La biografia


Clara Sereni
Le merendanze

“Svetlana prova ad aiutare Giulia e così si avvicinano un po’, Valentina prende a raccontare del Natale al suo paese e la curiosità, l’attenzione delle altre sono reali: perché lo spazio che intercorre fra i cibi che hanno di fronte e quelli – strani, diversi – di cui lei parla, quello spazio tutte sentono di poterlo attraversare.”

Un pranzo di Natale fra donne che si conoscono appena, dà il via a un processo di condivisione e di consapevolezza che conferirà a tutte loro più fiducia in se stesse e negli altri. Di questo parla il romanzo di Clara Sereni, un’epopea femminile che, pur descrivendo tante storie di solitudine, di insoddisfazione e di disagio, non si limita a prendere atto delle carenze che affiggono la nostra società, ma indica modi e strumenti di un’etica possibile.
Il racconto prende il via da frammenti di vite diverse: Giulia, che è stata abbandonata prima dal marito e poi sfuggita dal figlio per il suo atteggiamento di vittima predestinata; Laura, che gode di un’armoniosa vita familiare ma non sa fare posto alla madre anziana; Lucilla, avvocato in carriera che ha trascurato gli affetti; Francesca e Caterina, una coppia messa in crisi da problemi economici e da una patologia psichiatrica, e infine un gruppo di immigrate di una Casa d’accoglienza, sono i personaggi che s’incrociano per caso in occasione di un gesto di buona volontà: invitare dei diseredati al pranzo natalizio. L’esperienza, incominciata nell’impaccio e nell’esitazione, si rivela gratificante e apre a poco a poco nuove prospettive, nate dall’esigenza di rivedersi per raccogliere fondi per la Casa d’accoglienza e dall’inconfessata ricerca di compensare le scontentezze e le paure che ciascuna, per motivi molto diversi, cova in sé.
Mobilitando sapienze femminili dimenticate o trascurate, il gruppo di nuove amiche inventa il “merendanzo”, una merenda-pranzo per ospiti paganti, affiancata da un mercatino di oggetti insoliti e creativi fatti da loro. Clara Sereni, che da sempre affianca all’attività di scrittrice quella dell’impegno civile, in questo suo libro, come del resto negli altri, ha conciliato i due filoni, offrendo una lettura non solo piacevole e intensa dal punto di vista letterario, ma che “resta dentro”, si potrebbe dire, per gli stimoli morali – e niente affatto moralistici – che sa suggerire.

Le merendanze di Clara Sereni
Pag. 236, 15,00 euro – Edizioni Rizzoli
ISBN 88-17-00300-X

Di Daniela Pizzagalli

le prime pagine
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Il grosso coltello cala con regolarità sulla fetta di filetto, spessa e sanguinolenta. Tanti colpi fitti, netti, prima in orizzontale, poi in verticale. Arrivata al margine, lì dove una minuscola scaglia di grasso macchia appena di bianco il rosso compatto della carne, Giulia fa ruotare di quarantacinque gradi quasi esatti il tagliere, in modo che anche i colpi sulle due diagonali cadano precisi, e nessuna fibra sfugga al suo destino.
Con il dorso del coltello, attenta a non perdere neanche una goccia del sangue che suo figlio considera prezioso, trasferisce in una terrina la carne ormai ridotta in poltiglia. L’uovo sodo è già pronto, senza il guscio: basta separare l’albume, e mescolare il tuorlo alla carne.

© 2004 Rizzoli Editore

biografia dell'autrice
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Clara Sereni è nata a Roma nel 1946, e vive a Perugia. Ha pubblicato Sigma Ipsilon (1974), Casalinghitudine (1987) Manicomio primavera (1989) Il gioco dei regni (1993), Eppure (1995), Passami il sale (2002) e ha partecipato ai volumi collettivi Mi riguarda (1994) e Si può! (1996). Ha raccolto alcuni dei suoi interventi per quotidiani e convegni in Taccuino di un’ultimista (1998). È presidente della Fondazione “La città del sole” – Onlus, che costruisce progetti a favore di persone con handicap psichico e mentale.




8 ottobre 2004