SCUOLA, POLITICA E SOCIETA'

Paul Ginsborg
Il tempo di cambiare
Politica e potere della vita quotidiana

“L’individuale, il locale e il globale sono inestricabilmente intrecciati, in positivo e in negativo. La passività e l’indifferenza ai primi due livelli, quello individuale e quello locale, contribuiscono sommamente allo sgomento collettivo che regna nel terzo.”

Ispirato da un’esperienza di azione civile dell’autore e dalla situazione globale in cui tutti ci troviamo a vivere il saggio propone temi di estrema ampiezza e attualità e, pur nella consapevolezza che è impossibile essere esaustivo in un unico e non massiccio testo, Ginsborg offre riflessioni puntuali e nuove anche per il lettore più informato.
Si parla di povertà e ricchezza, di chi possiede il potere e di chi non ne ha che siano in esame singoli uomini o interi Paesi del mondo, che si tratti di oggi o che esempi suggestivi arrivino dal passato, che il tema sia la disparità tra i generi o l’eterna battaglia tra legalità e illegalità: questo nostro mondo, ha sempre nella disuguaglianza uno dei propri fondamenti. Ma quanti spazi di libertà rimangono in un Occidente (ma ormai non solo in questo) che vede nel consumatore il proprio cittadino ideale? Come è possibile non distruggere l’ambiente o la vivibilità delle città se è il profitto illimitato ciò a cui i governi e il capitale tendono?
Un po’ di storia economica e un po’ di storia sociale, entrambe distillate con parsimonia dallo scrittore che riesce a non appesantire mai il suo discorso, ma lo rende attraente anche al lettore non avvezzo alla saggistica. Dati e analisi forniscono strumenti di comprensione non superficiali e sanno estendere ad altre culture e ad altre realtà storico-politiche lo sguardo attento e scevro da preconcetti di. Ginsborg.
Che cosa è la famiglia oggi? Questa dimensione del vivere considerata un vessillo, una razza in via d’estinzione o un residuo del passato, è ancora estremamente importante come luogo in cui si formano le idee e le abitudini di vita, sia che i suoi componenti si proiettino verso l’esterno, nell’impegno civile, sia che si chiudano, timorosi, in un bozzolo protettivo da cui sono per lo più soffocati. All’interno della famiglia, nota l’autore, i giovani sono maggiormente autoreferenziali e più “attratti dagli aspetti edonistici del consumismo moderno”, mentre i membri di una “particolare generazione” manifestano maggior impegno civile come se la cultura della loro giovinezza avesse impresso su di loro un marchio indelebile. Ma ci si chiede anche quali siano oggi le possibilità date alla società civile di contare e di influire nelle scelte più importanti. Il termine stesso “società civile” negli ultimi quindici anni è stato al centro di un dibattito acceso e non solo in Italia, ma ciò che maggiormente interessa l’autore non sono le teorizzazioni quanto le azioni possibili. Nello stesso tempo è importante capire chi siano i suoi più pericolosi avversari, nemici che possono variare nelle diverse parti del mondo: dalle “famiglie soverchianti”alle “corporation“ agli “imperi mediatici”.
Il quinto e ultimo capitolo del saggio è dedicato a un tema cruciale, cioè a come “Far funzionare la democrazia”. Ciò che suggerisce Ginsborg è stimolante, sa entrare in alcuni nodi cruciali cercando di districarli, insomma è da prendere come punto d’avvio di una riflessione anche personale.
Partendo dalla Storia così come dall’osservazione del quotidiano possono nascere (o far nascere) consapevolezze nuove che, anche se tutt’altro che consolatorie, possono dare la speranza di non essere pedine manovrate da qualche potere più o meno oscuro.

Il tempo di cambiare. Politica e potere della vita quotidiana di Paul Ginsborg
Traduzione di Emilia Benghi
XX-254 pag., Euro 15,00 – Edizioni Einaudi (Gli struzzi n. 591)
ISBN: 88-06-16324-8

Le prime righe

Prefazione


Questo libro nasce da un'esperienza di impegno civile vissuta a livello locale. La città in cui abito e lavoro, Firenze, è famosa nel mondo per lo splendore artistico dei suoi monumenti e per il maestoso passato medievale e rinascimentale. Sotto molti aspetti vive del passato e nel passato. Nel 1877 Henry James scriveva: «Giaceva nel sole, accanto al suo fiume giallo, piccola città scrigno come è sempre apparsa, priva di commerci, senz'altra industria che manifatture di fermacarte a mosaico e amorini di alabastro, priva di attualità, di energia e di zelo, di tutte quelle virtù gloriose che per lo piú si ritengono indispensabili alla robustezza civica». Un simile ritratto non le corrisponde piú. La Firenze moderna vanta una società civile insolitamente attiva fondata su una fitta rete di associazioni, un forte movimento sindacale, che trae linfa sia dalla città che da un hinterland densamente industrializzato, un'università con circa 60 000 iscritti, una tradizione di cattolicesimo radicale impegnato nel sociale. La Firenze contemporanea, 370 000 abitanti circa, è fra le città europee che contano il maggior numero di librerie per cittadino.
Nel gennaio 2002 un piccolo gruppo di professori universitari fiorentini decise di organizzare una manifestazione protesta contro il governo di Silvio Berlusconi, al potere in Italia dal giugno dell’anno precedente.

© 2004 Giulio Einaudi Editore


L’autore

Paul Ginsborg, già professore all’Università di Cambridge, insegna Storia dell’Europa contemporanea nella facoltà di Lettere di Firenze. Ha pubblicato: Storia d’Italia dal dopoguerra a oggi. Società e politica 1943-1988, L’Italia del tempo presente. Famiglia, società civile, Stato. 1980-1996, Storia d’Italia 1943-1996. Famiglia, società, Stato, Berlusconi. Ambizioni patrimoniali in una democrazia mediatica. È stato tra i fondatori del movimento fiorentino « Laboratorio per la democrazia».


Di Grazia Casagrande


12 novembre 2004