AMERICA LATINA

Paolo Hutter
Diario dal Cile. 1973, 2003

“Quindici, venti minuti così e poi in ginocchio, in un corridoio scavato nel cemento, grande, deve essere il ventre dello stadio, gli spogliatoi. Non posso alzare la testa per guardare, rischio una legnata, ufficiali e soldati ci passano di fianco, un ufficiale medico lo sento che passa…”

“I due spogliatoi in cui ho vissuto ammassato per tre settimane sono stati ristrutturati. Sono più larghi e di un bel granito pulito i lavandini sui quali riposavamo a turno quando lo spogliatoio era più affollato e non c’era posto per dormire tutti a terra, e dove riunivamo i delegati ‘delle nazioni’, noi stranieri…”

Le due frasi riportate rappresentano pienamente lo spirito di questo libro autobiografico, un doppio diario redatto a distanza di trent’anni l’uno dall’altro e recentemente pubblicato da il Saggiatore.
Paolo Hutter è molto noto ai milanesi e ai torinesi per il suo impegno ambientalista e in difesa dei diritti civili e i meno giovani ben ricordano la sua militanza in Lotta Continua e gli articoli “cileni” pubblicati sul giornale omonimo. Forse proprio per questo è con particolare piacere che oggi si possono rileggere, pubblicate in volume, chiosate e completate anche da alcune informazioni al tempo taciute o autocensurate per timore di incorrere in possibili maggiori guai, le note stilate su pezzetti di carta o scatole di sigarette da Hutter durante i lunghi giorni di detenzione nel tristemente noto stadio di Santiago.
Ugualmente interessante è la seconda parte di questo Diario: il Cile e la sua capitale visti a trent’anni di distanza dal golpe di Pinochet; i ricordi ancora vivissimi di allora confrontati con la realtà piena di contraddizioni dell’oggi; i vecchi compagni e i giovani cileni di fronte alla tragedia di Allende e al significato di quella esperienza, importantissima anche per l’elaborazione culturale e politica italiana.
Senza alcuna forma di malinconica retorica da “reduce”, ma con una lucida attenzione alle trasformazioni legate al liberismo imperante in quel Paese e alla globalizzazione non solo dei mercati ma anche delle tensioni e dei movimenti new global, Hutter ci propone un confronto duro e affettivamente coinvolto tra un passato ancora bruciante, che porta con sé un carico di morti ancora indefinito e per i quali non è stato pagato alcun debito e un presente difficile, in bilico tra rimozione e memoria.

Diari dal Cile. 1973, 2003 di Paolo Hutter
Introduzione di Jaime Riera Rehren
157 pag., Euro 13,50 – Edizioni il Saggiatore (Terre. Idee)
ISBN: 88-428-1190-4

Le prime righe

PRIMA PARTE
Cile 1973

A Santiago del Cile, nella soleggiata mattina del 15 settembre 1973, quattro giorni dopo il colpo di stato, un ragazzo italiano frustrato e innervosito dall'impotenza forzata del coprifuoco decide di darsi da fare, di tentare contatti e interviste con i dirigenti della sinistra abbattuta dai militari. Si ricorda l'indirizzo del militante socialista Fernando Polle, nelle "borghesi" Torres San Borja, non si rende conto degli agenti in borghese all'ingresso e capita proprio nel momento in cui lo stanno arrestando.
Il sottufficiale dei carabineros ordina al ragazzo italiano di seguirli. «Voglio parlare con la mia ambasciata.» «Dopo, dopo, adesso tenga le mani alzate e venga con noi.» Gli arrestati vengono sbattuti faccia a terra su un pullman carico di altri rastrellati e fatti scendere all'Esta-dio nacional, trasformato in campo di concentramento.
Ero io quello studente ventenne torinese, ed è così che sono diventato prima un mezzo "desaparecido", poi un mezzo "eroe per caso", e comunque un testimone privilegiato.

© 2004 Gruppo editoriale il Saggiatore


L’autore

Paolo Hutter, nato a Torino, esordisce come giornalista sul quotidiano Lotta Continua con i diari della sua prigionia nell’Estadio nacional di Santiago del Cile.
Nel 1975 passa ai microfoni di Canale 96 e, in seguito, di Radio Popolare per ventidue anni. Consigliere comunale a Milano dal 1985 al 1997, assessore per i Verdi a Torino dal 1999 al 2001, collabora con varie testate e attualmente cura il sito www.ecodallecitta.it.
Nel sito www.dalcile.it l'autore ha raccolto fotografie e altri documenti dei due viaggi in Cile.


Di Grazia Casagrande


1 ottobre 2004