PADRI E FIGLI

Barbara Strauch
CAPIRE UN ADOLESCENTE
Come cambia il cervello dei ragazzi fra i tredici e i diciotto anni

“Perché gli adolescenti dormono fino a mezzogiorno? Perché sbattono la porta, dimenticano di telefonare a casa, o si intontiscono con l’alcol? Perché alcuni di loro, di punto in bianco, scivolano nella disperazione più profonda o cadono addirittura vittime di psicosi, mentre altri, altrettanto improvvisamente, comprendono la bellezza e le sottigliezze dell’algebra o le sfumature di una battuta intelligente? Per la prima volta le neuroscienze affrontano con profondo impegno queste domande, e si sforzano di trovare, utilizzando gli strumenti più recenti e le menti più brillanti che hanno a disposizione, la risposta a uno dei quesiti più antichi mai formulati sugli adolescenti: perché si comportano così?”

Ogni esperienza che facciamo cambia il nostro cervello. L’esistenza, che è irripetibile per ciascun essere vivente, modifica la macchina che genera il pensiero, e in definitiva delimita ciò che noi siamo, noi singolarmente, prima che collettivamente. Le neuroscienze ammettono che il cervello umano ha nella normalità infinite variabili di funzione, ciò che la psicologia e la psicoanalisi tendevano a ridurre da infinite a finite, anche se comunque vaste, per poter stabilire regole su cui intervenire terapeuticamente. Stabilito che sul cervello agiscono sostanze chimiche la cui composizione e origine sono quasi totalmente sconosciute (parlando solo degli ormoni siamo forse al sillabario) e che la sua stessa fisiologia è oggetto di continui stupori più che di certezze, ecco una materia che potrebbe ribaltare lo studio del comportamento umano: dalla preistoria, che si basava prettamente sulla supposizione dell’inconscio come punto di partenza e di arrivo della psiche, alla storia attuale in cui la conoscenza si sposta al funzionamento delle cellule, dei neuroni, della densità sinaptica (cioè del numero di connessioni per singolo neurone), di come convogliare energia verso le cellule e quindi verso i neuroni (cioè la funzionalità delle cellule gliali), e via di questo passo, il paesaggio appare irriconoscibile rispetto al punto di vista degli osservatori di un decennio fa. Siamo al cospetto di un procedimento di indagine così diverso in relazione a quello isolatamente psicologico, da far presumere che uno dei due possa essere una truffa.
Fino a ieri era giustificabile che lo psicologo, volendo estorcere segreti sulla sessualità delle proprie clienti (che ripugna chiamare pazienti), chiedesse con insistenza: “Parliamo del vaso”, cioè della vagina. Oggi conosciamo qualcosa di più sulla chimica delle connessioni sessuali, e siamo ormai convinti che certe indagini siano solo pruriginose. La rivoluzione che consentirà di trattare il cervello come il resto del corpo, cioè di curare una vitaminosi con delle pillole e non andando a raccontare a qualcuno la ragione per la quale odiamo la frutta, è a un passo dal creare migliaia di disoccupati in alcune specializzazioni universitarie. Si era cominciato parecchio tempo fa trattando le depressioni con prodotti come il Prozac, che hanno cambiato la paura di vivere almeno quanto la pillola anticoncezionale ha debellato la paura di restare incinte. Ora, pur considerando che lo studio del cervello, rispetto alla fisiologia del sesso, pone insidie ben più intricate, ma dovute solo al fatto che le tube falloppiane sono molto più semplici della corteccia cerebrale, bisognava afferrare un bandolo e tirarlo. Proprio in ragione di quanto sia inimmaginabile la complessità della mente, la Strauch, giornalista scientifica americana, sceglie di delimitare il campo affrontando il “galattico” evento (sono queste le dimensioni del pur limitato settore esistenziale) dell’adolescenza. È il classico esempio che considera la parte per il tutto, ma l’adolescenza è anche un punto di osservazione dei meccanismi cerebrali di assoluto privilegio. Aspettiamo dunque a dare risposte precipitose sulle ragioni per le quali gli adolescenti sembrino così incomprensibili. Cerchiamo di capire fisiologicamente che cosa avviene dentro le loro scatole craniche, tralasciando per ora che cosa succede fuori, cioè brufoli, seni, peli, mestruazioni, polluzioni. La massa del cervello cresce ininterrottamente fino all’età di tredici anni, raggiunge dimensioni superiori a quelle di un adulto, infatti durante questo periodo il cervello è ai massimi del suo volume; da qui in poi, inspiegabilmente, comincia a ridursi fino alle dimensioni considerate normali.
La notizia ha in sé qualcosa di assurdo, ma ancora più assurdo è che di un fenomeno così macroscopico non si sappia assolutamente nulla; si considera che l’adolescenza è un periodo dello sviluppo mentale e fisico che manifesta comportamenti anormali all’interno di una prassi consolidata, cioè da sempre gli adolescenti si comportano in modo anormale. Ma cosa c’è di normale in un cervello che si riduce come peso e volume nel giro di pochi anni, e proprio alla soglia dell’età adulta? Già solo questo aspetto può dare un’idea del tipo di ignoto che indaga questo libro, quali mondi insospettati ci spinga a osservare.
Attraverso la lente indirizzata sull’adolescenza, per cercare di rendere comprensibile il momento più incomprensibile della vita di un individuo, scopriamo quanto possa essere presuntuoso dare giudizi psicologici su questa e altre età. Ma scopriamo pure che i metodi di indagine in alcuni settori sono diventati veramente obsoleti. Paragonare la fisiologia degli animali a quella dell’uomo ci ha fatto uscire dalle caverne, ma per quanto riguarda il cervello siamo rimasti sulle palafitte. Il cervello umano ha una storia completamente diversa da quella animale, sappiamo per esempio che nel giro di pochi millenni la corteccia è cresciuta del 29%, mentre quella animale è rimasta identica da milioni di anni. Sono dati che non solo rimescolano le carte di molti “scienziati” del passato, ma cambiano addirittura il mazzo agli studiosi del presente.
Capire un adolescente è dunque un titolo molto riduttivo rispetto ai contenuti del libro della Strauch, che sono vasti e stimolanti. Le rivelazioni che ci fornisce, sul campo, meritano la più grande considerazione. Da qui a poco, ne siamo convinti, su questo argomento ci sarà parecchio da discutere.

Capire un adolescente. Come cambia il cervello dei ragazzi fra i tredici e i diciotto anni di Barbara Strauch
Traduzione di Cristina Serra
Pag. 236, Euro 17,00 - Edizioni Baldini Castoldi Dalai (I Saggi)
ISBN: 88-04-52645-9

Le prime righe

Introduzione

Devo ammettere di non aver mai pensato molto al cervello degli adolescenti. Pur essendo madre di due teenager, quest'organo non era certo la prima cosa che mi veniva in mente quando cercavo di capire perché si comportavano in quel modo. Era colpa degli ormoni o degli amici, era colpa mia, era il vento estivo. Il cervello?
In qualità di redattrice scientifica, conoscevo anche la posizione istituzionale ufficiale sull'argomento. Per quanto riguarda le fasi critiche dello sviluppo, si riteneva che con l'adolescenza quest'organo fosse ormai in gran parte completo, dotato di connessioni nervose ben definite, di un chilo e mezzo circa di cellule cerebrali vivaci e in piena attività, pronto e in fremente attesa di essere rimpinzato da un sacco di poesie, matematica e sagge raccomandazioni dei genitori.
Non molto tempo fa, però, sono venuta a conoscenza dei risultati di un piccolo gruppo di neuroscienziati che avevano iniziato a osservare l'encefalo vivo e in attività, e in particolare quello degli adolescenti, per cercar di scoprire che cosa induce i ragazzi di quell'età a comportarsi come fanno.
I titoli dei loro articoli suonano misteriosi: In Vivo Evidencefor Post-Adolescent Brain Maturation in Frontal and Striatal Regions (Prove in vivo dello sviluppo cerebrale postadolescenziale nelle regioni frontale e striatale), o Structural Maturation of Neural Pathways in Adolescents (Maturazione strutturale delle vie neuronali negli adolescenti).
Dietro a questi aridi titoli, però, si cela una storia affascinante. Che cosa stanno scoprendo i neuroscienziati sull'argomento? È possibile che ci conducano in territori ancora inesplorati? Che ci aiutino a comprendere perché un teenager può essere così simpatico e, allo stesso tempo, così insopportabile?

© 2004 Arnaldo Mondadori Editore


L’autrice

Barbara Strauch, è una delle più stimate giornaliste scientifiche del "New York Times", per il quale si occupa di salute e di medicina. È autrice di In Search of Dreams: Results of Experimental Dream Research (1996). Ha due figlie adolescenti.


Di Alvaro Strada


10 settembre 2004