VOCI ITALIANE

Maria Pace Ottieri
Abbandonami

“Non gli perdona di averle negli anni sottratto le ragioni di amarlo e qualche volta si chiede se non sarebbe stato preferibile che ad alimentare il suo rancore fosse un tradimento, un’altra donna con la quale dividere l’attrazione per lui, invece che la ripetizione di un pugno di miserie quotidiane.”

Ironico, divertente, ma soprattutto efficace come pochi altri romanzi a delineare una personalità, come quella di Tom, che ognuno di noi può riconoscere in qualche amico, in un vicino di casa o in un familiare.
Eterno adolescente, “uomo in transito”, questo improbabile adulto viene descritto, nel corso dell’intero romanzo, attraverso gli occhi e i giudizi della moglie Lea che, giorno dopo giorno, ha accumulato innumerevoli rancori nei confronti del proprio irresponsabile compagno. “Il meglio di sé Tom lo dà agli amici”, dirà la donna esasperata, anzi per gli amici è sempre disposto a tutto, a correre nel cuore della notte per accompagnarli a casa, a lasciare ogni altro impegno per far loro un qualsiasi piacere, vero “piromane dell’amicizia”. Così come travolgente è ogni nuovo interesse, vuoi lavorativo che filosofico o mistico, purché non lo faccia sentire fissato da altri a una responsabilità, alla ripetitività delle cose, alla monotonia del quotidiano. Eppure spesso le sue dichiarazioni indicano un’innocenza sconvolgente, una specie di aspirazione alla normalità immediatamente contraddetta dall’agire. “Da quando Lea lo conosce, Tom vive in attesa di un momento catartico che finalmente lo introduca nel mondo degli adulti per il quale non si sente ancora pronto, malgrado abbia varcato da tempo il confine anagrafico.”
Il figlio della coppia, Teo, non appare (da quanto la stessa madre, estremamente pungente nei confronti dell’ondivaga figura paterna, dichiara) soffrire per quel genitore, che appare e scompare, sempre in ritardo su ogni impegno, sempre proiettato a un qualsiasi altrove.
“Lea si rende conto di aver accumulato gli svantaggi della vita da donna sola a quelli di una logora convivenza matrimoniale” ed è per questo che “Abbandonami” è l’invocazione che le esce quotidianamente dal cuore. Ma forse quel ragazzone scombinato, quell’uomo dalle mille diete e dalla fame incontenibile, forse, nonostante tutta la rabbia accumulata, quel disastro di compagno le potrebbe mancare.
Maria Pace Ottieri, di cui avevamo parlato per Quando sei nato non puoi più nasconderti, rivela in questo romanzo un lato divertente e divertito della sua personalità di scrittrice impegnata nel sociale e nei drammatici temi dell’immigrazione, un’intelligente ironia piena di sensibilità e di acume e una modalità davvero non scontata di parlare di un amore (perché di questo si tratta) che è la prova di tutte le contraddizioni degli uomini e delle donne di oggi.

Abbandonami di Maria Pace Ottieri
168 pag., Euro 13,00 – Edizioni Nottetempo
ISBN: 88-7452-035-2

Le prime righe

1.


È seduto in camicia e mutande lunghe di fronte a un tavolino pieghevole giallo, l'ultimo ancora in vita di un set di tavolini da dinner-tv regalo di Natale di una cugina norvegese, a pochi metri dalla televisione, con la testa china su una pila di fogli bianchi sui quali disegna a penna stilografica figure sottili, eleganti, stralunate. Di tanto in tanto alza per un momento lo sguardo sullo tennista dalle braccia lunghissime e filiformi, con un sorriso implicito, una donna con enormi seni e lunghi contorti capelli da medusa.
"Oggi qualcosa si può anche trovare con duecento euro, ma non sarà mai di questa fattura, non di questa finezza, signori," sta dicendo il venditore di Rete Elefante. "È un tappeto vero, ha attraversato ottant'anni di storia, stramerita attenzione, signori, certo è un tappeto nomade, non è nobile, non omaggia il vostro salone, ma gli dà un'anima, un orgoglio, una fierezza". Tom segue per ore le televendite, ipnotizzato dai modi grottescamente persuasivi e dal gorgoglio della erre del venditore.

© 2004 Maria Pace Ottieri
© 2004 Nottetempo edizioni


L’autrice

Maria Pace Ottieri vive a Milano dove collabora a varie testate tra cui “L’Unità” e “Diario della Settimana”.
Ha pubblicato Amore Nero (1984 ha vinto il Premio Viareggio Opera Prima); Stranieri. Un atlante di voci; Quando sei nato non puoi più nasconderti e Viaggio nel popolo sommerso, Premio Lo Straniero, che racconta lo sbarco e la vita dei clandestini in Italia.


Di Grazia Casagrande


5 novembre 2004