ANTOLOGIE


Io e l'altro
Racconti fantastici sul Doppio

“Entriamo nella nostra raccolta con la dovuta circospezione, e dunque con ben calcolata gradualità: con una tenera e straziante fiaba romantica ‘nera’, dovuta alla penna fecondissima del più inquietante narratore tedesco, Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (1776-1822).”

Prosegue il cammino tematico di Davico Bonino nella letteratura internazionale. Questa volta il suo percorso di ricerca si svolge sul tema del doppio, sviluppato nei secoli come uno dei più complessi e fondamentali della storia dell’umanità, al di là della sua versione prettamente narrativa. I racconti raccolti in questa selezione sono dunque esempi estremamente significativi di come lo scrittore riesca a cogliere in tempi, luoghi e situazioni assai differenti, quelli che sono i dubbi, le paure e le domande centrali dell’uomo. Il tema del doppio ha attraversato la nostra cultura a partire dalla tragedia greca sino agli approfondimenti psicoanalitici del Novecento, esprimendo con grande efficacia quella difficoltà di vivere con sé stessi e con gli altri, quell’angoscia esistenziale che trova le sue radici addirittura nel conflitto fra Caino e Abele.
Davico Bonino ha concentrato la sua attenzione su una serie di racconti fantastici che rappresentano un Doppio “essenzialmente moderno” nato con il romanticismo tedesco. La scelta dei testi è dunque legata da un lato a questo limite temporale e dall’altro alla loro brevità. Nell’interessantissima Introduzione (da leggere con grande attenzione) lo studioso torinese elenca e presenta alcuni grandi romanzi come Il sosia di Dostoevskij e Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Stevenson, ma anche Il ritratto di Dorian Gray di Wilde e L’equivoco di Nabokov, che per ovvi motivi di spazio non possono trovare posto nel volume, ma che rappresentano tappe fondamentali di questo percorso. Impossibile elencare qui tutti i testi dell’antologia che si apre con I sosia di Hoffmann e si chiude con Lontana di Julio Cortázar, passando per Il naso di Gogol’ e Uno spirito in un lampione di Tarchetti, Il coinquilino segreto di Conrad e La signora nello specchio di Virginia Woolf. Ventiquattro racconti da scoprire, o da rileggere con una nuova ottica suggerita anche dalle brevi e “intense” note introduttive che non solo riportano curiosità e critiche sul testo proposto, ma che ne offrono una visione nuova, originale, estremamente interessante.

Io e l'altro. Racconti fantastici sul Doppio
A cura di Guido Davico Bonino
XIII-360 pag., Euro 11,50 – Edizioni Einaudi (Einaudi tascabili. Letteratura n. 1254)
ISBN: 88-06-17099-6

Le prime righe

Introduzione

Apriamo insieme il Simposio di Platone e diamo la parola al commediografo greco Aristofane. Siamo in casa di Agatone, si è finito di cenare, su suggerimento di Fedro si è scelto il tema della discussione: l'elogio di Amore. Hanno già parlato Fedro, Pausania, il medico Eurissimaco (Socrate, per ora, tace e ascolta) ed ecco intervenire l'autore delle Rane:
Bisogna innanzi tutto che sappiate qua! è la natura dell'uomo e quali prove ha sofferto; perché l'antichissima nostra natura non era come l'attuale, ma diversa. In primo luogo l'umanità comprendeva tre sessi, non due come ora, maschio e femmina, ma se ne aggiungeva un terzo partecipe di entrambi e di cui ora è rimasto il nome, mentre la cosa si è perduta. Era allora l'androgino, un sesso a sé, la cui forma e nome partecipavano del maschio e della femmina: ora non è rimasto che il nome che suona vergogna. In secondo luogo, la forma degli umani era un tutto pieno: la schiena e i fianchi a cerchio, quattro braccia e quattro gambe, due volti del tutto uguali sul collo cilindrico, e una sola testa sui due volti, rivolti in senso opposto; e così quattro orecchie, due sessi, e tutto il resto analogamente, come è facile immaginare da quanto s'è detto. Camminavano anche ritti come ora, nell'una e nell'altra dirczione; ma quando si mettevano a correre rapidamente, come i saltimbanchi fanno capriole levando in alto le gambe, così quelli veloci ruzzolavano poggiando su quei loro otto arti.
Questi uomini primitivi, dalla conformazione doppia rispetto all'attuale, divisi in tre sessi, erano terribilmente vigorosi e tanto superbi da attentare agli dèi e mettere Giove in assillo: «Se li fulmino, come ho fatto con i Giganti, perdo i loro sacrifici in nostro onore: d'altro canto, non posso lasciarmi insolentire...»:
Ma finalmente Giove, pensa e ripensa: «Se non erro, - dice, - ce l'ho l'espediente perché gli uomini, pur continuando a esistere ma divenuti più deboli, smettano questa tracotanza. Ora li tagliere in due e così saranno più deboli, e nello stesso tempo più utili a noi per via che saranno aumentati di numero.


© 2004 Giulio Einaudi Editore


Il curatore

Guido Davico Bonino è nato a Torino nel 1938. È professore ordinario di Storia del Teatro nella Facoltà diLettere della sua città. Dei suoi numerosi volumi ricordiamo L’amore impossibile, Alfabeto Einaudi e Poesie d’amore per un anno e ha curato il volume Lunario dei giorni d’amore.


Di Giulia Mozzato


10 settembre 2004