STORIE MAGICHE

Robert Silverberg
Il Libro dei Teschi

“Eli si è messo a studiare dei manoscritti rari in biblioteca – mi ha detto con un certo imbarazzo, un po’ sulle spine – e si è imbattuto in una cosa che si chiama Il Libro dei Teschi che, a quanto pare era qui da cinquant’anni ma non era mai stato tradotto. Ha approfondito le ricerche e pensa...
... che i Custodi dei Teschi esistano davvero e che ci consentiranno di acceder ai loro segreti.”


Quale sarebbe la vostra reazione se aveste scovato in qualche archivio ammuffito un libro che pare nascondere il segreto per la via certa verso l’immortalità? Potreste credere nell’esistenza di “una setta di immortali, babilonesi, egiziani o giù di lì, che vive esiliata nel deserto”, disposta a concedere anche a voi il privilegio dell’immortalità a patto di pronunciare le parole giuste? Partireste per un viaggio alla ricerca di questo luogo segreto e dei suoi immortali abitanti? Oliver, Ned, Eli e Timothy sì, sono disposti a credere (pur con scetticismo e tutte le remore del caso) e partire per raggiungere, in base alle coordinate scoperte nel Libro dei Teschi, questa località desertica dell’Arizona e la comunità che la abita, i Custodi della Casa dei Teschi.
I quattro amici, giovani universitari privilegiati, sanno che, se ciò che è scritto in quelle pagine è vero, due di loro dovranno sacrificarsi, morire, per permettere agli altri due di vivere in eterno, perché “il prezzo di una vita deve essere sempre un’altra vita”. Ma la cosa, in fondo, non li spaventa molto. Ognuno racconta l’avventura con la propria voce, generando una quadrifonia interessante che compone i tasselli del romanzo dando degli eventi punti di vista differenti. Quello di Oliver, “dall’intelligenza più spiccata”, “un ragazzo di campagna, del Kansas, dalla faccia pulita e schietta”; di Ned “il codardo del gruppo”, “discreto poeta e mediocre scrittore di racconti”; di Timothy “quello con i soldi”, “cinque centimetri di grasso condensato spalmato su grosse fette di muscoli”; e infine quello di Eli l’ebreo newyorkese scopritore del segreto, “fondamentalmente uno scolastico medievale”.
Proprio Eli, dopo aver avuto modo di tradurre l’antico manoscritto e aver capito che non si trattava di un’opera legata a tempi e luoghi lontani, ma una testimonianza di realtà vissute da una piccola élite in un misterioso monastero a poche centinaia di chilometri da New York, si schiera “con cuore deciso e contento” con “il popolo dei dischi volanti, di Atlantide, di Scientology, della Società Internazionale della Terra Piatta, dei fenomeni fortiani, della macrobiotica, dell’astrologia, con tutta quella moltitudine di creduloni in compagnia dei quali mi ero sempre sentito poco a mio agio. Alla fine, ci ho creduto. Ci ho creduto pienamente, pur tenendo conto di un margine d’errore. Ci ho creduto. E, quindi, l’ho detto a Ned e, dopo un po’, anche a Oliver e Timothy. Facendo sventolare l’esca sotto i loro nasi. Vi offriamo la vita eterna. E così, siamo a Phoenix. Le palme, i cactus, il cammello fuori dell’albergo: eccoci qua. Domani avrà inizio la fase finale della nostra ricerca della Casa dei Teschi”.
Cosa troveranno non ve lo svelerò di certo.

Il Libro dei Teschi di Robert Silverberg
Titolo originale: The Book of Skulls
Traduzione di Marco Pittoni
251 pag., 15,00 Euro – Fazi Editore (Le strade n.85)
ISBN 88-8112-546-3

Le prime righe

1. Eli


Ormai New York è vicina: ci stiamo arrivando da nord, dall'autostrada del New England; come al solito guida Oliver. Instancabile, serafico, con il finestrino semiaperto e i lunghi capelli biondi scompigliati dalla brezza primaverile. Accanto a lui Timothy dorme stravaccato. È il secondo giorno delle nostre vacanze di Pasqua, gli alberi sono ancora spogli e, ai lati della strada, c'è ancora un po' di neve sporca, ammassata in squallidi mucchietti. In Arizona questi residui di neve non ci sarebbero proprio. Ned è seduto di dietro, accanto a me; scarabocchia appunti con la sua illeggibile scrittura da mancino, riempiendo pagine e pagine di un logoro blocco a spirale. Nei suoi occhietti scuri c'è una sorta di luccichio diabolico. Il nostro Dostoevskij da quattro soldi. Il nostro caro finocchietto. Il camion che rombava alle nostre spalle ci supera a sinistra e, nel rientrare in carreggiata, ci taglia bruscamente la strada. Non c'è alcuno spazio di manovra. Stiamo per finire spappolati. Oliver, imprecando, inchioda. I freni stridono sull'asfalto e veniamo sbalzati in avanti. Subito dopo, di colpo, si immette nuovamente nella corsia di destra, vuota, per evitare che l'auto dietro di noi ci prenda in pieno. Timothy si sveglia. «Ma che cazzo!», dice. «Possibile che non si riesca a dormire in pace?!».

© 2004 Fazi Editore


L’autore

Robert Silverberg è nato a New York nel 1935. È tra gli autori più prolifici, più acclamati e noti nel campo della fantascienza. Recentemente è stato insignito del prestigioso Gran Master Award. Riconosciute da innumerevoli premi, le sue opere sono una pietra miliare della narrativa americana degli ultimi cinquant’ anni. Il Libro dei Teschi diverrà presto un film di William Friedkin ( il regista de L’Esorcista).


Di Giulia Mozzato


29 ottobre 2004