SCRITTORI: LE VITE

Javier Marías
Vite scritte

“Non ha molto senso tentare di trarre conclusioni né regole sulle vite degli scrittori in generale prendendo le mosse da questi ritratti: quello che io mostro in essi è decisamente parziale, e proprio in quanto è stato scelto e in quanto è stato omesso risiede anche l’esito possibile o mancato di questi brani.”

Ironia e leggerezza, una visione asettica e distaccata dell’opera, evitando palesemente una presa di posizione critica nei confronti degli autori “raccontati”: questo il taglio dato da Marías alle brevi biografie raccolte nel volume, indubbiamente divertente. Sono scrittori “pescati” nelle letterature più disparate: “mi sono posto come unica condizione che tutti fossero morti - scrive Marías nella Premessa - e ho accantonato la possibilità di occuparmi di spagnoli”. Di ognuno (per 5-6 pagine in totale e per 26 autori) vengono raccontati particolari curiosi dell’esistenza, sfaccettature meno note del carattere, piccoli segreti celati sino alla morte. A inaugurare l’opera ecco Faulkner, con la sua avversione per la posta: “alla sua morte furono ritrovate pile di lettere, pacchi e manoscritti inviati da ammiratori che lui non aveva mai aperto. In realtà apriva soltanto le lettere che gli mandavano la case editrici, e queste con molte precauzioni: faceva una piccola incisione e le scuoteva per vedere se spuntava un assegno. Se non era così, la lettera passava a far parte di quel che può aspettare in eterno”. Parlando di Conrad Marías ricorda come fosse un pericolo per la sicurezza familiare a causa della sua abitudine a dimenticare sigarette accese in giro per la casa: “sua moglie, Jessie, era rassegnata a che i libri, le lenzuola, le tovaglie e i mobili fossero pieni di bruciature, ma visse per anni in stato d’allerta per evitare che capitasse a suo marito di bruciarsi gravemente”. Joyce è inchiodato al suo carattere altezzoso da un’affermazione della moglie Nora Barnacle, “che non si era degnata di leggere il suo Ulisse e l’aveva definito un fanatico”. Di Henry James Marías racconta aneddoti esilaranti sul suo perfezionismo linguistico e, parlando di Robert Louis Stevenson, ricorda le lettere irritate inviate all’amico trasferitosi nei Mari del Sud, chiedendogli di “ritornare in Europa per fargli compagnia e di lasciar stare le stupidaggini”. Di Conan Doyle l’abilità di investigatore che in prima persona risolse almeno tre “casi” a lui direttamente affidati. La piccola biografia di Rainer Maria Rilke si apre sulla sua assoluta indifferenza per le critiche del vecchio Tolstoj; quella di Thomas Mann da una incredibile affermazione: “secondo Thomas Mann, qualunque romanzo privo d’ironia risultava insulso, e tuttavia riteneva che i suoi fossero percorsi da cima a fondo da quel dono, convinzione alquanto straordinaria se si conoscono alcuni dei suoi romanzoni più famosi”. Emily Brontë era troppo riservata e taciturna, al punto di rispondere a monosillabi; Violet Hunt al contrario una gran chiacchierona che amava partecipare a mille e una festa; e Vernon Lee veniva definita da James “una gatta selvatica” seppure le riconosceva un intelletto superiore... Avete capito il taglio dell’opera? Vi siete incuriositi?

Vite scritte di Javier Marías
Titolo originale: Vidas escritas
Traduzione di Glauco Felici
XVIII-211 pag.,ill., Euro 21,00 – Edizioni Einaudi (Saggi n. 861)
ISBN: 88-06-17045-7

Le prime righe

Premessa


L'idea iniziale di questo libro proviene da un altro a cui ho preso parte: nell'antologia di singolarissimi racconti intitolata Cuentos ùnicos e che ho pubblicato nel 1989 (Ediciones Sirue-la, Madrid), ogni brano era preceduto da una breve nota biografica su quelli totalmente sconosciuti. Sconosciuti al punto che a volte i dati di cui disponevo erano minimi e neppure verificabili, di sicuro frammentari e spesso tanto bizzarri da sembrare inventati, come ha creduto più di un lettore che con coerenza ha perfino messo in dubbio l'autenticità dei racconti. La verità è che se si fossero lette tutte di seguito, quelle brevissime biografie avrebbero formato un altro racconto, sicuramente non meno unico e spettrale degli altri.
Credo, e ho creduto allora, che questo fosse dovuto non soltanto ai dati sparsi e intriganti su cui potevo contare riguardo a quegli autori perduti e oscuri, ma anche alla maniera di trattarli, e ho pensato che altrettanto si sarebbe potuto fare con gli scrittori più in voga e rinomati, sui quali, al contrario, chi sia curioso può conoscere sino all'ultimo dettaglio, in consonanza con l'epoca di erudizione esauriente e tante volte inutile in cui ci troviamo a vivere da quasi un secolo. L'idea era, insomma, di trattare questi letterati, conosciuti da tutti, come personaggi da romanzo, che poi è probabilmente la maniera in cui tutti gli scrittori intimamente desiderano vedersi trattati, al di là della fama o dell'oblio.

© 2004 Giulio Einaudi Editore


L’autore

Javier Marías è autore di Un cuore così bianco, Domani nella battaglia pensa a me, L'uomo sentimentale, Malanimo, Tutte le anime, Nera schiena del tempo, Quand’ero mortale, Selvaggi e sentimentali. Storie di calcio e Il tuo volto domani. Vol. 1: Febbre e lancia.


Di Giulia Mozzato


8 ottobre 2004