ROMANZI DALL'ITALIA E DAL MONDO

Paola Sala
Pensati

“È iniziato tutto qui, un uomo, un giorno ha osservato il mondo con occhi diversi e, pieno di meraviglia, ha rivolto a se stesso la prima vera domanda, si è chiesto il perché della realtà, della vita e della morte, dell’esistenza degli dei o della loro assenza, il motivo per cui noi siamo qui ed esistiamo”.

Nella frenetica realtà nella quale siamo immersi, pare non ci sia più spazio per le “grandi domande filosofiche”, delle quali ormai si occupano solamente studenti alle prese con qualche esame di filosofia o pochi appassionati della materia.
Quest’opera di Paola Sala rivaluta e rende più accessibile il pensiero di alcuni importanti filosofi, che non meritano affatto di rimanere confinati nelle pagine di vecchi libri, considerando l’immenso valore delle questioni per le quali si sono arrovellati.
Il testo presenta un’originale struttura; l’autrice non solo ha creato una cornice narrativa per illustrare la storia della filosofia, ma ha intrecciato lo svolgimento degli avvenimenti nei quali l’io narrante è coinvolto con l’esposizione delle teorie filosofiche.
Il protagonista della storia è un uomo, del quale non ci viene fornita alcuna descrizione, ciò rende più facile l’identificazione del lettore con tale figura. Quest’uomo, dopo aver passato tanto tempo chino sui libri, cercando in essi delle soluzioni ai propri interrogativi, comprende improvvisamente che alle domande non esiste una risposta univoca, ma innumerevoli, e soprattutto si rende conto che esse sono celate nella profondità dell’animo umano. Questa tematica, attorno alla quale ruota il testo, è ben anticipata dall’immagine di copertina intitolata “Specchio”. L’uomo, come sostiene anche Pirandello, non può “vedersi vivere”, l’unico espediente in suo possesso, per vedere se stesso così come gli altri lo vedono, è lo specchio. Guardare la propria immagine riflessa diventa metafora del guardare in se stessi, alla propria anima. Ciò si raggiunge attraverso l’introspezione, paragonabile ad un viaggio nella propria interiorità, che ha come obiettivo ultimo il raggiungimento del proprio io autentico un tempo perduto.
L’io narrante decide perciò di abbandonare la quotidianità per concentrarsi solo su se stesso, senza per questo separarsi totalmente da ciò che lo circonda. Di fronte a nuovi paesaggi, lontano dalla consuetudine, l’uomo recupera la capacità di meravigliarsi, di stupirsi di fronte allo spettacolo che ogni giorno gli viene offerto quando al mattino si risveglia e una nuova giornata incomincia. Il viaggio “esteriore” diventa simbolo del viaggio “interiore” e finisce per confondersi con esso.
Immediatamente il protagonista diventa consapevole delle difficoltà che dovrà affrontare per compiere questa ricerca dentro di sé e una volta compiuta, per mostrarsi agli altri com’è realmente. Più facile sarebbe infatti rassegnarsi all’immagine che ci è stata attribuita dall’esterno.
Il primo ostacolo che incontra lungo il percorso è rappresentato dalla necessità di abbandonare la donna che ama, Sara. Ricercare la propria essenza richiede infatti solitudine. La lontananza rafforza l’amore che il protagonista prova per Sara, egli comprende che spesso le persone che si hanno accanto diventano parte della quotidianità, non si cerca più di riscoprirle, di indagare ogni loro gesto, ogni loro pensiero, ma si dà tutto per scontato. Questo atteggiamento soffoca l’amore e rende sterile il rapporto. L’autrice paragona l’amore a una pianta delicata, la pianta necessita di luce e premure, al primo segno di sofferenza bisogna spostarla in un luogo più luminoso, così anche l’amore va alimentato costantemente con attenzioni e gentilezze.
Durante le tappe del viaggio, che corrispondono ai vari capitoli di cui il testo è costituito, l’io narrante incontra strani personaggi, i filosofi che esprimono le loro teorie riguardo l’esistenza dell’uomo, la fede, il dolore, la felicità, la morte, l’esigenza di compiere delle scelte. Ogni incontro fortifica il narratore, che recupera di volta in volta i tasselli necessari a formare il mosaico della sua personalità.
Al termine del libro il cammino dell’uomo si conclude e di nuovo viene sottolineata (come già avviene nel primo capitolo) l’importanza della ricerca. Grazie ad essa egli infatti ha compreso che l’amore per la filosofia, alla quale si è applicato con tutto se stesso, non gli ha permesso di dedicarsi completamente all’amore per Sara.
“Ho amato la filosofia con una tale passione da farla mia compagna di vita senza dubitare mai della mia scelta, neanche un secondo, perdendomi e ritrovandomi in essa e scoprendo in lei uno dei motivi per affrontare ogni giorno. E non avevo capito che tu eri, al pari dell’amore per il sapere, la mia ragione di vita e che potevo assaporarti allo stesso modo e con la stessa intensità”.

Pensati di Paola Sala
Pag. 112, Euro 10.00 – Edizioni Lampi di stampa (I libri di libriAlice.it)
ISBN: 88-488-0398-9

Le prime righe

I: E DALLA MERAVIGLIA CHE GLI UOMINI PRINCIPIARONO A FILOSOFARE

E l'alba... l'alba dì un nuovo giorno. Sono qui, seduto sopra un masso, di fronte il Mare Egeo mentre la mia mente richiama alla memoria chi, insieme a me, ha attraversato il lungo cammino: la vita.
È strano essere qui ad osservare il mare e so già che vedrò il tramonto, il crepuscolo lo aspetterò qui, seduto sopra questo masso. Solo pochi giorni fa il cielo sopra la mia testa era grigio e la mia mente si lasciava intimidire da quell'aria irrespirabile. E rivedo i tuoi occhi: l'unico azzurro nel quale mi potevo specchiare. Sara, un nome, un destino, bastava un semplice accento e tu saresti potuta diventare il mio futuro... Sarà...
Ho dovuto fuggire, per ritrovarmi.
Ho ripercorso con i ricordi il passato, ho ritrovato chi mi è stato accanto e chi se n'è andato, chi mi ha saputo sopportare e chi, invece, non è stato capace di dividere il suo percorso con me. Non porto rancore, non mi colpisce più tutto questo: voglio viaggiare... dentro me stesso.
Mi hai guardato a lungo, nel tuo sguardo mi sarei potuto perdere, non potevo: dovevo ritrovarmi. Lo capisci ora? Non l'hai compreso, allora! Anni chino sui libri a sbirciare nella vita degli altri, la mia. Nelle risposte degli altri, le mie.
Ho donato ad altri il mio sapere ma adesso qui, immerso nell'universo, aspetto che sia lui a darsi.
Scriverò una mappa della storia del pensiero, ne seguirò il percorso... la strada. Ho bisogno di una via nuova dove perdermi per poi ritrovarmi.

© 2004 Lampi di Stampa


L’autrice

Paola Sala, nata a Milano nel 1968, si laurea in Filosofia nel 1994. Insegna nelle scuole superiori. Da anni si interessa di musica e ha collaborato con la redazione di una radio locale. Organizza Corsi di Filosofia e di Giochi di scrittura.


Di Michela Pizzi


3 settembre 2004