AMERICA LATINA

María Seoane
Argentina. Paese dei paradossi

“… si deve osservare che il modello neoliberale applicato con una cieca obbedienza ai guru del mercato onnipotente attraversò i regimi politici più diversi – prima la dittatura e poi la democrazia – e lasciò dietro di sé una crisi incomprensibile agli occhi del mondo.”

In questo saggio la Seoane traccia una rapida storia dell’ultimo secolo di un Paese da noi italiani sentito strettamente vicino: l’Argentina. Ma non sono tanto le vicende prettamente storiche ad avere il peso maggiore in questo testo, quanto tutta l’atmosfera culturale e sociale che ha accompagnato, commentato e talvolta determinato, gli stessi eventi.
Già nella prefazione l’autrice propone in estrema sintesi i temi che verranno poi più ampliamente espressi nel corso del libro: l’esistenza di due fondamentali movimenti popolari, il radicalismo e il peronismo; la serie di golpe militari per contrastare i tentativi dei “due movimenti popolari di creare una società democratica, autonoma dai centri di potere mondiali”. La sanguinosa dittatura che ha dolorosamente reso noto il termine desaparecido per indicare i troppi innocenti fatti sparire dal regime; il periodo di benessere economico che faceva presupporre un futuro radioso per l’Argentina; la scelta sconsiderata di svendere il patrimonio nazionale, per una forsennata mania privatistica e la recente, drammatica crisi economica tuttora, nonostante il positivo tentativo di Kirchner di ridare al paese stabilità politica, condizionante le sorti della popolazione.
Gli anni tra il 1930 e il 1955 sono quelli del “fascismo creolo” di Uriburu, di quello militare di Justo in cui la dipendenza dell’Argentina dal capitale inglese divenne assolutamente esplicita, della nascita dei movimenti operai, ma anche del sorgere dell’astro di Borges. Caduto Justo nel ’38, la situazione argentina era fiorente, aveva pianto la morte di Gardel, ma già era sorto il talento di Astor Piazzola: era insomma finito il cosiddetto “decennio infame”. E proprio allora apparve chi riuscì a capire quel momento convulso, ma fondamentale: Péron.
Senza ripercorrere qui l’analisi delle fasi più recenti della storia Argentina compiuta da Maria Seoane, si suggerisce la lettura di questo saggio proprio per la sua valenza estremamente ampia: alcune scelte sbagliate, così drammaticamente pagate dalla popolazione di quel Paese, sembrano fascinare troppi governi del mondo ed è davvero utile presentare in modo chiaro le conseguenze economiche e sociali di un liberismo senza regole.

Argentina. Paese dei paradossi di María Seoane
Traduzione di Riccardo Campa
XIII-247 pag., Euro 15,00 – Edizioni Laterza (I Robinson. Letture)
ISBN: 88-420-6941-8

Le prime righe

Prefazione

La crisi dell'Argentina ha gettato ombre sul mondo. Questo paese, di oltre 36 milioni di abitanti, era considerato uno di quelli socialmente più equilibrati dell'America Latina, con l'indice di analfabetismo più basso di tutta l'area, un forte ceto medio, la maggioranza della popolazione concentrata nelle città, un livello di tutto rilievo nella formazione e, fino al 1976, una partecipazione dei lavoratori al Pil che superava il 40 per cento. L'Argentina, oggi devastata dalla fame all'interno, produce cibo a sufficienza per sfamare una popolazione dodici volte più grande della propria, ossia quasi la metà della popolazione della Cina e quasi l'intera popolazione dell'Europa, a parte la Russia. Il mondo fatica a capire come mai un paese con un territorio così vasto, ricco di risorse naturali e umane, noto per talenti come Jorge Luis Borges, Astor Piazzolla e anche Diego Armando Maradona, e che fu la patria di Eva Perón e di Che Guevara, due grandi miti politici ormai universali, sia potuto precipitare in una crisi così profonda. Le spiegazioni sono varie e complesse. E per trovarne le radici bisogna risalire alla formazione dell'Argentina moderna a partire dagli inizi del XX secolo.
In quel torno di tempo, mentre da un lato si allargava e si affermava una élite che basava il suo potere sulla rendita fondiaria e impiantava un sistema politico oligarchico e conservatore, dall’altro la società argentina assumeva una conformazione cosmopolita, caratterizzata dalle numerose ondate immigratorie della fine del XIX secolo e degli inizi del XX.

© 2004 Giuseppe Laterza & Figli


L’autrice

María Seoane ha lavorato in Italia e in Messico, dove è vissuta durante gli anni della dittatura.
Dal suo ritorno in Argentina è editorialista per “Clarin”, la più importante pubblicazione argentina in lingua spagnola. Tra i suoi volumi più noti: La noche de los lápices (La guerra dei lápis), Todo o nada, una biografia del più importante capo della guerriglia degli anni Settanta, El burgués maldito, biografia di uno dei leader della borghesia argentina, El Dictador, una biografia di Videla che spiega le logiche nascoste dello Stato del terrore, e infine El saqueo de la Argentina.


Di Grazia Casagrande


1 ottobre 2004