NON SOLO FICTION

Furio Biagini
Il ballo proibito
Storie di ebrei e di tango

“Non è certo compito di una modesta prefazione dare un giudizio su un libro, ma mi sento di suggerire al lettore che per caso incappi in queste poche righe di non esitare, di portarsi a casa questo volume e di leggerlo per diventare più ricco di conoscenze e di emozioni.” Moni Ovadia

È già trascorso circa un anno dall’uscita nelle librerie di questo saggio di Furio Biagini, ma ora arriva l’occasione giusta per parlarne nelle pagine di Café Letterario. Dal 16 al 18 ottobre 2004 sarà infatti organizzata la manifestazione “Due mondi e una rosa” (Torino “Espace” – Rivoli “Maison Musique”), una rassegna di cultura ebraica tra Italia e Argentina nella quale troverà ampio spazio anche il tema di questo studio, incentrato sulle relazioni tra gli ebrei esuli e la comunità locale, complessa mescolanza di culture generatrice di un ricco substrato popolare e di una vivace intellettualità.
È un viaggio nella storia di un paese che conosciamo davvero troppo poco e che viceversa è stato importante non solo per la corrente migratoria in entrata, ma anche per l’ondata di riflusso che dall’America meridionale è riapprodata nella vecchia Europa, portando nella risacca nuove idee e fermento intellettuale. Così è avvenuto per il tango, un “genere musicale complesso, un’invenzione multiforme nata dall’incontro dei creoli argentini o uruguayani con gli stranieri che giungevano nel Nuovo Mondo, impregnati di cultura di ballo popolare. Musica e danza, canzone e modalità del sentimento, filosofia e fenomeno sociale è il risultato dell’ibridazione, il mix di molte culture, il frutto dell’influenza di molti popoli, il prodotto del risentimento dei nativi e della tristezza degli immigrati”. A cavallo tra l’Ottocento e il Novecento quel flusso migratorio ha portato in Argentina, tra i tanti europei, anche un’alta percentuale di ebrei, prevalentemente russi, polacchi, rumeni e ucraini. La loro influenza è stata fondamentale per lo sviluppo di una nuova forma tra musica e danza: il tango. Il saggio si articola in tre grandi tematiche: una parte introduttiva dedicata al rapporto tra l’Argentina e gli ebrei, un nucleo centrale in cui viene tracciata una dettagliata storia del tango e un’ultima parte dedicata allo stretto rapporto tra questo genere musicale e gli ebrei che si espande largamente nella musica klèzmer. A segnare questo rapporto sono stati alcuni protagonisti dei quali Biagini traccia brevi biografie: cantanti, direttori d’orchestra, violinisti, pianisti, bandoneonisti e altri strumentisti, impresari e attori. Su tutti spicca Jevel Katz, autore di circa 650 composizioni originali comprese parodie in yiddish-spagnolo su melodie di canzoni popolari, rumbe e tanghi. “Il suo funerale fu, dopo quello di Gardel, il più straordinario evento pubblico nella storia di Buenos Aires: tra le 35.000 e le 40.000 persone seguirono il feretro che attraversò i quartieri ebraici della città diretto al cimitero di Liniers”. In Appendice, infine, testi e musiche di canzoni e tanghi yiddish.

Il ballo proibito. Storie di ebrei e di tango di Furio Biagini
VI -174 pag., Euro 15,00 – Edizioni Le Lettere (Biblioteca di Nuova Storia Contemporanea n. 9)
ISBN: 88-7166-750-6

Le prime righe

Gli uomini discendono dalle scimmie, i messicani dagli
aztechi, i peruviani dagli incas, ma gli argentini dai battelli.

(Proverbio anonimo)

PREMESSA

II legame tra tango e immigrazione europea non è un tema nuovo. Molti hanno scritto della influenza spagnola e di quanto la habanera e il tango andaluso palpitino nei tanghi sensuali e vigorosi della belle époque argentina. Rispetto al contributo italiano è stato fatto notare spesso come le arie malinconiche del tango canzone risentano della nostalgia italiana, tipica della cultura operistica e della canzonetta. Inoltre, è certo che gli europei immigrati nel paese socializzarono questa musica antica, traendola dai postriboli e dai bassifondi delle periferie per introdurla nei salotti e nelle feste dell'emergente classe media. Tuttavia, poco si sa in Europa dell'apporto ebraico al tango che resta ancora un terreno inesplorato della storia culturale argentina. Eppure, nell'intreccio che ha generato la formazione di questo mondo espressivo, gli immigrati ebrei esteuropei hanno avuto un ruolo non secondario, anche se questo non è l'unico merito culturale che gli Ostjuden possono vantare nella produzione musicale - si pensi al Klèzmer o alla loro presenza nel Jazz. Non che il tango sia una musica "ebraica". Tutt'altro, ma è certo che nel mosaico complesso di quest'originale produzione della terra argentina ci sia anche un'impronta ebraica. Lo documentano i nomi di famiglia dei virtuosi che si dedicarono a questa forma artistica, anche se l'elenco è approssimativo in quanto i cognomi originari si perdevano, e quelli d’arte erano adottati di solito per celare la propria ebraicità.

© 2004 Casa Editrice Le Lettere


L’autore

Furio Bigini (Pistoia 1954) è docente di Storia dell’ Ebraismo presso l’Università degli Studi di Lecce. Autore di saggi e articoli sul sionismo e la storia del movimento operaio ebraico, ha pubblicato Nati altrove. Il movimento anarchico ebraico tra Mosca e New York e Mussolini e il sionismo.


Di Giulia Mozzato


8 ottobre 2004