La biografia


Andrea Lee
Donne interessanti

“Donne interessanti: riusciremo mai a liberarcene? Ne incontro dappertutto di questi tempi, ora che di uomini interessanti non ne esistono più. E succede anche a tutte le mie amiche, negli Stati Uniti o a Hong Kong, dove vivo al momento. Ritornano dalle vacanze o da una festa e annunciano con orgoglio – e con una certa aria di sfida – che hanno incontrato una donna estremamente affascinante.”

Come in un caleidoscopio bastano poche pietruzze colorate a dar vita a sempre nuove e sontuose combinazioni, così le donne protagoniste dei racconti di Andrea Lee potrebbero essere frammenti di vita dell’autrice stessa, in abbigliamenti e sfondi differenti, ma sempre in atto di sfidare le circostanze con fulminea ironia, intelligenza cosmopolita e l’inconfondibile prontezza di giudizio di chi ha trovato il modo di far convivere in sé mondi e culture storicamente conflittuali. Americana di colore, ex modella, laureata ad Harvard e giornalista raffinata per testate prestigiose, Andrea Lee da quindici anni vive in Italia col secondo marito e i due figli, e proprio nel nostro paese è ambientata la metà dei racconti che compongono il libro, dove la Milano della moda, la Torino delle belle case in collina, la Palermo dei palazzi principeschi, sono reinventate dallo sguardo penetrante e anticonvenzionale di donne dal curriculum internazionale come la Lee, che sanno giocare con lampi di verità occultati da un collaudato gioco dei ruoli.
L’altra metà dei racconti riguarda soprattutto il back ground americano dell’autrice, che rilegge il passato di “negritudine” della sua famiglia con sentimenti complessi e stratificati: la laurea ad Harward, il successo nella carriera, i mariti bianchi, l’hanno allontanata da un mondo cui non può più appartenere se non per gioco, come succede in Ballando con Josephina, in cui la ricca turista si finge indigena per il tempo di una danza.
“Un autentico talento” è stata definita Andrea Lee da Philip Roth, un giudizio che può applicarsi sia alla scrittura estremamente sofisticata nella sua immediatezza, sia alla capacità di moltiplicare le sfumature di emozioni e sentimenti: “Perché quella parola gli rimbomba dentro come un tonfo, prima come un’implorazione, poi come una dichiarazione: “Mai, mai, mai” ? E sia, mai.” Un linguaggio di questo tipo, intessuto d’echi, è stato sicuramente un impervio banco di prova per le due traduttrici.

Donne interessanti di Andrea Lee
Titolo originale: Interesting women
Traduzione di Valentina Guani ed Elisabetta Humouda
298 pag., Euro 15,00 – Edizioni Rizzoli (Scala stranieri)
ISBN: 88-17-00311-5

Di Daniela Pizzagalli

le prime pagine
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Il regalo di compleanno

Da qualche parte, a Milano, sta squillando un cellulare. Ariel sa solo questo. Ma sarà poi davvero così? Forse la suoneria con Mozart o Bacharach sta riempiendo le stanze di una grande villa pacchiana, con tanto di cani da guardia e di telecamere a circuito chiuso, sulle rive ombrose del lago di Como. Oppure riecheggia nella suite di un hotel di lusso, a Portofino. Oppure - perché no? - alle isole Eolie, a Ischia o in Sardegna. È la fine di settembre e in tutto il Mediterraneo gli yacht di politici, fabbricanti di armi e gangster slavi sono ancora ormeggiati uno accanto all'altro, sotto la luce dorata e indulgente di porticcioli dove i ritmi lavorativi delle masse non hanno alcun significato. La verità è che quel telefono potrebbe trillare in qualunque parte del mondo dove ci siano uomini ricchi.
Ma Ariel preferisce figurarselo a Milano, la città più vicina alla campagna brianzola, dove abita con la sua famiglia in una fattoria ristrutturata. E si sforza di immaginare un minuscolo cellulare posato su un tavolo, in un appartamento non molto diverso da quello che quindici anni fa, a Washington,
divideva con altre due ragazze che frequentavano l'ultimo anno a Georgetown. Rappresentava un passo in avanti rispetto al dormitorio, ideale set di una sitcom su giovani professionisti la cui vita sessuale, per quanto movimentata, conservava una commovente goffaggine adolescenziale. La disturberebbe troppo pensare di stare chiamando una roccaforte della lussuosa Milano contemporanea, tipo gli appartamenti di certi suoi amici parvenu: marmi luccicanti, mosaici fatti su misura, boiserie sottratte da castelli in liquidazione e una scoraggiante sensazione di denaro fresco spalmato come burro sul pane.
Mmm... e se davvero fosse un posto del genere? Probabilmente ci sarebbero delle varianti dettate da esigenze professionali, suppone. Specchi, ovviamente, e un letto grande come un campo da pallamano, con un copriletto di castorino e le manette montate al posto giusto. Forse anche una piccola cella cui si accede dallo spogliatoio? Sicuramente un bagno con una vasca da hammam marocchino e un bidet ricavato da un antico fonte battesimale. Armadi sconfinati, colmi di giarrettiere e tanga ripiegati e impilati con perfezionismo feticista. Scatole di preservativi speciali, suddivisi, forse, per modello e sapore. Li compreranno all'ingrosso? O li ordineranno per posta? Ma qualcuno ha risposto. Ariel ritrova il filo dei suoi pensieri.
«Pronto?» Una voce giovane, amichevole e frettolosa.
«Parlo con Beba?» chiede Ariel nel suo italiano corretto, ma appesantito dall'accento
americano che non ha mai cercato di eliminare.
«Sì» risponde la voce in tono allegramente sbrigativo.
«Sono un'amica di Flavio Costaldo. Mi ha detto che lei e la sua amica - la sua collega -potreste essere disposte a passare una serata con mio marito. È un regalo di compleanno.»

© 2004 RCS Libri editore

biografia dell'autrice
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Andrea Lee è nata a Philadelphia. Laureata a Harvard, scrive per il “New Yorker”. I suoi racconti e articoli sono apparsi anche su “New York Times Magazine”, “Vogue” e “Time”. Da quindici anni vive in Italia insieme am marito e ai due figli.




5 novembre 2004