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Nicola Piovani

Pianista, compositore e direttore d'orchestra è autore di indimenticabili colonne sonore. Ha collaborato con i più importanti registi italiani e stranieri. Tra il 1985 e il 1990 ha composto le colonne sonore degli ultimi tre film di Federico Fellini. Ma, oltre a quella rivolta al cinema, importante anche la sua attività teatrale come autore di musiche di scena, oltre che come autore di musica da camera. ha vinto il Premio Oscar nel 1999 con le musiche scritte per il film La vita è bella di Roberto Benigni, e nel 2000 ha ottenuto a Los Angeles la nomination per il Grammy Award; ha ottenuto il Ciak díOro 2001 per la colonna sonora del film La stanza del figlio di Nanni Moretti. Ha sempre mantenuto un forte rapporto con il pubblico grazie anche ai numerosi concerti fatti in Italia e allíestero. Ma tutto ciò non impedisce a Nicola Piovani di leggere molto e di raccontarci le sue letture preferite.
 

L'ultimo libro che ricorda di avere letto

Quello che ho finito di leggere ieri: N.P di Banana Yoshimoto.
Il personaggio di un libro che l'ha colpita
Sono tanti. Rispondendo così, di getto, dico Peredonov, il protagonista del Il demone meschino di Sologub: è un personaggio a cui non vorrei somigliare neanche un poí. E mi inquieta, perché so di averne incontrati tanti nella vita.
La città descritta in un libro o un luogo che ancora ricorda...
A me, come forse a tutti, restano facilmente in testa le ultime letture: evidentemente sono memorie che abitano negli scaffali più accessibili della mente. La descrizione della Parigi notturna che fa Dan Brown ne Il codice da Vinci, nel capitolo in cui si reca al Louvre, quando descrive le piramidi vitree, mi torna spesso in mente in questi giorni. Si affianca alle descrizioni di Simenon: la Parigi borghese delle case sul lungosenna ne In caso di disgrazia.
Il titolo di un libro che le ricorda una canzone?
Questa è facile: ho letto da poco il romanzo di Eco (La misteriosa fiamma della regina Loana) e lì le canzoni la fanno da padrone. Una per tutte la languida Sagra di Giarabub di Ruccione.
Il titolo di un libro da portare con sé in tournée
I casi della musica di Fedele DíAmico. Leggere e rileggere, come faccio da tanti anni, per ricordare sempre il legame stretto che cíè fra la musica e la vita, fra lo sguardo estetico e lo sguardo etico. E poi i libri di poesia, la poesia italiana (quella tradotta non riesco a leggerla) Saba, Penna, Magrelli, DíElia.
Il libro da regalare ad una donna
Se non líavesse ancora letto, sicuramente Madame Bovary, gigantesca figura femminile. Sennò, Donne dagli occhi grandi, di Angeles Mastretta.
Il libro da regalare a un amico
Andando sullíuniversale ovviamente il Don Chisciotte. Oppure, tenendosi sul presente, líesilarante giallo di Lorenzo Arruga Suite Algerienne, specie per chi mastica un poí di musica. O ancora líaffascinante Cíera una volta un paradosso di Odifreddi. 
Quale libro ha regalato ultimamente?
Incontri con la sfinge, di Stefano Bartezzaghi.
Un autore assolutamente da leggere
Non so rispondere: a meno di non dire Dante, Shakespeare, Cervantes, Euripide, Dostoevskij... Ma nella teca seguente a quella dei giganti eterni metterei subito Beckett, Simenon, Morante.
Uno scrittore che l'ha delusa
Il soccombente di Thomas Bernhard: lího trovato un romanzo irritante, e anche un poí banale nella visione piccolo-borghese che dà di Gleen Gould. Ma ho molti amici degni di fede che mi dicono che è un gran romanzo. Bah, sarà... come diceva Totò di fronte a una grande opera díarte: ìÈ come la frittata con la cipolla, cíè a chi piace e a chi non piace... A me, per esempio, piace.î
Un libro da leggere ad alta voce
Orlando Furioso, o anche Aspettando Godot .
I libri che assolutamente bisogna leggere
Nessuno, nella nostra epoca, può leggere neanche un quarto di tutto ciò meriterebbe di essere letto. Conviene navigare a vista, innamorarsi di rotte impreviste, senza fare bilanci consuntivi o pagelle. Altrimenti si finisce come quei disperati che vedo in giro: passano il tempo con un libro in mano non a godere della lettura, ma a cercare di colmare lacune, sforzo inutile e frustrante. Farsi consigliare da amici fidati, da recensioni che incuriosiscano, dai commessi delle librerie, dal proprio fiuto, dal caso...
Ero su un treno, senza nulla da leggere; al volo, alla stazione di Bologna, comprai frettolosamente il primo libro che capitava. Aveva la copertina con i titoli in rilievo dorato. Se avessi avuto tempo avrei sicuramente scelto dellíaltro. Magari una bella copertina Adelphi a cinque stellette. E non avrei mai letto Lo scandalo Modigliani, un romanzo che ora consiglio a tutti gli amici. 
... e quelli di cui si può fare a meno...
Quelli che dopo che li hai letti non te ne resta traccia nella testa. E infatti non me li ricordo. 
Di Piera Passalacqua

8 ottobre 2004
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