DELILLO E PENNAC - SAGGI - STORIE MAGICHE
DELILLO E PENNAC
Don DeLillo
I nomi

“Gli uomini si creavano dei ricordi per sopire la loro inquietudine per le cose che facevano in quanto uomini. Il passato remoto rappresenta l’unica innocenza e pertanto è necessario conservarlo.”

Daniel Pennac
Grazie

“No, più ci penso, più questi ringraziamenti alla giuria, allo staff, al pubblico mi sembrano… una formalità. Una specie di deviazione obbligatoria per non dover ringraziare ufficialmente se stessi. È assolutamente impossibile ringraziarsi da soli se non si è ministri.”


SAGGI
Vittorino Andreoli
I miei matti
Ricordi e storie di un medico della mente

“Alla fine, anche lo psichiatra abitava il manicomio come gli altri matti. Una vita strana, forse paradossale, forse assurda, ma tutto sommato vera. Quando si doveva stabilire che le cose non andavano, il confronto era con la vita dei sani. Una normalità che, dovendo definirlo, saprei descrivere solo come patologia, in quanto per gli abitanti del manicomio è il ‘fuori’ ad essere anomalo.”

Fernando Savater
Il coraggio di scegliere

“Il concetto filosofico più serio che si oppone alla libertà umana, o che la relativizza, è quello di destino. Quando l’essere umano guarda in avanti, al futuro, considerando le sue diverse possibilità e pianificando la sua scelta, crede nella libertà; ma quando guarda indietro e contempla la sua vita non già come un compito ma come un risultato, allora gli sembra che tutto sia accaduto fatalmente, secondo un disegno prestabilito e necessario. Questo è il destino, il non scelto che sceglie per noi… proprio attraverso le nostre scelte apparenti. Anche se non crediamo nel concetto estremo di destino, secondo il quale tutti gli accadimenti sono predestinati (come immaginarono, fra gli altri, gli stoici), sembra inevitabile credere almeno in un destino ristretto ma inesorabile: la morte.”


STORIE MAGICHE
Chitra Banerjee Divakaruni
Anand e la conchiglia magica

“I fenomeni magici, Anand ne era convinto, accadevano in continuazione, dappertutto, solo che la maggior parte della gente non se ne accorgeva neppure. A volte gli pareva quasi di percepire il rapidissimo sfrecciare di un incantesimo che gli saettava accanto, veloce quanto un invisibile colibrì. Se solo fosse riuscito ad afferrarlo e a lasciarsi trascinare via, la sua vita sarebbe cambiata per sempre. Ne era più che sicuro.”

Robert Silverberg
Il Libro dei Teschi

“Eli si è messo a studiare dei manoscritti rari in biblioteca – mi ha detto con un certo imbarazzo, un po’ sulle spine – e si è imbattuto in una cosa che si chiama Il Libro dei Teschi che, a quanto pare era qui da cinquant’anni ma non era mai stato tradotto. Ha approfondito le ricerche e pensa...
... che i Custodi dei Teschi esistano davvero e che ci consentiranno di acceder ai loro segreti.”


29 ottobre 2004