STORIE DI DONNE

Ángeles Mastretta
Male d’amore

“Non lo vedeva da quasi quattro anni e, sebbene fosse serena e il suo cuore fosse trattato bene come non mai, Emilia sapeva – come chi sa di avere due occhi, e non per questo vive pensandoci in continuazione – che il suo corpo conservava immutata la venerazione per l’altro uomo della sua vita.”

Uno straordinario romanzo d’amore che in cui la vicenda narrata è collocata in Messico tra Ottocento e Novecento, periodo denso di rivoluzioni e di travagli politici e sociali. Protagonista è una giovane donna, Emilia Sauri, profondamente libera e anticonformista, colta e coinvolta nelle vicende rivoluzionarie del suo Paese che però cerca di affrontare senza utilizzare come strumento di lotta la violenza. Ma la nota che rende questo romanzo tutt’altro che banale è la vicenda sentimentale di Emilia. Ama due uomini contemporaneamente, entrambi con sincerità e onestà, soddisfacendo, attraverso il rapporto con ognuno di loro, due diverse parti di se stessa: quella che ha maggior bisogno di sicurezza e di stabilità e quella, più passionale, che ha nello spirito avventuroso e sensuale la propria espressione. Per questo Daniel, il rivoluzionario, la farà soffrire, ma la terrà sempre stretta a sé con una fisicità da cui Emilia non sa e non vuole prescindere, rappresenterà per tutta la sua vita l’amante ideale e l’utopia rivoluzionaria. E Antonio Zavalza, il generoso medico che si dedica instancabilmente a curare le vittime della guerra civile, le starà sempre vicino, consolando il male d’amore che Daniel inesorabilmente le procura, sarà il compagno di una vita, il padre dei suoi figli (Emilia attribuirà solo a lui la paternità dei tre figli che ha), condividerà con lei la passione per la medicina e quella per il proprio Paese.
La Mastretta è particolarmente ricca di sensibilità nel presentare la figura di Emilia di cui mette in mostra tutta l’onestà affettiva. È possibile, ma forse troppo difficile, avere un duplice amore.
In parte la situazione del Messico viene presentata al lettore anche attraverso le notizie che Emilia riceve nelle lettere che i genitori, gli amici e i due innamorati le scrivono quando è lontana dal Paese. Con questo stratagemma protagonista e lettore sono posti sullo stesso piano anche se, nella donna, sono messe in evidenza le emozioni e le paure collegate alla sorte di chi ama, e in particolare di chi la rivoluzione la sta combattendo, cioè Daniel.
Il tema non è del tutto nuovo e, anche senza pensare allo splendido Jules et Jim di Roché (ma il pensiero più che al romanzo va all’omonimo film di Truffaut) che elabora il tema in modo molto diverso, il tormento che la trasgressività di un duplice amore provoca rientra nell’elaborazione letteraria di tutti i tempi. Eppure la Mastretta è riuscita a costruire un romanzo originale grazie anche alla tematica storica e politica che si intreccia a quella sentimentale e alla vena vagamente femminista che si intuisce nella costruzione della figura di Emilia.

Male d’amore di Ángeles Mastretta
Titolo originale: Mal de Amores
Traduzione di Silvia Meucci
Pag. 333, Euro 11.50 – Edizioni Giunti (Superastrea)
ISBN: 88-09-03733-2

Le prime righe

1.

Diego Sauri era nato in una piccola isola che ancora oggi affiora nel Caribe messicano. Un'isola intrepida e solitària, dove l'aria è una sfida continua di aromi intensi e carichi di ventura. A metà del XIX secolo tutta la terra ferma o galleggiante di quel grembo naturale apparteneva allo stato dello Yucatán. Le isole erano state abbandonate per le continue scorrerie dei pirati che attraversavano la pace di quei mari e le loro venti sfumature d'azzurro. Soltanto dopo il 1847 gli uomini fecero ritorno a quelle spiagge.
L'ultima ribellione dei maya contro i bianchi che occupavano quel territorio fu lunga e sanguinosa, come poche nella storia del Messico. Uniti attorno al culto misterioso di una croce col dono della parola e armati di machete e fucili inglesi, i maya si lanciarono contro tutti coloro che abitavano la selva e le coste su cui un tempo regnavano i loro antenati. Per sfuggire a quel massacro, che prese il nome di "guerra di casta", molte famiglie si spinsero fino alle spiagge bianche e al cuore verde dell'isola delle Donne.
Appena sbarcati, i nuovi abitanti, creoli e meticci, gente che discendeva da viaggiatori incalliti e da incroci azzardati e che non aveva altro da difendere se non la propria vita, stabilirono che ognuno sarebbe diventato padrone della terra che fosse stato in grado di dissodare. E fu così che, strappando erbacce e rovi, i genitori di Diego Sauri si impossessarono di un tratto di spiaggia diafana e di una lunga frangia di terra, a metà della quale costruirono la casupola dove sarebbero nati i loro figli.

© 2004 Giunti Editore


L’autrice

Àngeles Mastretta (Puebla 1949), apre la sua carriera letteraria come giornalista, e si afferma poi negli anni Ottanta come scrittrice di narrativa sulla scena messicana, e ben presto mondiale, con il romanzo Strappami la vita. L'apprezzamento della critica, i premi letterari e l'adesione del pubblico a questa prima opera -arrivata nel giro di pochi anni a vendere oltre un milione di esemplari - sono stati riconfermati dal grande successo di Donne dagli occhi grandi e Male d'amore. Oltre ai romanzi, ha pubblicato tre raccolte di racconti e riflessioni, Puerto Libre, Il mondo illuminato e Il cielo dei leoni.


Di Grazia Casagrande


24 settembre 2004