DA MANTOVA

Gianrico Carofiglio
Il passato è una terra straniera

“Quello che succede davvero è nascosto fra le pieghe delle parole e soprattutto dei gesti. Ed è diverso da quello che appare. Solo che l’attore ne è consapevole e controlla il processo. La sostanza delle cose, la loro verità è quasi sempre diversa da quello che viene comunemente percepito. Le cose accadono realmente in posti e in momenti diversi da quelli che crediamo, guardiamo o percepiamo.”

La scrittura di Carofiglio è scarna ed essenziale, perfetta per rendere giustizia al ricordo di Giorgio, il protagonista che, ormai uomo adulto, ritorna al suo passato, percepito come terra straniera e lontana.
Ad attirarlo in quel mondo remoto è una donna, che irrompe inaspettatamente nella sua banale quotidianità dal passato, costringendolo a rivivere il periodo più eccitante e buio della sua esistenza. Sembra la vita di un altro quella che Giorgio ripercorre, inseguendo quei pensieri e quelle sensazioni fugaci dei suoi, allora, ventidue anni, quando, studente brillante, abbandona la sua vita ordinaria e normale per qualcosa di diverso fatto di avventure, soldi facili, gioco e droga, iniziando così una lenta trasformazione che lo porterà a provare sulla propria pelle il rischio dell’azzardo e dell’illegalità. Artefice di tale trasformazione è Francesco, personaggio torbido, ma allo stesso tempo affascinante e misterioso, che conosce molto bene l’arte dell’illusione. Abile giocatore, inganna cambiando le carte sotto gli sguardi apparentemente attenti delle sue vittime con l’aiuto di Giorgio, diventato il suo braccio destro. Tuttavia anche Giorgio è una vittima, a sua volta inconsapevole di essere manipolato da Francesco, personaggio capace di mascherare il male e il bene tanto da confonderli e minare così la coscienza dell’amico.
In questo gioco, che diventa una vera e propria iniziazione, Francesco mette continuamente alla prova l’amico, per vedere fino a che punto Giorgio è disposto ad arrivare e quanto è forte il suo ascendente su di lui. Ed è così che, nel suo intento di portare a termine le sue volontà più nascoste, Francesco riesce a indurre l’amico ad azioni sempre più trasgressive e pericolose. Fino alla svolta che cambierà per sempre le loro vite.
Ancora una volta, incapace di dire no, Giorgio segue Francesco che vuole portare a compimento il cammino criminoso intrapreso insieme, per penetrare nei luoghi più nascosti e bui dell’animo umano, dove orrore ed eccitazione si confondono. Questa volta però, inaspettatamente, non vincerà la forza di Francesco, ma il coraggio di Giorgio.
Come si evince dunque dal titolo, il passato, che sembra quasi non appartenere più alla vita dei personaggi del romanzo, è sì lontano, ma ancora agisce su di loro. Perché essi sono diventati quello che sono grazie anche alla contaminazione con il male e il dolore, che hanno conosciuto, vissuto e combattuto, e perché no, vinto.

Il passato è una terra straniera di Carofiglio Gianrico
Pag.260., Euro 15,00 – Edizioni Rizzoli (Scala italiani)
ISBN: 88-17-00376-X

Le prime righe

Uno

È appoggiata al banco, è sola e beve una spremuta. Per terra, vicino alle gambe, ha una borsa di pelle nera e non so per quale motivo vengo attirato proprio da questo particolare.
Mi fissa con un’insistenza imbarazzante. Quando i nostri sguardi si incrociano però si gira. Passano pochi secondi e mi guarda di nuovo. Questa sequenza si ripete diverse volte. Non la conosco, e all’inizio mi chiedo se stia guardando proprio me. Ho anche l’impulso di controllare se ci sia qualcuno alle mie spalle, ma mi trattengo. Dietro il mio tavolino c’è soltanto il muro e io lo so bene perché mi siedo lì quasi tutti i giorni.
Adesso ha finito di bere. Poggia il bicchiere vuoto sul bancone, prende la borsa e viene verso di me. Ha i capelli corti e scuri, i modi decisi ma non del tutto spontanei di chi ha dedicato un sacco di tempo a lottare con la timidezza. O con qualche altra cosa, peggiore della timidezza.
È davanti al mio tavolo. Sta lì senza dire niente per qualche secondo, mentre io cerco un’espressione adeguata. Senza riuscirci, credo.
“Non mi riconosci.”

© 2004 RCS Libri S.p.A


L’autore

Gianrico Carofiglio (Bari 1961) è Sostituo Procuratore Antimafia a Bari. Ha esordito nella narrativa con il pluripremiato Testimone inconsapevole, seguito da Ad occhi chiusi. Entrambi i romanzi saranno tradotti in inglese, francese e tedesco, e diverranno film per la televisione.


Di Veronica Irsara


17 settembre 2004