CITTA' E CULTURE D'ITALIA - IL GRANDE GIALLO - TEORIA E FICTION ANTROPOLOGICHE
CITTA' E CULTURE D'ITALIA
Edmondo Berselli
Quel gran pezzo dell’Emilia
Terra di comunisti, motori, musica, bel gioco, cucina grassa e italiani di classe

“Cos’ha Bologna, che è così bella? L’inverno col sole e la neve, l’aria barbaricamente azzurra sul cotto. Dopo Venezia, Bologna è la più bella città d’Italia, questo spero sia noto.”

Vittorio Messori e Aldo Cazzullo
Il mistero di Torino
Due ipotesi su una capitale incompresa

“Anche lo straordinario, qui, deve rispettare le regole. Rivoluzionari, visionari, ma con i documenti concessi e vidimati dalle Competenti Autorità. E non è una battuta: i capi di una delle pochissime rivolte torinesi, quella del 1821, non sai accordarono con l’erede al trono prima di insorgere?”


IL GRANDE GIALLO
Giorgio Faletti
Niente di vero tranne gli occhi

“Di colpo aveva visualizzato quello che sapeva di portare dentro di sé come un’immagine scomposta al caleidoscopio e che ancora non era riuscita a ricostruire. Adesso tutto era chiaro e con il senno di poi fin troppo semplice.”

Minette Walters
Caccia alla volpe

“Fox alzò la testa e la ragazza lo percepì. Lui che aveva una sensibilità particolare, se ne accorse. Vide che la sua paura era aumentata. Non sapeva da dove lui la stava osservando, ma in qualche modo aveva intuito che il pericolo era cresciuto. Come sua nonna che, anche quando le sue grida che invocavano aiuto erano rimaste inascoltate, non aveva osato muoversi, temendo che la morte arrivasse con una martellata e non con il freddo insidioso della notte. Anche ora lui sentiva l’odore della paura... come una volpe in un pollaio...”


TEORIA E FICTION ANTROPOLOGICHE
Roger Caillois, Claude Lévi-Strauss
Diogene coricato
Una polemica su civiltà e barbarie

“Diogene provava il movimento camminando. Il Signor Caillois si corica per non vederlo. È vero che il suo maestro aveva raccomandato che lo si seppellisse a pancia in giù, convinto che il mondo non avrebbe tardato a capovolgerlo e quindi a farlo tornare supino. Ma il Signor Caillois non è morto: cerca un sonno che l’inquietudine non turbi. Per ulteriore precauzione, preferisce mettere subito la storia a faccia in giù. Spera così di proteggere da ogni minaccia la sua contemplazione beata di una civiltà – la sua – alla quale la sua coscienza non ha niente da rimproverare. E in effetti perché porsi interrogativi? “Numerosi intellettuali europei”, di cui io sarei l’esempio più pericoloso, “insorgono contro ogni valore che, in qualche modo, possa apparire come elemento di civiltà… principalmente nella forma che ha assunto nell’Occidente cristiano””.
Lévi-Strauss

Bijan Zarmandili
La grande casa di Monirrieh

“Io la mia rivoluzione l’ho fatta tanti anni fa e ne sto ancora pagando il prezzo”.


22 ottobre 2004