La biografia


David Lodge
Dura, la vita dello scrittore

“Era stata questa l’impressione prevalente di quel primo pomeriggio – di aver trovato – di aver in qualche modo trovato la strada che lo riportava al giardino dell’Eden, attraverso la grossa porta verde con il batacchio di ottone in West Street, ed era una fantasia che ritornava spesso, specialmente quando faceva un giro in giardino dopo una buona mattinata di lavoro...”

“Romanziere anarchico e docente universitario” così si è autodefinito David Lodge in una intervista rilasciataci tempo fa, e in questo romanzo/biografia riesce felicemente a unire le due personalità creando un’opera estremamente documentata e approfondita su Henry James, la cui vita si è svolta tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, e ricostruendo con la fantasia i tasselli mancanti e gli elementi psicologici meno noti dello scrittore.
Intorno al suo letto (Henry è ormai in stato confusionale dopo una serie di ictus cerebrali) si affolla un piccolo gruppo di fedelissimi. In costante contatto per avere notizie è Edith Warthon, scrittrice e filantropa nota in tutto il mondo per le sue attività umanitarie. Nella grande casa londinese lo assistono la governante, la segretaria, il maggiordomo, i camerieri e, ben presto, anche la cognata Alice che sarà con lui fino al momento della morte. La notizia di avere ottenuto l’Ordine al Merito, una delle maggiori onorificenze date dal sovrano inglese agli uomini illustri, non rianima lo scrittore malato, anzi i troppi messaggi di congratulazione lo irritano e lo innervosiscono profondamente.
Lodge si allontana dall’osservare il momento conclusivo della vita di James e racconta vicende di molti anni prima, gli anni Ottanta londinesi dello scrittore, le sue frequentazioni del tempo e in particolare l’amicizia con i Du Maurier, in particolare con Kiki che sarà sempre suo grande amico. Vengono poi dedicate alcune pagine a un aspetto poco noto e curioso della intimità di Henry James: non ebbe mai rapporti sessuali lungo gli oltre settant’anni della sua vita, per una sorta di raffinato snobismo e di freddezza dei sensi. Quindi scorrono nelle belle pagine del volume i viaggi compiuti nei luoghi canonici per un artista del tempo: Parigi, Firenze, Roma, Napoli,Venezia… Durante uno dei primi soggiorni all’estero, a Firenze, era nata l’amicizia tempestosa con Constance Fenimore Woolson, semplicemente Fenimore per lo scrittore, figura che rimarrà sempre importante nella sua vita (intellettuale naturalmente!). Appare poi in questa biografia Alice, la sfortunata sorella che, malata e depressa, giunta a Londra dall’America, viene affettuosamente accudita dal famoso fratello che nei suoi confronti nutrirà sempre un sentimento dolcemente possessivo.
L’ultimo decennio dell’Ottocento vede James preoccupato per il mancato decollo della sua carriera letteraria, insoddisfatto sia delle proprie opere che dello stato delle proprie finanze e piuttosto infastidito dai successi immeritati di alcuni “concorrenti”. Viene poi l’esperienza teatrale: il grande successo in provincia dell’Americano lo aveva letteralmente inebriato, ma a Londra l’accoglienza sarà assolutamente tiepida. Nel frattempo nella capitale si fanno avanti alcuni nomi importanti: Oscar Wilde e Kipling tra gli altri, con i quali indirettamente anche James entra in contatto. La morte di Alice, i problemi relativi al suo testamento, riempiono molti mesi della sua vita e lo stancano a tal punto che sente l’esigenza di una vacanza italiana e di una trasferta a Parigi. Siamo ormai nel 1893 e Henry è nuovamente deluso dal pubblico e dalla critica inglesi. Anche negli anni successivi la scarsa creatività lo rende sempre più angosciato così come la notizia del suicidio dell’amica Fenimore.
Grande attenzione e spazio è dato nel libro alla prima di Guy Domvil, alla tensione nervosa che precede la serata, agli auguri di amici e colleghi, al teatro che si riempie, all’irrequietezza dell’autore che assiste in contemporanea a una commedia di Wilde: ma il risultato di Guy Domvil è disastroso e l’insuccesso lo conduce quasi al suicidio. James decide perciò di allontanarsi dalla ingrata Londra, si trasferisce prima a Torquay per le vacanze estive, dove scriverà un’altra commedia, quindi nel 1896 va a Playden, infine a Rye…
Torniamo così al letto di morte di James: “il 25 febbraio l’orologio della morte si mette in moto. Le ultime parole di Henry per la cognata Alice, prima di scivolare nella semi-incoscienza, sono: ‘Resta con me’.”

Dura, la vita dello scrittore di David Lodge
Titolo inglese: Author, author
Traduzione di Mary Gislon e Rosetta Palazzi
502 pag., Euro 18,00 – Edizioni Bompiani (Narratori stranieri Bompiani)
ISBN: 88-452-1207-6

Di Grazia Casagrande

le prime pagine
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Prima parte

Londra, dicembre 1915. Nella camera da letto padronale (mai aggettivo qualificativo usato da un agente immobiliare era stato più appropriato) dell'appartamento 21, Carlyle Mansions, Cheyne Walk, Chelsea, l'autore famoso sta morendo - lentamente, ma inesorabilmente. Nelle Fiandre, a meno di duecento miglia di distanza, altri uomini stanno morendo più rapidamente, con maggior sofferenza, in modo più penoso - per lo più uomini giovani, che hanno ancora una vita davanti a sé, pagine bianche che non saranno mai riempite. L'autore ha settantadue anni. Ha avuto una vita interessante e varia, ha scritto molti libri, ha viaggiato in lungo e in largo, è intervenuto a eventi mondani (un inverno andò fuori a cena centosette volte), si è goduto opere d'arte, possiede una deliziosa vecchia casa a Rye e ha anche ottenuto un contratto d'affitto per questo spazioso appartamento londinese, con tanto di vista sul Tamigi. È scapolo e non ha mai avuto rapporti sessuali, ma questa è stata una sua scelta personale, diversamente da quei giovani nelle Fiandre che sono morti vergini, o per mancanza di occasioni o perché speravano di sposarsi, e si sono conservati casti per principio.

© 2004 RCS Libri S.p.a.

biografia dell'autore
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David Lodge, docente universitario, filologo e raffinato intellettuale, è anche colui che ha maggiormente ridicolizzato l'ufficialità della cultura e delle istituzioni letterarie. Tra le sue opere narrative si ricordano: È crollato il British Museum, La felicità è di questo mondo, Il professore va al congresso, Fuori dal guscio, e Ottimo lavoro, professore!.




10 settembre 2004