La biografia


Kate Long
Il manuale della cattiva madre

“Rimasi ferma davanti allo specchio dell’armadio, cercando di decidere che tipo di orecchini mettere, se piccoli o penzolanti. Al piano di sotto Nan stava cantando ad alta voce una vecchia canzone, probabilmente l’aveva sentita in chiesa quella mattina. Dietro la porta della sua camera, Charlotte stava mugolando come un gatto agonizzante, il che significava che doveva essersi messa le cuffie del walkman.”

Variazioni tragicomiche sul tema della maternità. La difficile convivenza di tre generazioni al femminile per un fortunato debutto letterario: Il manuale della cattiva madre, primo romanzo dell’ex insegnante Kate Long, grazie al passaparola ha scalato in Inghilterra la classifica dei best sellers e sta diventando un successo internazionale. Tre voci si alternano a disegnare un non roseo quadretto di vita familiare, tra incomprensioni generazionali e ristrettezze economiche, ma con un salvifico “sense of humour”: la nonna Nan, una vedova proveniente dalla classe operaia, che nonostante qualche problema di Alzheimer ha un’attiva vita sociale; la mamma Karen, divorziata, perennemente arrabbiata con la vita perché, avendo dovuto sposare affrettatamente lo scombinato ragazzo che l’aveva messa incinta, ha dovuto abbandonare i sogni di carriera e di successo; la figlia Charlotte che, sfuggendo inconsciamente alle aspettative della madre su di lei, finisce per ripercorrerne la strada. Il titolo del romanzo fa riferimento ai sensi di colpa di Karen per la sua maternità vissuta male, che si ripercuotono sull’andamento familiare: da una parte costringe la figlia diciassettenne a essere la prima della classe, per poter andare all’università e realizzare i suoi progetti infranti; dall’altra se la prende con la madre che le sembra troppo proletaria, e quando scopre di essere stata adottata si mette in cerca della madre naturale, coltivando illusioni di superiorità sociale. Ne conseguirà un’ulteriore delusione, ma salutare questa volta, perché imparerà ad apprezzare quello che ha, schierandosi finalmente al fianco della figlia, incappata anch’essa in una maternità imprevista, e prendendo in mano con maggiore consapevolezza le redini della sua vita.

Il manuale della cattiva madre di Kate Long
Titolo originale: The Bad Mother’s Handbook
Traduzione di Sara Caraffini
355 pag., Euro 16,00 – Edizioni Garzanti (Narratori moderni)
ISBN: 88-11-66566-3

Di Daniela Pizzagalli

le prime pagine
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CAPITOLO UNO

NAN SOGNA:
Quando avevo dodici anni sono caduta e mi sono rotta il gomito. Era il giorno delle elezioni del 1929 e noi stavamo oziando in cima al muro accanto al seggio elettorale. Era alto quasi due metri e non correvi rischi fintanto che restavi a cavalcioni delle pietre da cimasa, solo che io mi ero seduta all'amazzone per vedere la gente che aveva votato per i conservatori, mio padre diceva che glielo potevi leggere in faccia. Jimmy mi diede di gomito e cominciammo a cantare.

«Votate! Votate! Votate per Alec Sharrock
Vincerà sicuramente
E noi una scatoletta di salmone prenderemo
E il Tory dentro ci metteremo
E lui non vedrà più sua madre.»


Dondolai le gambe per far uscire meglio le parole e tutt'a un tratto mi ritrovai lunga distesa per terra, con il braccio sotto di me. Jimmy cercò di fare un bendaggio a fionda con i nastri di mussolina gialla che avevamo appena sventolato, ma io urlai e cominciai a piangere per il panico.Il dolore era così atroce che non avevo il coraggio di alzarmi, per paura che il braccio si staccasse.
Il giorno dopo, quando sentimmo che i laburisti erano saliti al potere, papà si prese una tale sbornia da non riuscire ad aprire il cancelletto posteriore.
«Vado ad aiutarlo», si offrì Jimmy.
«No!» disse la mamma. «Lascialo lì dov'è.»
Così io rimasi stesa sul divano con il braccio tutto fasciato e dalla finestra guardai mio padre lottare con il cancelletto. Alla fine cadde per terra e la mamma tirò le tende, nascondendolo.
Era una cosa strana, fino a quel momento lui non aveva mai toccato un solo goccio d'alcol. I suoi vizi erano altri.

Gennaio 1997

II giorno dopo, tutto sembrava perfettamente normale. Persino da dietro la porta della mia camera riuscivo a sentire la mamma che parlava in tono cantilenante con Nan. Cerca di non arrabbiarsi, ma la rabbia è l'unica emozione che prova, ultimamente. «Avanti, Nan, è ora di fare il bagno.»
«Non posso. Mi fa male il braccio.»
«Non è vero. Hai sognato di nuovo. Su, vieni.»
La nostra è una casa di oggetti smarriti; chiavi, apparecchi acustici, identità. Stamattina è sorta una discussione sulle salsicce. La mamma ne aveva cotte due per lo spuntino serale di Nan e le aveva lasciate a raffreddare su un piatto. Poi il lavavetri aveva suonato alla porta, e quando era tornata in cucina si era accorta che erano scomparse.
«Che cosa ne hai fatto?» chiese a Nan (con tono paziente).
«Non le ho toccate.»
«Sì, invece, per forza.»
«È stato il cane.»
«Non abbiamo un cane, Nan. Dove sono? Voglio semplicemente saperlo, non sei nei guai. Le hai mangiate?»
«Sì, forse. Ieri. Le ho mangiate a cena.»
«Come puoi averle mangiate ieri se le ho appena preparate? Dio onnipotente, è un continuo.» Mia madre si passò stancamente la mano sul viso e sospirò. È una cosa che fa spesso.
«Cribbio! Non c'è bisogno di urlare. Sei cattiva. Sei come mia figlia Karen, si scalda per un nonnulla.»
«Io sono tua figlia Karen.»
«Uff.»
Il giorno dopo fui io a trovare le salsicce, avvolte in due sacchetti di plastica dentro la cassetta per il pane.
Non che Nan abbia il monopolio della confusione.
Io so di chiamarmi Charlotte e di avere diciassette anni, ma nelle giornate peggiori non vado più in là di così. Quelli del «Sii te stessa», le persone più vecchie, non fanno che dirmi: sì, certo, è così facile. A volte faccio quei test sulle riviste da teenager. Sei un Gatto Disinvolto o un Cane Disperato e Qual è il tuo Stile di Seduzione, come determinare la personalità in base al tuo colore preferito, il tuo ghirigoro preferito, la tua ora di nascita. La sottoscritta

a) crede a queste stronzate?
b) le tratta con il disprezzo che meritano?

Dipende dall'umore, in realtà.

© 2004 Garzanti Libri

biografia dell'autrice
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Kate Long ha 39 anni e vive nello Shropshire. Sposata da 11 anni, è madre di due bambini. Tra il 1998 e il 2003 ha fatto l’insegnante, lavoro che amava molto ma che ha deciso di abbandonare per dedicarsi alla scrittura.
Il manuale della cattiva madre, il suo primo romanzo, è stato un best seller in Gran Bretagna.




29 ottobre 2004