarche, Le irregolari, Nessuna cortesia all’uscita, Il corriere colombiano, Arrivederci amore, ciao, Il maestro di nodi e L’oscura immensità della morte. I suoi libri sono stati tradotti in vari paesi. Massimo Carlotto è anche autore teatrale, sceneggiatore e collabora con quotidiani, riviste e musicisti.


Di Giulia Mozzato


12 novembre 2004