ITALIA

Andrea Camilleri
La pazienza del ragno

“Tutto quello che succede nel nord, fascismo, liberazione, industrializzazione, da noi arriva con molto ritardo, come un’onda pigra. E quindi anche da noi qualche magistrato si risvegliò.”

Non c’è sangue, non ci sono assassini in quest’ultimo romanzo di Camilleri, anche se mai la sua scrittura ha prediletto l’effetto cruento per sollecitare il consenso del lettore. Eppure non manca la drammaticità, non manca la suspence, a dimostrazione che è possibile costruire un buon poliziesco anche senza compiacimenti macabri. Centro dell’indagine condotta da Montalbano è un rapimento. Il commissario, che nell’immaginazione del lettore ha ormai le fattezze di Zingaretti, è convalescente dal ferimento di cui era rimasto vittima alla fine del romanzo precedente, Il giro di boa, e non ha ancora ripreso servizio. Ma, nonostante la debolezza più psicologica che fisica che lo attanaglia (il pianto facile, un’amarezza e una disillusione generale nei confronti della realtà che lo circonda), si attiva subito a seguire le indagini su di un caso davvero inquietante: una bella ragazza, Susanna Mistretta, la cui famiglia è nota per non avere denaro, sembra essere stata rapita perché, alla fine di una normale giornata di studio a casa di un’amica, è inspiegabilmente scomparsa. I colloqui con il padre, un uomo distrutto dalle gravissime condizioni di salute della moglie prossima alla morte, e con lo zio paterno sembrano rendere sempre più oscuro il caso. Quasi all’improvviso si ha però una svolta: il rapimento viene rivendicato in una drammatica telefonata, è chiesto un riscatto, e si viene a conoscenza dell’esistenza di un altro familiare a cui va attribuita sia la catastrofe finanziaria della famiglia Mistretta sia la fatale forma depressiva della madre.
Quando però il caso sembra del tutto risolto, e la ragazza rilasciata, alcune incongruenze creano in Montalbano l’urgenza di capire, di arrivare alla verità che l’apparenza dei fatti sembra nascondere. È pura curiosità intellettuale, anzi morale, quella che spinge il commissario ad approfondire la vicenda e non ha nessuna intenzione di dare ufficialità e pubblicità alle proprie scoperte: è per sé, per avere ancora qualche speranza negli uomini, che vuole sapere come sono andate le cose.
Un romanzo anomalo in cui il vero colpevole non può essere assicurato alla giustizia perché le sue responsabilità non hanno una valenza giuridica, e l’unica condanna con cui lo si può punire è il giudizio pubblico negativo, è il disprezzo della collettività.

La pazienza del ragno di Andrea Camilleri
255 pag., Euro 10.00 – Edizioni Sellerio (La memoria n.623)
ISBN 88-389-1998-4

Le prime righe

Uno


S'arrisbigliò di colpo, sudatizzo, col sciato grosso. Per qualichi secondo non capì indovi s'attrovava, doppo fu il respiro leggero e regolare di Livia addrummisciuta allato a lui a riportarlo alle dimensioni accanosciute e rassicuranti. Era nella so càmmara di letto a Marinella. A tirarlo fora dal sonno era stata una fitta gelida come una lama alla ferita della spalla mancina. Non ebbe bisogno di taliare il ralogio sul comodino per sapiri che erano le tri e mezza di notte, per la precisione le tri, ventisette primi e quaranta secondi. Gli capitava accussì da vinti jorni, tanti ne erano passati da quella nuttata che Jamil Zarzis, trafficante di picciliddri extracomunitari, gli aviva sparato ferendolo e lui aviva reagito ammazzandolo, vinti jorni, ma lo scorrere del tempo si era come inceppato a quel momento preciso. Tac aviva fatto un ingranaggio in quella parte della so testa indovi si misurava il passari delle ore e dei jorni, tac, e da allura se dormiva s'arrisbigliava se invece era vigilante c'era come un misterioso, impercettibile fermo immagine delle cose torno torno a lui.

© 2004 Edizioni Sellerio


L’autore

Andrea Camilleri è nato a Porto Empedocle (Agrigento) nel 1925. Ha lavorato a lungo come sceneggiatore e regista teatrale e televisivo, producendo le famose serie del commissario Maigret e del tenente Sheridan. Esordisce come romanziere nel 1978, con Il Corso delle cose.
Gli altri romanzi: La prima indagine di Montalbano, La forma dell'acqua, II cane di terracotta, II ladro di merendine, La voce del violino, La gita a Tindari, La scomparsa di Patò, L'odore della notte, II giro di boa, La strage dimenticata, La stagione della caccia, La bolla di componendo, II birraio di Preston, II gioco della mosca, Un filo di fumo, La concessione del telefono, Il corso delle cose, Il re di Girgenti, La presa di Macallè, Gli arancini di Montalbano, Un mese con Montalbano, La mossa del cavallo, Storie di Montalbano, La paura di Montalbano.
È visibile inoltre l’intervista allo scrittore.


Di Grazia Casagrande


15 ottobre 2004