DAL MONDO: Cina, Israele, Russia, Zimbabwe

Shen Congwen
Il vecchio e il nuovo

“La ragazzina abbozzò un lieve, inconsapevole sorriso. I raggi obliqui del sole proiettavano in un angolo del cortile l’ombra della pertica del bucato svettante sulla terrazza: l’effetto non era diverso da quello che, in un posto lontano, l’ombra di una bandiera di carta produceva sulla tomba del padre tanto atteso.”

Spesso, l’abbiamo già più volte sottolineato, tra i titoli in catalogo delle case editrici più piccole si trovano “perle” sfuggite ai colossi dell’editoria. La romana Nutrimenti ha pubblicato in questi giorni proprio una di queste perle, pescata nel mar della Cina: Il vecchio e il nuovo di Shen Congwen, di cui attualmente non compare alcun altro titolo in commercio in Italia, ma che è stato candidato al Nobel per la letteratura negli anni Ottanta, poco prima della sua morte.
Strettamente legate a un periodo storico ben determinato, in particolare tra gli anni Trenta e Quaranta, le sue opere furono non solo osteggiate ma addirittura distrutte dopo la presa del potere da parte del regime comunista, e al contempo, paradossalmente, l’autore fu tacciato di tradimento dai nazionalisti rifugiati a Taiwan. Shen Congwen, come bene ci racconta Lucia Regola nella sua Introduzione, aveva posizioni moderate con semplici “ideali di bellezza, virtù, pace e libertà, convinzioni democratiche e un’ansia di giustizia sociale di uomo di sinistra non comunista”. Grazie a una particolare attenzione alla vita sociale tradizionale del Paese, che descrive con grande semplicità e schiettezza, i suoi racconti sono anche testimonianze storiche di un’epoca, di regole di vita e di una dirittura morale molto più facili da comprendere proprio perché raccontati con la voce del testimone che non prende posizione. Dal marito che, secondo un’usanza molto diffusa, manda la giovane moglie in città per offrire per un certo periodo il suo corpo in un postribolo e garantirgli un’esistenza più tranquilla in campagna, al boia esperto nell’uso delle armi da taglio per le esecuzioni “spodestato” dai plotoni per la fucilazione, che appende sopra la testiera del letto la “preziosa spada corta che gli era servita per mozzare tante teste” ma deve riutilizzarla per giustiziare due poveri insegnanti comunisti, su comando delle autorità.
Case e mulini, pescatori e contadini. Ma non solo la vita rurale è al centro di queste dieci storie che trovano anche la loro ambientazione nelle metropoli, da Canton, a Shanghai, a Pechino, in un palese conflitto tra la tradizione e la modernità senza una condanna totale della prima e una difesa assoluta della seconda.

Il vecchio e il nuovo di Shen Congwen
Traduzione e introduzione di Lucia Regola
255 pag ., Euro 15,00 – Edizioni Nutrimenti (Aironi n. 3)
ISBN: 88- 88389-25-3

Le prime righe

Il marito


Quella primavera, dopo una settimana di pioggia ininterrotta, il fiume si era gonfiato.
Le acque in piena avevano inondato la spiaggetta dove solitamente erano ancorati i barconi che ospitavano i bordelli e le fumerie d'oppio, così adesso queste case di piacere galleggianti, vicinissime alla riva, se ne stavano legate ai piloni delle palafitte.
Lo sfaccendato che sorseggiava il suo tè nella Casa della Primavera in Tutto il Creato, in una di queste palafitte affacciate sul fiume, guardando dalla finestra dritto davanti a sé poteva godersi la vista della pagoda sprofondata nel ‘rosa dei fiori di pesco’ e avvolta nel ‘velo grigio della pioggia’sulla riva opposta del fiume; guardando giù, poteva osservare le donne dei barconi intrattenere i clienti che fumavano l'oppio. Tale prossimità rendeva alquanto agevoli i contatti fra il mondo della riva e quello delle barche: se qualcuno là sotto avvistava un conoscente a terra, o viceversa, non aveva che da chiamarlo a gran voce e, una volta attirata la sua attenzione, attaccare un dialogo d'amore infarcito di espressioni rustiche e di volgarità, finché a un certo punto quello di sopra, pagato il suo tè, non prendeva la via del barcone attraverso un corridoio umido e maleodorante, facendosi strada fra la sporcizia.

© 2004 Nutrimenti


L’autore

Shen Congwen nasce nel 1902 a Fenghang, una cittadina del Hunan occidentale, regione cinese di ‘frontiera’, popolata in parte da minoranze etniche.
Dapprima militare, secondo la tradizione familiare, troppo pacifista per rimanerlo( fu testimone di settecento esecuzioni capitali) divenne scrittore e fu contrario sia ai nazionalisti di Chiang Kai-shek che ai comunisti di Mao Zedong.
Quando i comunisti presero il potere, nel 1949, tentò il suicidio e le sue opere furono bandite a Pechino come a Taipei.
Trovò lavoro in un museo di arte tradizionale, ma, all’avvento della rivoluzione culturale, fu costretto a pulire latrine. Sono le aperture seguite alla morte di Mao lo riportarono in auge.
Sempre apprezzato in Europa dagli addetti ai lavori, quasi del tutto inedito in Italia, ha influenzato molti scrittori cinesi contemporanei che al suo stile si ispirano.
Più volte candidato al premio Nobel per la letteratura negli anni Ottanta, è morto a Pechino nel 1988.


Di Giulia Mozzato


15 ottobre 2004