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Aleksandr Ikonnikov
Ultime notizie dal letamaio

“’La Russia, un impero che ha assoggettato centinaia di popoli, festeggia l’indipendenza? Ma l’indipendenza da chi? Da che cosa?’ Poi, però, senza starci a pensare più di tanto, capirono: l’indipendenza gli uni dagli altri, cioè lo Stato se ne infischia di te e tu te ne infischi dello Stato. Questo pensiero fu un sollievo per tutti, che quindi furono doppiamente felici dell’evento.”

Stiamo conoscendo sempre più gli scrittori russi di ultima generazione. Dopo Viktor Pelevin o Wladimir Kaminer, per citare solo due dei tanti autori interessanti tradotti negli ultimi anni (e non perdetevi la panoramica generale sulle nuove tendenze di questa letteratura offerta da Metamorfosi. Dieci racconti di narratori russi edito da Avagliano), ecco Aleksandr Ikonnikov, alla sua prima raccolta di racconti.
Del gruppo iniziale, raccolto sotto il titolo d’insieme Russia, grande Russia, il primo, La gamba, (folgorante e vagamente “gogoliano”) è breve e veloce, caustico e intelligente: è la vicenda stravagante (e un po’ raccapricciante) di una gamba amputata destinata a essere scambiata per l’ultimo resto di un uomo squartato e a scatenare una caccia al killer tanto seria quanto inutile.
Un Pu_kin contemporaneo appare invece tra le righe di Steppa, un racconto ambientato tra i militari, in cui un soldato creduto disperso riesce a svincolarsi da ogni dovere grazie alla generosità del colonnello.
È forse Cechov (come autore di racconti esemplari, ineguagliabili) a insinuarsi tra le righe di La favola del cavallo magico e L’ospite, nei quali la stupidità dei potenti e la rovina della nazione viene descritta con tono grottesco, quasi surreale. Mentre è il Michail Saltykov de I signori Golovlev a sfiorare Alë_a, la tragedia di un uomo, e di una patria, raccontata con leggerezza.
Più “dostoevskiani” i racconti raccolti nel secondo gruppo, Vicini, vicini, che entrano maggiormente nel privato, analizzando alcuni aspetti curiosi dell’animo umano. Un rapinatore e un rapinato (messo peggio di lui) diventano amici In una cittadina, una zingara, fredda in amore, si riscalda solo in un momento molto particolare... Affascinanti, ironici, intelligenti anche gli altri testi, che vengono presentati in quattro gruppi distinti: Tempi moderni, Villaggio infinito, Storie di vita, Dio sia con te. Tra i più divertenti La Festa dell’indipendenza, in cui, descrivendo la nascita di questa nuova festa nazionale, Ikonnikov racconta con grande autoironia alcuni aspetti del carattere e della società russi: dalla stupida burocrazia ancora in auge alla incapacità di organizzarsi, dalla scarsa passione per il lavoro all’esagerato consumo di alcolici, con ciò che ne consegue.

Ultime notizie dal letamaio di Aleksandr Ikonnikov
Titolo originale: Taiga Blues
Traduzione di Corrado Piazzetta e Sergio Vicini
167 pag., Euro 13,00 – Edizioni Guanda (Narratori della Fenice)
ISBN: 88-8246-663-9

Le prime righe

Russia, Grande Russia

La gamba


Una gelida sera di febbraio la mungitrice Krotova, litigando ubriaca con il marito, gli tagliò una gamba. Utilizzò una grande ascia per la legna. Gli diede un colpo talmente forte da mozzargli l'osso di netto, tanto che il medico del pronto soccorso non poté fare altro che recidere il lembo di pelle rimasto attaccato. L'uomo fu portato all'ospedale, la donna alla stazione di polizia. Poco prima di andarsene, d'un tratto uno dei poliziotti chiese: « E della gamba che ne facciamo? »
Tutti guardarono l'arto insanguinato, poi il capitano.
«Portiamola via» rispose l'ufficiale.
«Ma prima mettetela in un sacco. »
In macchina, dopo una breve consultazione, decisero di portare la gamba all'ospedale. Lì, però, non l'accettarono, dicendo che a loro non serviva e che il posto più adatto dove lasciarla era l'obitorio.
L'addetto di turno dell'obitorio diede un'occhiata nel sacco e fece un cenno di approvazione con la testa: « Bene, e il corpo dov'è? »
« Ecco » replicò il capitano, « il fatto è che il corpo è ancora vivo. »
«Ah, be', senza corpo non l'accettiamo di certo» rispose l'addetto con tono offeso, e chiuse rumorosamente la porta.
Deluso, il capitano riportò il sacco in macchina e guardò i suoi uomini con aria interrogativa.
«Non sono sicuro ma, per me, dobbiamo buttarla nel bosco.

© 2004 Ugo Guanda Editore


L’autore

Aleksandr Ikonnikov è nato nel 1974 presso Kirov ( l’odierna Vjatka, nella Repubblica Russa). Germanista di formazione, ha rinunciato presto all’interpretariato e al giornalismo per dedicarsi completamente alla scrittura. Ultime notizie dal letamaio è il suo primo libro.


Di Giulia Mozzato


15 ottobre 2004