PADRI E FIGLI

Walter Veltroni
Senza Patricio

“Noi argentini mille volte siamo caduti e mille volte siamo rinati. Siamo gente malinconica e la nostra musica, il tango, è la giusta melodia di una storia di tanti torti subiti. Di dittature finite per esaurimento, senza neanche la grandezza gioiosa di un’insurrezione popolare.”

Una scritta letta su di un muro, camminando per le strade di Buenos Aires: “Patricio, te amo. Papà”. Veltroni ne è colpito profondamente: quelle diciassette lettere, i grandi caratteri, l’intensità del messaggio gli suscitano un grande turbamento e cinque storie, immaginate dalla fantasia ma davvero possibili, nascono dalla sua sensibilità e dal suo coinvolgimento culturale e umano nelle vicende di un Paese che ha avuto un tragico passato e un presente difficilissimo. Storie d’amore di padri per i figli, storie strettamente legate alle paure dei nostri tempi, paure che ognuno di noi ha per sé e per i propri cari, oggi qui in Italia come in Argentina. Oppure storie che si collegano strettamente al periodo della dittatura, al tema dei figli dei desaparecidos che in questi ultimi anni è ritornato con forza alla ribalta.
La seconda storia del volume è infatti la disperata frase che un padre dedica al figlio sconosciuto (Lo ha cercato per vent’anni. L’unica cosa che è riuscito a sapere è che Patricio è nato il 25 giugno del 1978), allevato da chissà quale militare assassino, strappato alla madre appena nato prima che la giovane donna venisse uccisa, gettata ancor viva da un aereo. Quel nome, Patricio, era stato pensato con una tenerezza infinita dai due ragazzi, futuri genitori per caso e forse per follia, che la violenza della dittatura aveva colpito. Lui era sopravvissuto, ma lei era sparita una volta compiuta la sua funzione di “fattrice” di un giocattolo prezioso per i suoi carcerieri.
Anche il padre del terzo Patricio è un uomo che riflette sulla sua vita: la sua però è stata una vita di silenzi e di paure, una giovinezza che non ha conosciuto il coraggio, una maturità che si è negata la forza di andare, di conoscere, di scuotersi dalla pigra ricchezza del mondo occidentale (La nostra vita ha molto, ma non ha senso). Suo figlio è diverso, un giorno gli ha detto “Io vado via” facendo quello che il padre non aveva osato affrontare: viaggiare, conoscere, capire il mondo. Ad accoglierlo al ritorno c’è una scritta che lo aspetta, tracciata sul muro di casa: quattro parole a grandi caratteri “Patricio te amo. Papà”.
Un’altra di queste storie parla di calcio. Un ragazzino, Patricio, gioca in una squadra della periferia di Buenos Aires e sta per tirare un calcio di rigore. Dall’altra parte c’è il portiere: anche lui ha quattordici anni, si chiama Osvaldo Soriano e gioca in una squadra del centro. Il padre di Patricio, che ha combattuto ogni giorno della sua vita contro la fame e la miseria, sa di aver investito tutto, troppo, su quel figlio, l’unica cosa rimastagli morta la moglie. Quando il ragazzino sta per tirare gli appare chiaro l’errore e, senza neppure conoscere l’esito di quel calcio di rigore, l’uomo traccia in grande su di un muro la sua dedica d’amore.
Anche nelle storie non qui raccontate l’intensità dei sentimenti si intreccia con la situazione sociale che li circonda e, oltre a commuovere e a emozionare il lettore, il merito del libro è anche quello di far capire un po’ di più la società argentina, un mondo a noi vicino, in continuo travaglio.

Senza Patricio di Walter Veltroni
124 pag., Euro 9.50 - Edizioni Rizzoli
ISBN 88-17-00369-7

Le prime righe

Un giorno della mia vita, uno qualunque, passando per una strada di Buenos Aires ho visto una scritta su un muro. Vernice colorata su una superficie senz'anima. Quattro parole: «Patricio, te amo. Papa».
Non mi era mai capitato, in quasi cinquant'anni, di vedere un graffito dedicato da un padre a un figlio. E ho immaginato storie che possano aver prodotto il gesto di quella scritta. In quella terra malinconica e triste, con l'anima appesa al tempo, tutto sembra epico e grande.
Anche un atto così semplice. Diciassette lettere scritte da qualcuno, un giorno, su un muro.

© 2004 RCS Libri Edizioni


L’autore

Walter Veltroni è sindaco di Roma, dopo essere stato direttore dell’”Unità”, vicepresidente del Consiglio e segretario nazionale dei Democratici di sinistra. Oltre ad alcuni libri sulla televisione e sul cinema, ha pubblicato Il sogno spezzato. Le idee di Robert Kennedy, Governare da sinistra, La sfida interrotta, I care, La bella politica (intervista di Stefano Del Re), Forse Dio è malato. Diario di un viaggio africano e Il disco del mondo. Vita breve di Luca Flores, musicista.


Di Grazia Casagrande


10 settembre 2004