SCRITTURA AL MASCHILE

Yu Hua
Le cose del mondo sono fumo

“Mentre camminava, Liu Sheng ricordava la prosperità del passato, che gli appariva ora simile a un sogno. Le cose del mondo sono come il fumo, scompaiono nello spazio di un istante. Senza rendersene conto si ritrovò davanti al tempio. Lo splendore era diventato una rovina.”

Sono storie minime gli otto racconti di Yu Hua. Fiabe dal sapore moderno, avvolte in atmosfere rarefatte e un po’ surreali, nelle quali i contorni della realtà quotidiana si dissolvono per rivelare i risvolti tragici e al tempo spesso sorprendenti nascosti nelle pieghe di una normalità paradigmatica.
Adottando toni sempre diversi, dal comico al grottesco, dal commovente all’ironico, Yu Hua ci parla di un mondo irrimediabilmente crudele e indifferente, che, svuotato dei valori tradizionali, è giunto ormai alla propria disintegrazione.
Sullo sfondo l’immagine di una Cina un po’ sbiadita, fatta di spazi infiniti e desolati orizzonti, lungo i quali si muovono i personaggi alla ricerca di qualcosa che sono destinati a non trovare. Una metafora della vita, concepita come un viaggio solitario e tormentato verso l’ignoto, la cui monotonia è interrotta da incontri casuali e irrilevanti. Tutto è avvolto in un silenzio ancestrale, in una sensazione di vuoto capace di restituire al lettore il senso del tempo che scorre: il ricordo del passato, il brivido del presente e il nulla del futuro. Unica compagna di viaggio, vicina e palpabile, è la morte.
L’impossibilità di stabilire rapporti autentici, l’incapacità di andare oltre se stessi costringono i personaggi a un destino di solitudine, antica e insuperata. Questa condizione di alienazione è penetrata a tal punto nell’animo degli uomini da renderli simili a freddi automi, privi di emozioni e di sentimenti nel loro agire, brutali nelle relazioni con gli altri. Eppure attraverso i loro gesti distaccati e indifferenti traspare tutta l’angoscia della consapevolezza di un destino inesorabile e di un’esistenza che si annuncia priva di senso.
L’autore spoglia dunque la condizione dell’uomo nel mondo di tutto ciò che è superfluo, restituendo alla vita i suoi momenti essenziali e imprescindibili.
Di fronte a questa irreale atmosfera di abbandono e distruzione, nella quale la vita si rivela indissolubilmente legata alla morte, il lettore riconosce l’insita precarietà di ogni cosa e insieme la necessità di aggrapparsi nuovamente alla propria esistenza. E in questo stesso atto riacquista la consapevolezza di essere vivo e la gioia di riscoprirlo.
La raccolta di Yu Hua si rivela così, inaspettatamente, un inno alla vita e al mistero della sua irripetibilità.

Le cose del mondo sono fumo di Yu Hua
A cura di Maria Rita Mascii
Pag. 195, Euro 11,50 - Edizione Einaudi
ISBN: 88-06-15007-3

Le prime righe

Sangue e fiori di pruno

I.

Erano ormai passati quindici lunghi anni da quando Ruan Jinwu, il maestro della sua generazione, morì per mano di due esponenti eterodossi del circolo delle arti marziali. Nella memoria del figlio, Ruan Haikuo, che aveva all’epoca cinque anni, il cielo si era riempito di foglie insanguinate.
La moglie di Ruan Jinwu aveva perso la bellezza di un tempo, e sulla sua testa i capelli bianchi crescevano vigorosi come erbe selvatiche. Dopo quindici anni, la fama di Ruan Jinwu che brandiva la spada dei fiori di pruno si era dissolta nel mondo delle arti marziali, come la bellezza di sua moglie. Sopravviveva invece nella nuova generazione dei giovani cavalieri erranti la leggenda della spada dei fiori di pruno. Quando questa si copriva di sangue, bastava scuoterla leggermente perché si staccasse dalla lama, come una pioggia di fiori di pruno. Sulla spada restava solo una macchia indelebile a forma di fiore di pruno. L’arma era passata di mano in mano per generazioni, e quando era finita in quelle di Ruan Jinwu contava settantanove macchie. Ruan Jinwu aveva fatto il cavaliere errante per vent’anni, e vi aveva aggiunto altri venti fiori. Quando la spada veniva sfoderata, la luce del sangue brillava tutt’attorno.
La misteriosa morte di Ruan Jinwu era un enigma di difficile soluzione che angustiava da quindici anni il cuore della moglie.

© 2004 Giulio Einaudi editore


L’autore

Yu Hua è nato ad Hangzhou nel 1960. È uno dei maggiori scrittori cinesi contemporanei. Fra le sue opere: Torture, Cronache di un venditore di sangue, L’eco della pioggia.


Di Paola Bonfanti


1 ottobre 2004